Mondo Solidale

IL CASO

La storia di Jean Claude, cronista del Camerun
"A Milano non mi affittano casa: sono africano"

Molti i tentativi in numerose agenzie lombarde, ma la risposta è stata sempre negativa. Il suo lavoro nella web Tv LookOut, fondata da Claudio Martelli. "Una situazione incresciosa", dice il giornalista, che ha lo status di rifugiato politico, "perché da gennaio dovrò cominciare a lavorare nel capoluogo lombardo e ancora non ho trovato una sistemazione adeguata per me e la mia famiglia" 

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ROMA  -  Il suo nome è Jean Claud Mbede, ha 34 anni, fa il giornalista, è sposato ed è padre di due bambine, di 8 e tre anni. Lavora a LookOut, la web Tv fondata da Claudio Martelli. Il suo lavoro dovrebbe ora portarlo a Milano, da Roma dove si trova attualmente. Per trasferire tutta la famiglia ha bisogno di una casa ed è stato così che Jean Claude s'è messo a cercare su Internet un po' di agenzie immobiliari che lo orientassero nella ricerca di un appartamento a Milano. "Ne ho contattate una decina, mandando tutte le mie referenze, fornito ogni garanzia, ma la risposta è stata davvero sconcertante, da parte di tutti. Ci dispiace, m'hanno risposto uno dopo l'altro, ma a Milano e dintorni non gradiscono affittare case ad un africano".  

Jean Claude dal Camerun era fuggito tre anni fa, dopo aver denunciato le malefatte di  ministri e alti funzionari del suo paese i quali, oltre all'accusa di essersi arricchiti da diventare miliardari, alle spalle di una nazione poverissima e privata dei più elementari diritti civili, sarebbero stati anche indicati responsabili di ricatti sessuali ai danni di minorenni. Accuse che Mbede, dai microfoni di Radio Liberté lanciava incurante della minacce di morte che riceveva sempre più spesso.

E' stato costretto a non tornare più nel suo Paese e a chiedere lo status di rifugiato politico qui in Itaia, anche per aver contribuito a rendere nota l'uccisione di 156 giovani, l'arresto di oltre 3000 persone,  in qualche modo coinvolte nei movimenti spontanei contro la tortura, ampiamente praticata in Camerun, e  per aver scritto sull'assassinio di Pius Njawe, forse il giornalista più emblematico del Camerun. Infine per aver diffuso le informazioni sui 44 ministri divenuti miliardari, di cui la meta già è in carcere e giura di fargliela pagare. Cosa che  -  precisa Jean Claude - fanno anche quelli che ancora stanno fuori.