Mondo Solidale

LA RICHIESTA

Una priorità: via i sub-sahariani dalla Libia
Il sospetto di essere pagati da Gheddafi

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) e quello Europeo (ECRE) hanno incontrato la commissaria EU Malmström per chiedere di ospitare circa 4000 profughi africani intrappolati a Tripoli e Misurata. La decisione rimviata all'11 marzo prossimo nel corso del Consiglio Europeo straordinario

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BRUXELLES - Gli stati membri dell'Unione Europea devono provvedere urgentemente ad evacuare e offrire protezione sul proprio territorio ai circa 4.000 profughi dell'Africa sub-sahariana intrappolati in Libia, soprattutto eritrei e somali. La richiesta è stata avanzata a Bruxelles durante l'incontro con la commissaria europea per gli Affari Interni, Cecilia  Malmström dal segretario generale del Consiglio Europeo per i Rifugiati e gli Esuli, Bjarte Vandvik, e dal direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati, Christopher Hein.

Il sospetto che grava su di loro. La comunità internazionale sta compiendo molti sforzi per evacuare cittadini europei, tunisini, egiziani. I rifugiati dall'Africa sub-Sahariana non possono uscire dalla Libia per tornare nei paesi di origine da cui sono fuggiti per mettere in salvo le loro vite. Inoltre, sospettati di essere al soldo dei mercenari pro-Geddafi, sono ad alto rischio di essere attaccati qualora tentassero di raggiungere il confine con  l'Egitto o la Tunisia. Malmström ha condiviso la preoccupazione segnalando che il Consiglio europeo straordinario convocato per l'11 marzo a Bruxelles potrebbe costituire il forum per discutere la proposta con gli Stati membri.

Piani per affrontare tutti gli scenari. Effettivamente alcuni Stati, tra cui l'Italia, hanno già comunicato la loro disponibilità ad accogliere profughi dalla Libia. Malmström ha anche sottolineato che nelle operazioni Frontex nessuno sarà respinto o ricondotto in Tunisia o in Libia. La commissaria EU ha poi categoricamente rifiutato di speculare su numeri di eventuali arrivi in Europa assicurando che, nel contempo, vengano predisposti piani per fronteggiare i vari scenari possibili.