Mondo Solidale

L'INIZIATIVA

Profughi nel Sinai, fiaccolata in Campidoglio
"Quel dramma ha a che fare con i respingimenti"

Sarà un modo per svegliare l'Europa affinché predisponga un piano di evacuazione umanitaria dei rifugiati. Si chiederà come si concretizza la lotta al traffico di persone, soprattutto quando l'unico modo per liberare gli ostaggi è che familiari disperati sono costretti a pagare

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ROMA - Mentre l'Egitto s'infiamma con le proteste della popolazione che chiede un profondo cambiamento delle condizioni di vita dei cittadini, oltre che vere regole democratiche, nel deserto del Sinai, in territorio egiziano, prosegue il dramma dei profughi provenienti dal Corno d'Africa da 2 mesi sequestrati e torturati da bande di beduini che di fatto governano il territorio, vicino al confine con Israele. Domani pomeriggio alle 18, sulla scalinata del Campidoglio a Roma, avrà luogo una manifestazione a sostegno delle persone tenute in ostaggio da oltre due mesi.  

Le ultime notizie.
Dagli ultimi contatti diretti di alcuni profughi con don Mussie Zerai - direttore dell'agenzia eritrea Habeshia -  di almeno tre località in cui ancor oggi sono incatenati più di 200 profughi eritrei e di altre nazionalità del Corno d'Africa, tra cui un minimo di 12 donne e ragazze, una di soli 15 anni. A causa dei continui maltrattamenti e delle sevizie subite da parte dei sequestratori, una donna incinta il 25 gennaio ha perso il bambino e non avendo alcuna assistenza medica ora si trova in fin di vita. La liberazione di alcune decine di profughi, durante le ultime settimane, è stata ottenuta solo grazie al pagamento degli 8 mila dollari di riscatto per ogni ostaggio sborsati dai familiari residenti all'estero.

La manifestazione. Con l'iniziativa di oggi si vuole attrarre l'attenzione dell'opinione pubblica e sollecitare l'intervento della Comunità Internazionale, dei Governi e dell'Unione Europea su questa situazione infernale che avviene dall'altra parte del Mediterraneo, alle porte dell'Europa. Si vuole denunciare il fatto che i rifugiati, a causa delle politiche di chiusura e respingimento, sono costretti a viaggi che li espongono a rischi per la loro vita e libertà, solo per poter accedere a un territorio sicuro e di asilo. Si vuole chiedere che finalmente l'Europa si svegli e predisponga un piano di evacuazione umanitaria dei rifugiati dal Sinai. Come si concretizza la lotta al traffico di persone, ci chiediamo, quando l'unico modo per liberare gli ostaggi è che familiari disperati sono costretti a pagare?

I promotori. Ci saranno molti lumi e silenzio. Ecco gli organizzatori: Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), A Buon Diritto, l'Agenzia Habeshia e il Centro Astalli. Il Comune di Roma, la Provincia di Roma e la Regione Lazio hanno dato il patrocinio. Decine di enti della società civile italiana hanno aderito in questi giorni all'iniziativa tra cui ACLI, Amnesty International  -  Sezione Italiana, Arci, CGIL, Comunità di S. Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche, Fondazione Internazionale d. Luigi Di Liegro, UIL, UGL. Hanno aderito inoltre un vasto numero di parlamentari  e personaggi della cultura.