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EDITORIA

Favignana, l'altra isola degli sbarchi
Un libro su immigrati e identita italiana 

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ROMA - "Lontano dall'isola di Lampedusa, ma sempre a sud, sempre nel Mar Mediterraneo, sempre in Sicilia, c'è un'altra isola meno famosa per i flussi migratori dall'Africa, più conosciuta per le sue bellezze naturali: Favignana. A Favignana non sbarcano migranti, ufficialmente. Una notte di maggio del 2008, su una delle spiagge più belle dell'isola si è arenato un peschereccio che non aveva saputo o potuto navigare nel mare in tempesta [...].

L'autore.
E' un brano del libro di Gianguido Pagi Palumbo, "Noitaliani da centocinquant'anni" (Infinito edizioni pag. 208, € 14,00), un po' l'occasione per una riflessione sulla nostra o sulle nostre identità di un autore che si occupa di cooperazione internazionale e immigrazione, il quale ha curato progetti e svolto missioni di lavoro nei Balcani, in Africa, in Asia, in America Latina.

Quella mattina d'agosto.
"Una mattina d'agosto del 2008 l'ho trovato ancora in posa - si legge ancora nel libro di Pagi Palumbo - perfetto con il suo profilo, ad arricchire la bellezza del luogo. All'inizio ho pensato fosse un peschereccio locale, di sfortunati pescatori egadesi. Ma è bastato un giro tutt'attorno per scoprire la scritta in arabo accanto ai numeri di identificazione: BT 6635. Ho guardato bene dentro e ho trovato i resti del viaggio sfortunato. Più lo osservavo da vicino, più guardavo i resti del viaggio, più rimanevo stupito da quella presenza in quel luogo, in quell'isola bellissima e privilegiata, così lontana dai traffici usuali di migranti: sembravano i resti di un set cinematografico o televisivo piuttosto che un vero peschereccio africano".