TUNISI – Una scatola di metallo, alcune lettere dimenticate e una donna che, oltre un secolo fa, scelse di attraversare il Mediterraneo per costruire il proprio futuro. È da questi frammenti di memoria familiare che Alfonso Campisi, accademico italo-tunisino originario di Trapani, ricostruisce la storia di Lucia Campisi, sua prozia e protagonista del libro “Vento di scirocco”, presentato a Tunisi.
Quando il destino delle donne era ancora deciso dalla famiglia. Lucia lasciò la Sicilia in un'epoca in cui, per molte donne, il destino era ancora deciso dalla famiglia, dal matrimonio e dalle convenzioni sociali. In una società patriarcale che lasciava poco spazio alle ambizioni femminili, studiare e conquistare una professione significava sfidare un ordine consolidato. La Tunisia divenne per lei il luogo in cui cercare nuove possibilità e rivendicare il diritto di scegliere la propria vita. Nel 1903 Lucia diventò farmacista a Tunisi, in un contesto in cui l'accesso delle donne alle professioni scientifiche era ancora fortemente limitato.
Quando i siciliani emigrarono in Tunisia. La sua vicenda personale si intreccia così con due storie più ampie: quella dell'emigrazione siciliana in Nord Africa, che tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento portò migliaia di italiani sulle coste tunisine, e quella delle donne che cercarono nell'istruzione e nel lavoro gli strumenti per conquistare autonomia e dignità. “A distanza di quasi 120 anni, possiamo finalmente restituire la parola a Lucia Campisi e far rivivere, almeno in parte, la sua storia”, racconta l'autore a “Repubblica Mondo Solidale”.
Un intreccio tra ricerca storica e narrazione letteraria. La scintilla per trasformare quei documenti in un libro è arrivata sei mesi fa, dopo anni in cui il progetto era rimasto in sospeso. Il risultato è un'opera che intreccia ricerca storica e narrazione letteraria, ricostruendo le vicende della protagonista attraverso le fonti disponibili e il loro contesto storico. Campisi, studioso di filologia italiana e romanza, storia delle migrazioni e relazioni culturali tra Sicilia e Tunisia, insegna all'Università La Manouba di Tunisi, dove presiede la Cattedra Sicilia per il dialogo di culture e civiltà e l'Aissli-Unesco.
Nacque una comunità italiana in una società araba, ebraica, francese e mediterranea. La vicenda di Lucia si inserisce in una stagione in cui la Tunisia rappresentava un punto d'incontro tra comunità e culture diverse. La vicinanza geografica, le opportunità di lavoro e le reti familiari favorirono l'arrivo di numerosi siciliani, contribuendo alla formazione di una comunità italiana inserita in una società araba, ebraica, francese e mediterranea. Per Lucia, tuttavia, la partenza non fu soltanto una questione di lavoro o di opportunità economiche: può essere letta anche come la ricerca di uno spazio personale in cui sottrarsi alle aspettative familiari e sociali.
Il ritratto di una donna che emerge dalle lettere. Dalle lettere emerge il ritratto di una donna che scelse di studiare e costruirsi una professione quando l'accesso femminile all'istruzione superiore e alle discipline scientifiche incontrava ancora numerosi ostacoli. In Sicilia come in Tunisia, tra Ottocento e Novecento, le donne dovettero confrontarsi con barriere culturali e sociali che limitavano la possibilità di diventare protagoniste della propria esistenza. In questo scenario, la farmacia assume un significato che supera quello professionale: diventa uno strumento di autonomia economica, riconoscimento sociale e indipendenza personale.
Con “Vento di scirocco”, la memoria privata diventa testimonianza collettiva. Lucia riemerge dall'oblio come una donna che non si limitò a emigrare, ma cercò di trasformare la propria esistenza. La sua esperienza ricorda che, per molte donne, partire ha significato — e continua a significare — non soltanto cercare un luogo in cui vivere, ma conquistare la possibilità di decidere chi diventare. Una storia che attraversa il Mediterraneo e arriva fino al presente, ricordandoci che dietro ogni migrazione possono esserci anche desideri di emancipazione, identità da ricostruire e diritti ancora da conquistare.