Congo, rimpatriano decine di migliaia di rifugiati
Etiopia, aumenta il flusso dei profughi sudanesi
La relazione periodica dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Trasportati con una nave centinaia di rifugiati congolesi di ritorno in una provincia settentrionale della Repubblica Democratica del Congo. Assistite 81.000 persone. Aumentano le difficoltà per il crescente afflusso di rifugiati sudanesi. Migliaia le persone che nell'ultimo mese sono fuggite dal South Kordofan e Blue Nile
ROMA - Durante la scorsa settimana l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha trasportato in nave centinaia di rifugiati congolesi di ritorno in una provincia settentrionale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), per l'inizio di un programma di rimpatrio volontario dalla Repubblica del Congo (RC). L'Agenzia ha in programma di assistere 81.000 persone a tornare a casa nella provincia di Equateur entro il mese di luglio del prossimo anno. Le operazioni UNHCR sono cominciate sabato scorso, quando un piccolo convoglio pilota di barche ha trasportato 79 rifugiati dalla città di Betou, nel nord-est della RC, a Dongo, dall'altra parte del fiume Oubangui nella RDC. Martedì un secondo convoglio ha trasportato altri 323 rifugiati dal sito di Eboko, RC, verso l'altra sponda del fiume, a Dongo.
Convogli ogni martedì. Nella giornata di oggi, l'Agenzia conta di rimpatriare 246 rifugiati dal villaggio di Ikpengbele, vicino Betou, alla città…
Convogli ogni martedì. Nella giornata di oggi, l'Agenzia conta di rimpatriare 246 rifugiati dal villaggio di Ikpengbele, vicino Betou, alla città…
ROMA - Durante la scorsa settimana l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha trasportato in nave centinaia di rifugiati congolesi di ritorno in una provincia settentrionale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), per l'inizio di un programma di rimpatrio volontario dalla Repubblica del Congo (RC). L'Agenzia ha in programma di assistere 81.000 persone a tornare a casa nella provincia di Equateur entro il mese di luglio del prossimo anno. Le operazioni UNHCR sono cominciate sabato scorso, quando un piccolo convoglio pilota di barche ha trasportato 79 rifugiati dalla città di Betou, nel nord-est della RC, a Dongo, dall'altra parte del fiume Oubangui nella RDC. Martedì un secondo convoglio ha trasportato altri 323 rifugiati dal sito di Eboko, RC, verso l'altra sponda del fiume, a Dongo.
Convogli ogni martedì. Nella giornata di oggi, l'Agenzia conta di rimpatriare 246 rifugiati dal villaggio di Ikpengbele, vicino Betou, alla città di Libenge, nella RDC. Un altro convoglio sempre da Ikpengbele a Libenge - è in programma per martedì. Oltre l'85% dei rifugiati rientrati era composto da donne e bambini, condotti nelle loro aree d'origine all'interno della provincia di Equateur. Nell'ambito del programma di rimpatrio, l'UNHCR auspica di assistere quest'anno 49.000 rifugiati a far ritorno dalla RC e 32.000 il prossimo anno. Saranno organizzati convogli ogni martedì e venerdì. L'Agenzia ha inoltre in programma di assistere nel rimpatrio rifugiati congolesi che si trovano nella Repubblica Centrafricana (RCA), ma il programma è ancora in corso di elaborazione.
Una sfida logistica importante. L'operazione dalla RC costituisce - per l'UNHCR e le agenzie partner - una sfida logistica notevole, poiché i rifugiati sono dispersi in 106 remote località che si trovano in una fascia di 500 chilometri lungo il fiume Oubangui. Un ulteriore problema è costituito dal basso livello delle acque del fiume, che rende difficile la navigazione. Comunque le forti piogge cadute prima del convoglio di martedì riferiscono gli operatori UNHCR sul terreno - hanno contribuito a innalzare il livello dell'acqua, agevolando il viaggio. Una volta arrivati nei centri di transito della provincia di Equateur, i rifugiati vengono registrati, prendono parte a sessioni di sensibilizzazione, vengono sottoposti a screening medico e ricevono cibo, una piccola somma in denaro e un pacco di aiuti che comprende teli di plastica, utensili per cucinare, materassi, zanzariere e coperte.
