Mondo Solidale

L'EMERGENZA NEL DESERTO

Sinai, ucciso un poliziotto egiziano
durante un'operazione anti trafficanti

Le forze dell'ordine egiziane hanno evidentemente avuto disposizioni per intervenire direttamente nella zona di Rafah dove in container sotterrati sono detenuti i profughi africani. Un agente è rimasto ucciso durante un conflitto a fuoco con i predoni. A segnalarlo è il sito di EveryOne Group, l'organizzazione umanitaria che segue da vicino la sorte dei sequestrati

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RAFAH - La polizia egiziana del governatorato del nord del Sinai - si legge sul sito di EveryOne Group, l'organizzazione umanitaria che segue da vicino la sorte dei profughi sequestrati nella zona di confine Egitto-Israele nel Sinai - sembra aver ricevuto disposizioni di combattere il traffico di esseri umani. Per la prima volta dopo molti mesi - prosegue l'articolo scritto sul sito - agenti della polizia di frontiera della Repubblica Araba d'Egitto, dislocati a Rafah, hanno affrontato domenica scorsa alcuni trafficanti intenti a condurre un gruppo di migranti africani verso il confine con Israele. L'agente Rami Ahmed Abdel-Latif è stato colpito a morte da un predone.

Nel frutteto di Khaled.
"Non sappiamo ancora se i migranti nelle mani dei trafficanti beduini appartengano al gruppo detenuto da oltre un mese nel frutteto di Abu Khaled a Rafah," dicono Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne. Il poliziotto colpito da un proiettile è stato trasportato all'ospedale di Rafah, ma vi è giunto privo di vita. Le operazioni contro i trafficanti sono proseguite durante tutto il giorno di domenica. "E' raro che le forze di sicurezza e i predoni si scontrino, sul confine con Israele, " prosegue EveryOne, "molto più frequenti sono stati i migranti uccisi a sangue freddo dagli agenti mentre tentavano di attraversare la frontiera, tanto che le Ong per i diritti umani hanno spesso protestato contro quella carneficina legalizzata".

La verità capovolta.
Anche nei pochi scontri armati fra polizia e trafficanti, fino a ieri erano stati i profughi a farne le spese, con perdita di numerose vite. Autorità e media egiziani definiscono i profughi come "migranti illegali in cerca di lavoro", per evitare di riconoscere il loro diritto a protezione umanitaria: è un capovolgimento della verità che purtroppo vige anche in Italia, a Malta e in Grecia, i paesi europei che violano sistematicamente la Convenzione di Ginevra. In realtà i migranti africani, spesso giovani o giovanissimi, fuggono da paesi in guerra o grave crisi umanitaria".