✕

Emergenza freddo, i giovani afghani di Roma
trascorrono le notti al gelo ed esposti a rischi

Sono i minori che vivono sul binario 15 della stazione Ostiense, connazionali degli esuli accampati in via Capitan Bavastro, sgomberati lo scorso luglio dal Comune che ne ha disposto l'accoglienza, ma in strutture dedicate solo agli adulti. I minori sono ancora per strada, di età compresa tra i 15 e i 17 anni
2 minuti di lettura
ROMA - Con il grande freddo di queste ore, almeno 40 ragazzini sono costretti a trascorrere ogni notte in rifugi a cielo aperto, tra cartoni e precari giacigli improvvisati, in completa assenza di condizioni igieniche e sanitarie, esposti a rischi di violenze e abusi sessuali. Sono i minori profughi dell'Afganistan che vivono sul binario 15 della stazione Ostiense: sono i connazionali degli esuli afgani accampati presso via Capitan Bavastro, sgomberati lo scorso luglio dal Comune che ne ha disposto l'accoglienza, ma in strutture dedicate solo agli adulti. I minori quindi sono ancora per strada, a decine, nei pressi della stazione: sono per lo più maschi di età compresa tra i 15 e i 17 anni e rappresentano il 25% degli esuli giunti a Roma dall'Afghanistan.

Gli invisibili.
Nel Lazio i minori afghani rappresentano l'82% del totale degli stranieri che richiedono asilo. Una percentuale destinata a salire se alle presenze "ufficiali" si aggiungono, soprattutto a Roma,…
ROMA - Con il grande freddo di queste ore, almeno 40 ragazzini sono costretti a trascorrere ogni notte in rifugi a cielo aperto, tra cartoni e precari giacigli improvvisati, in completa assenza di condizioni igieniche e sanitarie, esposti a rischi di violenze e abusi sessuali. Sono i minori profughi dell'Afganistan che vivono sul binario 15 della stazione Ostiense: sono i connazionali degli esuli afgani accampati presso via Capitan Bavastro, sgomberati lo scorso luglio dal Comune che ne ha disposto l'accoglienza, ma in strutture dedicate solo agli adulti. I minori quindi sono ancora per strada, a decine, nei pressi della stazione: sono per lo più maschi di età compresa tra i 15 e i 17 anni e rappresentano il 25% degli esuli giunti a Roma dall'Afghanistan.

Gli invisibili.
Nel Lazio i minori afghani rappresentano l'82% del totale degli stranieri che richiedono asilo. Una percentuale destinata a salire se alle presenze "ufficiali" si aggiungono, soprattutto a Roma, i minori non accompagnati che risiedono, senza registrazione, in attesa di spostarsi altrove: si tratta dei cosidetti "viaggiatori invisibili", giovani profughi afgani che approdano in Italia in attesa di spostarsi nei paesi del nord Europa. Non ci sono numeri certi, ma si può parlare senza dubbio di diverse centinaia di minori transitati nel corso di un anno. Molti di loro arrivano, restano qualche giorno o settimana per riposare e racimolare il denaro necessario per  raggiungere parenti o amici nel Nord Europa e per trovare lì migliori condizioni di accoglienza e di integrazione.

Vogliono solo andar via dall'Italia.
Questi minori  non  vogliono  essere  inseriti nelle  strutture  d'accoglienza in Italia per timore di essere registrati e di non poter più richiedere asilo altrove: il sistema walfare italiano infatti è carente di un'accoglienza adeguata per i minori richiedenti asilo politico, rispetto alle politiche attuate da altri paesi; a Roma la maggior parte dei minori tenta di passare inosservata, di restare invisibile, per poter proseguire il viaggio senza essere segnalata dalla polizia. L'Italia dovrebbe garantire protezione ai minori afghani, nel quadro legale della disciplina nazionale e regionale dell'attività di accoglienza, con riferimento agli standard strutturali e gestionali definiti dal DM. 308/2000 e dalla Legge Regionale 41/2003.

L'appello.
La Fondazione L'Albero della Vita Onlus - da oltre 13 anni sul fronte del disagio minorile e da quasi un anno impegnata attivamente presso la stazione Ostiense - lancia un richiamo al Comune di Roma e alle autorità competenti per trovare una sistemazione ai minori afghani presenti alla stazione Ostiense, a cui l'Organizzazione ha dedicato il dossier "Viaggiatori invisibili" che descrive con dati e storie dei protagonisti  il fenomeno dei giovani profughi giunti a Roma dopo un lungo e pericoloso viaggio attraverso l'Asia e l'Europa. 

Ne arrivano 40 al mese.
"Ogni mese a Roma  -  afferma il Presidente de L'Albero della Vita Patrizio Paoletti  -  arrivano circa  40 ragazzi afghani dalla Turchia e dalla Grecia, in attesa di trovare rifugio nel nord Europa. Durante il loro soggiorno nella Capitale sono privi di un riparo sicuro per la notte. È necessario che le Istituzioni comunali si facciano carico di questa grave emergenza, temporaneamente includendo i minori afghani nel piano di tutela per i senza tetto, attivo a Roma nei mesi invernali e delineando al più presto  forme di accoglienza più idonee alle caratteristiche di questo fenomeno".