La fuga dagli scontri inter-etnici. Le persone rientrate sui due convogli fanno parte dei circa 143.000 civili dicono le stime riversatisi nei paesi limitrofi (123.000 nella RC e 20.000 nella RCA) per fuggire dagli scontri inter-etnici innescati da dispute sulla pesca e sull'agricoltura nella provincia di Equateur alla fine del 2009, tra le comunità Enyele e Munzaya. Coloro che hanno attraversato il confine entrando nella RC hanno cercato rifugio in remoti insediamenti lungo il fiume. Altre 100.000 persone invece sono rimaste all'interno dei confini della RDC, cercando rifugio in altre aree della provincia, ma la maggior parte di loro è già tornata ai propri villaggi col migliorare della situazione. Anche migliaia di rifugiati in RC e RCA hanno fatto ritorno a casa spontaneamente, mentre molti altri che sono rimasti nella RC rientrano regolarmente per controllare le loro terre.
La radio come strumento di pale. L'UNHCR ha assistito i rifugiati di ritorno fornendo loro kit per gli alloggi e costruendo oltre 200 abitazioni per i più vulnerabili. L'Agenzia ha inoltre promosso la riconciliazione tra Enyele e Munzaya, che all'inizio dello scorso anno hanno siglato un patto di non aggressione. Come parte del programma di riconciliazione, lo scorso ottobre ha cominciato le proprie trasmissioni una stazione radio di servizio comunitario finanziata dall'UNHCR.
IN ETIOPIA E SUD SUDAN
Aumentano, intanto, le difficoltà per il crescente afflusso di rifugiati sudanesi. Sono migliaia le persone che nell'ultimo mese sono fuggite dagli stati sudanesi di South Kordofan e Blue Nile riversandosi nei paesi limitrofi e ponendo pressione sulle loro risorse e servizi. Nella regione di Assosa - Etiopia occidentale - finora nel mese di maggio sono arrivati quasi 2.000 rifugiati sudanesi provenienti dallo stato di Blue Nile. I rifugiati dicono di essere fuggiti a causa delle uccisioni notturne, dei rapimenti e degli incendi ai loro raccolti. Molti giungono in Etiopia con bagagli pesanti e bestiame. Riferiscono agli operatori dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che molte altre persone sono in viaggio verso un'area che già accoglie quasi 35.000 rifugiati, perlopiù sudanesi. L'Agenzia si sta preparando per un possibile ulteriore afflusso.
Una media di 550 rifugiati al giorno. Finora in questo mese l'insediamento di Yida - nello stato di Unity, in Sud Sudan ha ricevuto oltre 3.200 persone arrivate da Nuba Mountains, per una media di circa 550 rifugiati ogni giorno, quasi il doppio della media di aprile e 6 volte la media di marzo. La popolazione stabilitasi negli insediamenti alla frontiera adesso ammonta a 30.000 rifugiati. L'UNHCR ha raddoppiato la propria presenza a Yida e accelerato la registrazione dei nuovi arrivati. Si continua ad assistere all'arrivo di quantità sempre crescenti di rifugiati in stato di malnutrizione a causa della carenza di cibo in parti di South Kordofan. Tutti i nuovi arrivati vengono immediatamente registrati e forniti di assistenza alimentare, che se necessario comprende biscotti ad alto contenuto energetico.
Le Agenzie partner. Sono MSF-Francia e Samaritans Purse si occupano delle cure urgenti ai bambini malnutriti e di implementare programmi di alimentazione terapeutica e supplementare. Il Programma Alimentare Mondiale (PAM) dispone di razioni alimentari complete sufficienti per l'intera popolazione del campo di Yida, compresi i nuovi arrivati. Il PAM sta inoltre dislocando scorte alimentari per l'imminente stagione delle piogge, quando le strade di accesso a Yida saranno impraticabili per le alluvioni. Con l'avvicinarsi della stagione delle piogge il personale UNHCR ha distribuito nel campo aiuti supplementari come teli di plastica e zanzariere. I nuovi arrivati e i rifugiati più vulnerabili - come i minori non accompagnati, gli anziani e le persone disabili - continuano a beneficiare di distribuzioni mirate.
Un flusso continuo nell'Upper Nilo. I rifugiati provenienti dallo stato sudanese di Blue Nile continuano intanto ad attraversare la frontiera entrando nello stato di Upper Nile e vengono trasferiti in aree interne più sicure. Questa settimana l'UNHCR ha completato la registrazione individuale e la verifica dei rifugiati negli insediamenti di Doro e Jammam. Le operazioni hanno confermato la presenza di 70.000 rifugiati. A Jammam le agenzie umanitarie stanno incrementando i propri sforzi nel tentativo di aumentare la disponibilità d'acqua e ridurre il rischio di patologie trasmesse attraverso l'acqua come il colera. Le agenzie partner trasportano e distribuiscono acqua nelle località dive vivono i rifugiati e - dove disponibili - trattano le acque di superficie.
