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Per i profughi di via dei Villini
solo sistemazioni provvisorie

A Roma sono state sistemate 86 persone in alcune strutture cittadine, due delle quali erano state scartate per ragioni diverse: una perché inaccettabile per le condizioni fatiscenti; l'altra perché le persone ospitate in precedenza non hanno gradito i nuovi arrivi. "Ora si pensi alla loro integrazione" 
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ROMA - In piazza del Campidoglio è durato per tutta la giornata il sit-in dei cittadini somali cacciati dalla ex ambasciata di via dei Villini in seguito all'aggressione subita da una ragazza nel rifugio fatiscente, da anni occupato da persone alle quali era stato riconosciuto il diritto alla protezione internazionale. In serata sono state prospettate alcune soluzioni di alloggio: 22 di loro dovrebbero andare in una struttura in via Silicella, nella zona di Torre Maura, sulla Casilina; altri 30 sarebbero dovuti andare nel sottoposso dell'Eur Fermi, ma questa soluzione è stata immediatamente scartata, per le condizioni di degrado del luogo. Un terzo gruppo di 34 persone dovrebbe andare in un altro edificio in via Cupa, nei pressi della Tiburtina.

Le soluzioni.
Ci sono stati momenti di stallo per l'evidente impraticabilità della soluzione indicata dalla segreteria del sindaco, quella di usare il sottopasso di Eur Fermi. Ma i cittadini somali si sono anche rifiutati d…
ROMA - In piazza del Campidoglio è durato per tutta la giornata il sit-in dei cittadini somali cacciati dalla ex ambasciata di via dei Villini in seguito all'aggressione subita da una ragazza nel rifugio fatiscente, da anni occupato da persone alle quali era stato riconosciuto il diritto alla protezione internazionale. In serata sono state prospettate alcune soluzioni di alloggio: 22 di loro dovrebbero andare in una struttura in via Silicella, nella zona di Torre Maura, sulla Casilina; altri 30 sarebbero dovuti andare nel sottoposso dell'Eur Fermi, ma questa soluzione è stata immediatamente scartata, per le condizioni di degrado del luogo. Un terzo gruppo di 34 persone dovrebbe andare in un altro edificio in via Cupa, nei pressi della Tiburtina.

Le soluzioni.
Ci sono stati momenti di stallo per l'evidente impraticabilità della soluzione indicata dalla segreteria del sindaco, quella di usare il sottopasso di Eur Fermi. Ma i cittadini somali si sono anche rifiutati di trasferirsi in via di Torre Branca, tra l'Appia e la Tuscolana, dove l'altra sera non erano stati ben accolti - per così dire - da altri senza tetto che abitano in una struttura del Comune. Si è discusso a lungo, dunque, per trovare  un altro luogo, che alla fine è stato individuato grazie alla mediazione del vice presidente della Commissione Affari Sociali, Daniele Ozzimo (Pd), il quale ha suggerito al sindaco di dividere in due il gruppo dei 30, che non erano alloggiabili né nel sottopasso Eur Fermi né in via di Torre Branca, e di sistemarne così 15 in via Silicella e 15 in via Cupa.

Ora il "tavolo" con il prefetto. Per ora, dunque, il problema - che sembra abbia trovato la soddisfazione dei diretti interessati - appare risolto. Solo provvisoriamente, però - tengono a precisare Shukri Said, portavoce dell'Associazione Migrare, e lo stesso vice presidente della Commissione Affari Sociali - "perché ora si tratta di aprire anche il 'tavolo' con il prefetto, affinché vengano finalmente rispettate le norme nazionali e internazionali che regolano il trattamento delle persone alle quali è stato riconosciuto il diritto alla protezione internazionale e per le quali sono previsti provvedimenti di integrazione sociale. Uno status che tutti i somali che occupavano l'ex ambasciata di via dei Villini hanno già da tempo.