Mondo Solidale

GUERRA ED EMERGENZA UMANITARIA

Siria, sono oltre due milioni gli sfollati
smentite voci su un governo in esilio

L'allarme di Unhcr e Mezzaluna rossa: 130mila i rifugiati fuori dal Paese, l'Algeria apre un centro di accoglienza. Ad Aleppo quinto giorno di battaglia, 15mila persone che volevano fuggire sono rimaste bloccate in città. Il Cns nega la creazione di un esecutivo all'estero. Spunta un video di soldati lealisti giustiziati dai ribelli

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SEMBRA un dramma senza fine, quello che sta colpendo la Siria dove - oltre ai durissimi combattimenti e alle migliaia di morti per gli scontri tra regime e ribelli - si aggiunge ora una gravissima emergenza umanitaria. Oltre due milioni gli sfollati interni al paese e almeno 130mila rifugiati fuori dal confine, in Turchia, Giordania, Libano, Algeria e Iraq. Una stima che, secondo l'Unhcr (l'agenzia dell'Onu per i rifugiati), è al ribasso visto che molti profughi non sono stati registrati.

E mentre centinaia di migliaia di persone lasciano Aleppo, dove si combatte strada per strada da ormai cinque giorni, altre rimangono bloccate in città senza riuscire a fuggire. In questa condizione sarebbero almeno 15mila siriani, che si stanno rifugiando in scuole, moschee ed edifici pubblici. Circa settemila civili sono nelle residenze universitarie, secondo la portavoce dell'Unhcr Melissa Fleming, mentre la Mezzaluna rossa araba siriana (Sarc) e altre associazioni ogni giorno registrano circa 300 famiglie di sfollati che hanno bisogno di assistenza immediata.

E i paesi che stanno dando ospitalità ai profughi si organizzano: lunedì la Giordania ha aperto un campo al confine, ieri l'Algeria ha allestito un centro di accoglienza a Sidi Fredj, a ovest della capitale. Secondo il governo di Algeri, dodicimila persone sono fuggite in Algeria, dove non hanno bisogno di visto d'ingresso.

Al dramma dei profughi siriani si aggiunge l'emergenza per i circa 500.000 palestinesi rifugiati proprio in Siria, la maggior parte a Damasco. I palestinesi direttamente interessati dagli scontri in corso nel paese sono circa 225.000, rivela l'Unhcr, che spiega come il conflitto abbia "inasprito" le condizioni di vita e i rischi per queste persone.

Niente governo d'opposizione in esilio. Il Consiglio Nazionale Siriano ha bocciato l'idea di negoziati per formare un governo siriano in esilio tra le forze di opposizione a Bashar al Assad. Lo ha chiarito il leader del Cns, Abdu Basset Sayda, secondo il quale si tratta di "una decisione affrettata cui vorremo che non si desse seguito perchè in realtà indebolirebbe l'opposizione". A lanciare l'idea era stato Haytham al-Maleh, 81 anni, designato per guidare il primo esecutivo post Assad

La battaglia per Aleppo. I ribelli siriani hanno preso il controllo delle stazioni di polizia di Salihin e Bab al-Neyrab dopo battaglie durate ore. Nei combattimenti sono morti circa 40 ufficiali di polizia e soldati, così come un generale. Nonostante le conquiste dei ribelli, il regime sembra aver ripreso slancio: secondo l'agenzia di stampa ufficiale siriana, le forze governative stanno dando la caccia "ai resti dei gruppi terroristi armati" nel quartiere Salaheddine di Aleppo, infliggendo loro molte perdite.

Le esecuzioni sommarie. Ma se i paesi Occidentali, Stati Uniti in testa, mettono l'accento sulla violenza della repressione del regime, bisogna ricordare come la violenza coinvolga tutti gli attori in gioco. Un video amatoriale apparso oggi online mostra infatti le esecuzioni sommarie ad Aleppo di miliziani lealisti, i cosiddetti 'shabiha', da parte dei disertori dell'Esercito Siriano Libero, braccio armato dell'opposizione. Nel filmato si vedono un gruppo di individui appartenenti alla tribù filo-governativa degli al-Berri condotti su una piazza gremita di uomini armati i quali, al loro apparire, gridano "Libero Esercito per sempre!" e 'Allahu Akbar!, cioè "Allah è grande!".