Risorse idriche limitate. Per ridurre la domanda delle limitate risorse idriche, l'UNHCR questa settimana ha avviato il trasferimento del primo gruppo tra i 15.000 rifugiati di Jammam verso i campi di Doro I e Doro II. L'Agenzia proseguirà comunque nell'impegno di perforazione in collaborazione con le agenzie partner - per cercare di fornire acqua a Jammam, per le persone che vi resteranno e per le comunità locali. Sono poi in corso sforzi per trasportare sul luogo una trivellatrice molto più grande dell'attuale, in modo da esplorare falde più profonde. Il trasporto di merce così pesante in questa remota area del paese costituisce una sfida logistica notevole. Nel frattempo, agenzie del settore medico e altre agenzie umanitarie hanno stilato piani d'emergenza per rispondere a ogni eventuale insorgenza di patologie. Hanno distribuito forniture mediche e stabilito unità di cura.
Un esodo di massa. Complessivamente, dalla metà dello scorso anno, oltre 100.000 rifugiati sudanesi sono fuggiti in Sud Sudan. L'UNHCR finora ha ricevuto il 31% della somma di 145 milioni di dollari necessari per assistere i rifugiati sudanesi in Sud Sudan ed Etiopia. Con l'accelerazione della preparazione dei campi prima che siano tagliati fuori dalle piogge, si rendono urgentemente necessari nuovi contributi.
Convogli ogni martedì. Nella giornata di oggi, l'Agenzia conta di rimpatriare 246 rifugiati dal villaggio di Ikpengbele, vicino Betou, alla città di Libenge, nella RDC. Un altro convoglio sempre da Ikpengbele a Libenge - è in programma per martedì. Oltre l'85% dei rifugiati rientrati era composto da donne e bambini, condotti nelle loro aree d'origine all'interno della provincia di Equateur. Nell'ambito del programma di rimpatrio, l'UNHCR auspica di assistere quest'anno 49.000 rifugiati a far ritorno dalla RC e 32.000 il prossimo anno. Saranno organizzati convogli ogni martedì e venerdì. L'Agenzia ha inoltre in programma di assistere nel rimpatrio rifugiati congolesi che si trovano nella Repubblica Centrafricana (RCA), ma il programma è ancora in corso di elaborazione.
Una sfida logistica importante. L'operazione dalla RC costituisce - per l'UNHCR e le agenzie partner - una sfida logistica notevole, poiché i rifugiati sono dispersi in 106 remote località che si trovano in una fascia di 500 chilometri lungo il fiume Oubangui. Un ulteriore problema è costituito dal basso livello delle acque del fiume, che rende difficile la navigazione. Comunque le forti piogge cadute prima del convoglio di martedì riferiscono gli operatori UNHCR sul terreno - hanno contribuito a innalzare il livello dell'acqua, agevolando il viaggio. Una volta arrivati nei centri di transito della provincia di Equateur, i rifugiati vengono registrati, prendono parte a sessioni di sensibilizzazione, vengono sottoposti a screening medico e ricevono cibo, una piccola somma in denaro e un pacco di aiuti che comprende teli di plastica, utensili per cucinare, materassi, zanzariere e coperte.
La fuga dagli scontri inter-etnici. Le persone rientrate sui due convogli fanno parte dei circa 143.000 civili dicono le stime riversatisi nei paesi limitrofi (123.000 nella RC e 20.000 nella RCA) per fuggire dagli scontri inter-etnici innescati da dispute sulla pesca e sull'agricoltura nella provincia di Equateur alla fine del 2009, tra le comunità Enyele e Munzaya. Coloro che hanno attraversato il confine entrando nella RC hanno cercato rifugio in remoti insediamenti lungo il fiume. Altre 100.000 persone invece sono rimaste all'interno dei confini della RDC, cercando rifugio in altre aree della provincia, ma la maggior parte di loro è già tornata ai propri villaggi col migliorare della situazione. Anche migliaia di rifugiati in RC e RCA hanno fatto ritorno a casa spontaneamente, mentre molti altri che sono rimasti nella RC rientrano regolarmente per controllare le loro terre.
La radio come strumento di pale. L'UNHCR ha assistito i rifugiati di ritorno fornendo loro kit per gli alloggi e costruendo oltre 200 abitazioni per i più vulnerabili. L'Agenzia ha inoltre promosso la riconciliazione tra Enyele e Munzaya, che all'inizio dello scorso anno hanno siglato un patto di non aggressione. Come parte del programma di riconciliazione, lo scorso ottobre ha cominciato le proprie trasmissioni una stazione radio di servizio comunitario finanziata dall'UNHCR.
