Londra, la Corte Suprema: "Trattamenti inumani, non rimandate quei profughi in Italia"
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINII quattro rifugiati avevano fatto ricorso contro la decisione di essere portati nel nostro Paese, per poi essere rimpatriati
LONDRA - Non rimandateli in Italia: rischiano di subire violazioni dei diritti umani, se non di venire torturati e stuprati. È questa la sostanza dell'insolita decisione presa dalla Corte Suprema di Londra nei confronti di quattro immigrati clandestini, tre eritrei e un iraniano, due uomini e due donne, arrivati illegalmente in Europa. Prima tappa, il nostro paese. Seconda (anche se non è chiaro come l'abbiano raggiunta), la Gran Bretagna. Dove i quattro sono stati individuati dalle Guardie di Frontiera e rinchiusi in un centro per immigrati, in attesa di deportazione al paese d'origine, in questo caso l'Italia, cui sarebbe poi spettato il compito di decidere il loro destino finale. Ma attraverso un avvocato hanno fatto appello e un giudice inglese ha dato loro (per ora) ragione, motivando la sentenza con l'alto rischio di violazioni dei diritti umani nel nostro paese.
Le accuse rivolte dai quattro all'Italia sono gravissime. Le donne dicono di essere state violentate. Un…
Le accuse rivolte dai quattro all'Italia sono gravissime. Le donne dicono di essere state violentate. Un…
LONDRA - Non rimandateli in Italia: rischiano di subire violazioni dei diritti umani, se non di venire torturati e stuprati. È questa la sostanza dell'insolita decisione presa dalla Corte Suprema di Londra nei confronti di quattro immigrati clandestini, tre eritrei e un iraniano, due uomini e due donne, arrivati illegalmente in Europa. Prima tappa, il nostro paese. Seconda (anche se non è chiaro come l'abbiano raggiunta), la Gran Bretagna. Dove i quattro sono stati individuati dalle Guardie di Frontiera e rinchiusi in un centro per immigrati, in attesa di deportazione al paese d'origine, in questo caso l'Italia, cui sarebbe poi spettato il compito di decidere il loro destino finale. Ma attraverso un avvocato hanno fatto appello e un giudice inglese ha dato loro (per ora) ragione, motivando la sentenza con l'alto rischio di violazioni dei diritti umani nel nostro paese.
Le accuse rivolte dai quattro all'Italia sono gravissime. Le donne dicono di essere state violentate. Una afferma di essere rimasta traumatizzata dall'esperienza sofferta e di pensare al suicidio all'idea di doverci tornare. L'iraniano ha raccontato di avere subito torture a Teheran che lo hanno lasciato gravemente disturbato dal punto di vista psicologico e in necessità di ricevere cure mediche che - sostiene - non gli verrebbero date in Italia. Nella sentenza emessa mercoledì e riportata ieri dalla Bbc, lord Kerr, presidente della Corte Suprema britannica, ha dichiarato che "la rimozione di una persona da un paese membro del Consiglio d'Europa a un altro paese è proibita se vi è il rischio che la persona trasferita subisca trattamenti contrari all'articolo 3 della Convenzione Europea sui Diritti Umani". L'articolo in questione vieta a uno stato di deportare rifugiati che cercano asilo in un paese in cui essi siano a rischio di "trattamento inumano o degradante". I giudici dell'Alta Corte dovranno ora stabilire se l'Italia è un paese dove vi sia "la possibilità reale" di trattamenti in violazione dei diritti umani. La Corte Suprema ha deliberato che il nostro paese "si presume sicuro" per immigrati che cerchino asilo. Ma ha aggiunto che il ministero degli Interni britannico dovrà indagare se queste accuse che affermino il contrario siano "chiaramente prive di fondamento".
Il ministro degli Interni Theresa May aveva reso noto alla Corte che l'Italia non è in "sistematica violazione" dell'obbligo internazionale di trattare i rifugiati con dignità. I quattro immigrati hanno allora fatto appello alla decisione di essere deportati presso l'Alta Corte, perdendolo. A quel punto hanno presentato il loro esposto alla Corte Suprema, il più alto organo giudiziario del Regno Unito, che lo ha almeno temporaneamente accolto, chiedendo che vengano fatti ulteriori accertamenti sul caso. Sulla vicenda sembrano pesare le notizie di trattamenti inumani riservati agli immigrati trattenuti in centri di detenzione in Italia: incluse le recenti scene in cui venivano costretti a spogliarsi e a essere "lavati" con getti d'acqua, in una situazione decisamente degradante che ha suscitato scalpore e proteste anche nel nostro paese.
Le accuse rivolte dai quattro all'Italia sono gravissime. Le donne dicono di essere state violentate. Una afferma di essere rimasta traumatizzata dall'esperienza sofferta e di pensare al suicidio all'idea di doverci tornare. L'iraniano ha raccontato di avere subito torture a Teheran che lo hanno lasciato gravemente disturbato dal punto di vista psicologico e in necessità di ricevere cure mediche che - sostiene - non gli verrebbero date in Italia. Nella sentenza emessa mercoledì e riportata ieri dalla Bbc, lord Kerr, presidente della Corte Suprema britannica, ha dichiarato che "la rimozione di una persona da un paese membro del Consiglio d'Europa a un altro paese è proibita se vi è il rischio che la persona trasferita subisca trattamenti contrari all'articolo 3 della Convenzione Europea sui Diritti Umani". L'articolo in questione vieta a uno stato di deportare rifugiati che cercano asilo in un paese in cui essi siano a rischio di "trattamento inumano o degradante". I giudici dell'Alta Corte dovranno ora stabilire se l'Italia è un paese dove vi sia "la possibilità reale" di trattamenti in violazione dei diritti umani. La Corte Suprema ha deliberato che il nostro paese "si presume sicuro" per immigrati che cerchino asilo. Ma ha aggiunto che il ministero degli Interni britannico dovrà indagare se queste accuse che affermino il contrario siano "chiaramente prive di fondamento".
Il ministro degli Interni Theresa May aveva reso noto alla Corte che l'Italia non è in "sistematica violazione" dell'obbligo internazionale di trattare i rifugiati con dignità. I quattro immigrati hanno allora fatto appello alla decisione di essere deportati presso l'Alta Corte, perdendolo. A quel punto hanno presentato il loro esposto alla Corte Suprema, il più alto organo giudiziario del Regno Unito, che lo ha almeno temporaneamente accolto, chiedendo che vengano fatti ulteriori accertamenti sul caso. Sulla vicenda sembrano pesare le notizie di trattamenti inumani riservati agli immigrati trattenuti in centri di detenzione in Italia: incluse le recenti scene in cui venivano costretti a spogliarsi e a essere "lavati" con getti d'acqua, in una situazione decisamente degradante che ha suscitato scalpore e proteste anche nel nostro paese.