ROMA - È boom di domande d'asilo nel 2011: oltre 10mila nei primi sei mesi, il 102% in più rispetto allo stesso periodo del 2010. Cresce in parallelo l'apparato d'accoglienza italiano per i profughi, ma si complicano anche le competenze e si moltiplicano i possibili conflitti tra enti. È quanto emerge dall'ultimo Rapporto annuale del "Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati" (lo Sprar).
Un passo indietro. Lo Sprar è stato istituito dalla legge 189/2002 ed è costituito dalla rete degli enti locali che realizzano progetti territoriali di accoglienza (oggi sono ben 128). La struttura di coordinamento è il Servizio Centrale del ministero dell'Interno, affidato in convenzione all'Anci: l'associazione dei comuni italiani.
Il crollo delle domande d'asilo nel biennio 2009/2010. L'andamento delle domande presentate in Italia nel corso degli ultimi 10 anni ha presentato un ritmo discontinuo: in diminuzione dal 2000 al 2005 (dopo l'alto numero di istanze presentate nel '99 da cittadini del Kosovo), in aumento fino al 2008, per poi fare ritorno nel 2009 ad un livello simile a quello del 2001. Col 2010, definito "l'anno nero dell'asilo" (per l'indiscriminata politica dei respingimenti in mare attuata dal governo italiano), si registra un ulteriore calo delle domande dei richiedenti protezione: nel 2008 si trattava di oltre 31mila persone, nel 2009 solo 17.603, nel 2010 ci si è fermati a quota 12.121.
Il recupero del 2011: +102%. "I flussi migratori dalla Tunisia e dalla Libia degli ultimi mesi, causati dall'inasprirsi delle tensioni in questi territori, lo scoppio della guerra civile e il successivo intervento militare internazionale - si legge nel Rapporto Sprar - hanno determinato un aumento degli sbarchi di migranti dopo la contrazione registrata nel biennio 2009/2010 (poco più di 13.900 persone rispetto alle 37mila del 2008). Dall'inizio dell'anno a settembre 2011 sono stati 60.656 i cittadini stranieri giunti via mare e sbarcati sulle coste italiane (in particolare 51.596 sulle isole Pelagie). Questo ha determinato un incremento delle domande di protezione internazionale in Italia così come nel resto dei Paesi industrializzati". In particolare in Italia sono state registrate, durante il primo semestre del 2011, 10.860 domande di asilo con un incremento del 102% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
L'apparato d'accoglienza dello Sprar. Questo incremento di sbarchi e di domande di protezione ha avuto un'immediata ricaduta sull'apparato dell'accoglienza. Da gennaio a fine settembre 2011 lo Sprar ha accolto 4.865 persone, per lo più maschi (76%), provenienti soprattutto dall'Afghanistan (13,7%), Somalia (13,1%), Eritrea (10,8%), Nigeria (7,6%) e Pakistan (5,9%).
I 22.216 migranti assistiti dalla Protezione civile. A seguito del decreto della presidenza del Consiglio dei ministri del 12 febbraio 2011, nel quale si è dichiarato "lo stato di emergenza", il governo ha dato mandato alla Protezione Civile di attuare un piano per la gestione dell'accoglienza dei migranti. Da quel momento, al ministero dell'Interno - che ha competenze dirette per l'accoglienza dei migranti, sia nella gestione ordinaria dei CARA, sia per le attività dello Spar - si è così affiancato un sistema regionale gestito dalla Protezione civile (che assiste oggi 22.216 migranti).
Il rischio di conflitto tra i responsabili dell'accoglienza. "Nel concreto - si legge nel Rapporto Spar - si sta delineando un terzo sistema di accoglienza, in cui i beneficiari usufruiscono di tipologie e livelli di servizi molto diversificati. È alto il rischio che questi tre sistemi viaggino parallelamente, senza comunicare tra loro, il che potrebbe creare notevoli disservizi e disfunzioni, specie nel caso di trasferimenti non coordinati da una struttura all'altra con consequenziale interruzione dei percorsi di accoglienza attivati, di nuclei familiari separati all'arrivo in Italia, di situazioni vulnerabili emergenti a fatica".
