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IN KENIA

Ucciso il capo della comunità rifugiati a Dadaab
Il campo profughi più grande del mondo

Il leader della Comunity Peace and Security Team del campo di Hagadera (che fa parte del complesso di Dadaab) è stato raggiunto da colpi d'arma da fuoco mentre entrava nel suo compound. I team  sono fondamentali per mantenere condizioni di sicurezza nei campi.

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GINEVRA - L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, António Guterres, ha espresso oggi profondo rammarico per l'assassinio insensato di un leader della comunità di rifugiati, avvenuto ieri sera nel complesso di campi di Dadaab, nel nord del Kenya, il più grande campo profughi del mondo con 460 mila persone, fuggite prevalentemente dalla Somalia, dove permane una la crisi umanitaria più grave del momento, con oltre 950.000 somali rifugiati nei paesi confinanti e con 1.46 milioni sfollati all'interno della stessa Somalia.

I team fondamentali per la sicurezza. Il leader del Community Peace and Security Team del campo di Hagadera è stato colpito da colpi di arma da fuoco, intorno alle 19.45 mentre entrava nel suo compound. I team delle comunità Peace and Security, gestite da rifugiati, sono fondamentali per mantenere le condizioni di sicurezza nei campi. La vittima è stata colpita ripetutamente e gli assassini sarebbero riusciti a darsi alla fuga. L'assassinio è stato immediatamente denunciato alla polizia locale. Gli sforzi per salvare la vita del leader della comunità di rifugiati, portato immediatamente all'ospedale del campo di Hagadera, sono stati vani e l'uomo è deceduto questa mattina mentre veniva trasferito a Nairobi. 

La risposta della polizia keniana. Almeno 20 persone sono state arrestate questa mattina dalla polizia kenyana a Dhagahley, nel campo profughi di Dadaab, a circa 90 chilometri dal confine con la Somalia. La zona, nelle ultime settimane è stata teatro di numerosi attentati ai danni di agenti kenyani e civili: lo scorso 6 dicembre un agente di polizia rimase ucciso e altri tre furono gravemente feriti in seguito all'esplosione di un ordigno nel campo Ifo. Rimane alta la tensione da parte delle autorità locali, che da giorni hanno intensificato le operazioni di polizia per evitare nuovi attacchi, soprattutto dopo che il ministro kenyano per la Sicurezza Interna ha lanciato ieri un allarme su possibili attentati nel Paese in occasione di Capodanno da parte di miliziani somali legati ad al Qaida. Appena 48 ore fa, quindici rifugiati somali furono fermati dalla polizia a Mandera, nella regione nordorientale del Kenya, non lontano dalla zona di Dadaab.