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Grecia, per non rovinare le vacanze ai turisti britannici cacciano i profughi con i pesticidi

Le interviste di Human Rights Watch nell'isola di Kos nel Dodecanneso, che si trova a soli 4 chilometri dalla costa turca. I racconti dei richiedenti asilo: "Sono venuto via dai tagliatori di teste in Afghanistan con oglie e tre figli". E ancora: "Mentre fuggivo camminavo al buio e ho inciampato su una testa mozzata"

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ATENE - Alcuni turisti britannici in Grecia raccontano di aver avuto la "vacanza rovinata" nell' "inferno disgustoso" dell'isola greca di Kos, nell'arcipelago del Dedicanneso a soli 4 chilometri da Bodrum, città lungo la costa turca. Alcuni di loro si sono lamentati per la presenza dei "troppi" richiedenti asilo, provenienti dalla Siria o dall'Afghanistan, altri invece hanno rilasciato testimonianze a funzionari di Human Rights Watch (Hrw) riferendo quanto gli stessi richiedenti asilo hanno loro raccontato.

"Ho inciampato su una testa mozzata". "Sono appena tornato da Kos - dice uno dei turisti intervistati -  dove ho incontrato profughi che hanno attraversato in barca il tratto di mare che divide la Turchia dalla Grecia. Lasciate che vi dica qualcosa sugli  "inferni" dai quali questa gente proviene. Ho parlato con uomini, donne e bambini in fuga da guerre e violenze in Siria e in Afghanistan - ha proseguito il turista britannico -  Nour, un giovane palestinese proveniente dalla Siria, è fuggito per paura dello Stato Islamico (l'Is). 'Uccidono la gente, mi ha raccontato, tagliano le teste. Una volta, ha aggiunto, stavo camminando di notte e ho calpestato qualcosa che poi ho preso in mano per vedere cosa fosse: era una testa mozzata. Ecco perché - ha concluso - abbiamo lasciato il nord dell'Afghanistan, con mia moglie e i miei tre figli, per scappare dalla minaccia dei Talebani, che prendono le persone e persino i bambini per fare attentati suicidi' ".

Tutti, turisti e profughi vogliono fuggire dall'isola. "Credetemi - ha detto un'altra turista britannica - migranti e richiedenti asilo vogliono lasciare questa isola tanto quanto i turisti stranieri intolleranti che sono qui e che vogliono vederli andar via". Martedì scorso, secondo i dati forniti dalla polizia greca, circa un migliaio di richiedenti asilo sono in attesa di ottenere i documenti necessari per proseguire il viaggio verso Atene. Jad, un giovane di 24 anni siriano, ha vissuto per strada per gli ultimi 10 giorni. "Sto cercando di capire tutti i modi possibili per uscire da qui. Non riesco a gestire questa situazione e non ce la faccio più a dormire all'aperto".

Cacciati con  spruzzi di pesticidi. Nour, il giovane palestinese fuggito dalla Siria, ha riferito a Hrw che un ristoratore greco ha spruzzato addosso a lui e a suo fratello dei pesticidi per costringerli ad allontanarsi. Poi, mentre l'intrvistatore di Hrw stava parlando con un gruppo di siriani vicino alla stazione di polizia, il proprietario di un negozio s'è avvicinato ed ha gridato: "Andate via, state disturbando i miei turisti. Tornate a casa vostra".

"L'Ue aiuti la Grecia per migliorare l'accoglienza". "Ci sono dunque un sacco di cose da fare in Grecia per istituire un sistema di ricezione civile e funzionante sulle isole del Mar Egeo - si legge in un documento di Hrw - l'Unione Europea nel suo complesso dovrebbe sostenere la Grecia di più per garantire un riparo adeguato, cibo e assistenza sanitaria di base per coloro che arrivano alle porte dell'Europa. Sì, la realtà della sofferenza dei rifugiati può 'smorzare' le vacanze dei turisti, questo è vero - prosegue la nota - ma va ricordato che questi rifugiati sono fuggiti da situazioni infernali e dunque i turisti dovrebbero guardare tutto da un altro punto di vista, mostrando, perché no, semplice compassione per queste persone che non sono fuga in cerca di riposo e relax, ma per trovare un rifugio dove sopravvivere".