IN ETIOPIA E SUD SUDAN
Aumentano, intanto, le difficoltà per il crescente afflusso di rifugiati sudanesi. Sono migliaia le persone che nell'ultimo mese sono fuggite dagli stati sudanesi di South Kordofan e Blue Nile riversandosi nei paesi limitrofi e ponendo pressione sulle loro risorse e servizi. Nella regione di Assosa - Etiopia occidentale - finora nel mese di maggio sono arrivati quasi 2.000 rifugiati sudanesi provenienti dallo stato di Blue Nile. I rifugiati dicono di essere fuggiti a causa delle uccisioni notturne, dei rapimenti e degli incendi ai loro raccolti. Molti giungono in Etiopia con bagagli pesanti e bestiame. Riferiscono agli operatori dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che molte altre persone sono in viaggio verso un'area che già accoglie quasi 35.000 rifugiati, perlopiù sudanesi. L'Agenzia si sta preparando per un possibile ulteriore afflusso.
Una media di 550 rifugiati al giorno. Finora in questo mese l'insediamento di Yida - nello stato di Unity, in Sud Sudan ha ricevuto oltre 3.200 persone arrivate da Nuba Mountains, per una media di circa 550 rifugiati ogni giorno, quasi il doppio della media di aprile e 6 volte la media di marzo. La popolazione stabilitasi negli insediamenti alla frontiera adesso ammonta a 30.000 rifugiati. L'UNHCR ha raddoppiato la propria presenza a Yida e accelerato la registrazione dei nuovi arrivati. Si continua ad assistere all'arrivo di quantità sempre crescenti di rifugiati in stato di malnutrizione a causa della carenza di cibo in parti di South Kordofan. Tutti i nuovi arrivati vengono immediatamente registrati e forniti di assistenza alimentare, che se necessario comprende biscotti ad alto contenuto energetico.
Le Agenzie partner. Sono MSF-Francia e Samaritans Purse si occupano delle cure urgenti ai bambini malnutriti e di implementare programmi di alimentazione terapeutica e supplementare. Il Programma Alimentare Mondiale (PAM) dispone di razioni alimentari complete sufficienti per l'intera popolazione del campo di Yida, compresi i nuovi arrivati. Il PAM sta inoltre dislocando scorte alimentari per l'imminente stagione delle piogge, quando le strade di accesso a Yida saranno impraticabili per le alluvioni. Con l'avvicinarsi della stagione delle piogge il personale UNHCR ha distribuito nel campo aiuti supplementari come teli di plastica e zanzariere. I nuovi arrivati e i rifugiati più vulnerabili - come i minori non accompagnati, gli anziani e le persone disabili - continuano a beneficiare di distribuzioni mirate.
Un flusso continuo nell'Upper Nilo. I rifugiati provenienti dallo stato sudanese di Blue Nile continuano intanto ad attraversare la frontiera entrando nello stato di Upper Nile e vengono trasferiti in aree interne più sicure. Questa settimana l'UNHCR ha completato la registrazione individuale e la verifica dei rifugiati negli insediamenti di Doro e Jammam. Le operazioni hanno confermato la presenza di 70.000 rifugiati. A Jammam le agenzie umanitarie stanno incrementando i propri sforzi nel tentativo di aumentare la disponibilità d'acqua e ridurre il rischio di patologie trasmesse attraverso l'acqua come il colera. Le agenzie partner trasportano e distribuiscono acqua nelle località dive vivono i rifugiati e - dove disponibili - trattano le acque di superficie.
Risorse idriche limitate. Per ridurre la domanda delle limitate risorse idriche, l'UNHCR questa settimana ha avviato il trasferimento del primo gruppo tra i 15.000 rifugiati di Jammam verso i campi di Doro I e Doro II. L'Agenzia proseguirà comunque nell'impegno di perforazione in collaborazione con le agenzie partner - per cercare di fornire acqua a Jammam, per le persone che vi resteranno e per le comunità locali. Sono poi in corso sforzi per trasportare sul luogo una trivellatrice molto più grande dell'attuale, in modo da esplorare falde più profonde. Il trasporto di merce così pesante in questa remota area del paese costituisce una sfida logistica notevole. Nel frattempo, agenzie del settore medico e altre agenzie umanitarie hanno stilato piani d'emergenza per rispondere a ogni eventuale insorgenza di patologie. Hanno distribuito forniture mediche e stabilito unità di cura.
Un esodo di massa. Complessivamente, dalla metà dello scorso anno, oltre 100.000 rifugiati sudanesi sono fuggiti in Sud Sudan. L'UNHCR finora ha ricevuto il 31% della somma di 145 milioni di dollari necessari per assistere i rifugiati sudanesi in Sud Sudan ed Etiopia. Con l'accelerazione della preparazione dei campi prima che siano tagliati fuori dalle piogge, si rendono urgentemente necessari nuovi contributi.