La richiesta dei Comuni. "La prosecuzione dello stato di emergenza anche per il 2012 - scrive nella presentazione al Rapporto, Flavio Zanonato, sindaco di Padova e delegato Anci all'immigrazione - rende ancor più necessario programmare interventi in un quadro di "sistema", con l'obiettivo ultimo di costruire un sistema d'accoglienza e d'integrazione unico".
Un passo indietro. Lo Sprar è stato istituito dalla legge 189/2002 ed è costituito dalla rete degli enti locali che realizzano progetti territoriali di accoglienza (oggi sono ben 128). La struttura di coordinamento è il Servizio Centrale del ministero dell'Interno, affidato in convenzione all'Anci: l'associazione dei comuni italiani.
Il crollo delle domande d'asilo nel biennio 2009/2010. L'andamento delle domande presentate in Italia nel corso degli ultimi 10 anni ha presentato un ritmo discontinuo: in diminuzione dal 2000 al 2005 (dopo l'alto numero di istanze presentate nel '99 da cittadini del Kosovo), in aumento fino al 2008, per poi fare ritorno nel 2009 ad un livello simile a quello del 2001. Col 2010, definito "l'anno nero dell'asilo" (per l'indiscriminata politica dei respingimenti in mare attuata dal governo italiano), si registra un ulteriore calo delle domande dei richiedenti protezione: nel 2008 si trattava di oltre 31mila persone, nel 2009 solo 17.603, nel 2010 ci si è fermati a quota 12.121.
Il recupero del 2011: +102%. "I flussi migratori dalla Tunisia e dalla Libia degli ultimi mesi, causati dall'inasprirsi delle tensioni in questi territori, lo scoppio della guerra civile e il successivo intervento militare internazionale - si legge nel Rapporto Sprar - hanno determinato un aumento degli sbarchi di migranti dopo la contrazione registrata nel biennio 2009/2010 (poco più di 13.900 persone rispetto alle 37mila del 2008). Dall'inizio dell'anno a settembre 2011 sono stati 60.656 i cittadini stranieri giunti via mare e sbarcati sulle coste italiane (in particolare 51.596 sulle isole Pelagie). Questo ha determinato un incremento delle domande di protezione internazionale in Italia così come nel resto dei Paesi industrializzati". In particolare in Italia sono state registrate, durante il primo semestre del 2011, 10.860 domande di asilo con un incremento del 102% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
L'apparato d'accoglienza dello Sprar. Questo incremento di sbarchi e di domande di protezione ha avuto un'immediata ricaduta sull'apparato dell'accoglienza. Da gennaio a fine settembre 2011 lo Sprar ha accolto 4.865 persone, per lo più maschi (76%), provenienti soprattutto dall'Afghanistan (13,7%), Somalia (13,1%), Eritrea (10,8%), Nigeria (7,6%) e Pakistan (5,9%).
I 22.216 migranti assistiti dalla Protezione civile. A seguito del decreto della presidenza del Consiglio dei ministri del 12 febbraio 2011, nel quale si è dichiarato "lo stato di emergenza", il governo ha dato mandato alla Protezione Civile di attuare un piano per la gestione dell'accoglienza dei migranti. Da quel momento, al ministero dell'Interno - che ha competenze dirette per l'accoglienza dei migranti, sia nella gestione ordinaria dei CARA, sia per le attività dello Spar - si è così affiancato un sistema regionale gestito dalla Protezione civile (che assiste oggi 22.216 migranti).
Il rischio di conflitto tra i responsabili dell'accoglienza. "Nel concreto - si legge nel Rapporto Spar - si sta delineando un terzo sistema di accoglienza, in cui i beneficiari usufruiscono di tipologie e livelli di servizi molto diversificati. È alto il rischio che questi tre sistemi viaggino parallelamente, senza comunicare tra loro, il che potrebbe creare notevoli disservizi e disfunzioni, specie nel caso di trasferimenti non coordinati da una struttura all'altra con consequenziale interruzione dei percorsi di accoglienza attivati, di nuclei familiari separati all'arrivo in Italia, di situazioni vulnerabili emergenti a fatica".
La richiesta dei Comuni. "La prosecuzione dello stato di emergenza anche per il 2012 - scrive nella presentazione al Rapporto, Flavio Zanonato, sindaco di Padova e delegato Anci all'immigrazione - rende ancor più necessario programmare interventi in un quadro di "sistema", con l'obiettivo ultimo di costruire un sistema d'accoglienza e d'integrazione unico".