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Profughi, "Conviene a tutti reinserirli per far loro ricominciare una nuova vita"

Una nota dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Una soluzione che è anche un atto di solidarietà verso quei paesi che accolgono il maggior numero di persone in fuga, come il Libano, ad esempio. Molti  non possono o non vogliono tornare e questo spesso non si considera quando, con troppa facilità, si fanno identificazione sommarie
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ROMA - Il reinsediamento è una delle soluzioni più efficaci per fornire protezione a chi è costretto a fuggire da violenze e persecuzioni, ma rimane purtroppo uno strumento ancora poco utilizzato dagli Stati. Proprio recentemente, Filippo Grandi, Alto Commissario UNHCR, ha ricordato a proposito di reinsediamento che “La solidarietà richiesta è di tipo globale. Lo sforzo collettivo di molti stati, e molti attori all’interno degli stati stessi, è essenziale”.

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Una soluzione solidale e sicura. Grazie al reinsediamento, i rifugiati che non possono rimanere nel paese di primo asilo né rientrare nel proprio, hanno l’opportunità di ricominciare e quindi re-insediarsi per cominciare una nuova vita. Una soluzione che rappresenta anche un atto di solidarietà nei confronti di quei paesi che, attualmente, acc…
ROMA - Il reinsediamento è una delle soluzioni più efficaci per fornire protezione a chi è costretto a fuggire da violenze e persecuzioni, ma rimane purtroppo uno strumento ancora poco utilizzato dagli Stati. Proprio recentemente, Filippo Grandi, Alto Commissario UNHCR, ha ricordato a proposito di reinsediamento che “La solidarietà richiesta è di tipo globale. Lo sforzo collettivo di molti stati, e molti attori all’interno degli stati stessi, è essenziale”.

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Una soluzione solidale e sicura. Grazie al reinsediamento, i rifugiati che non possono rimanere nel paese di primo asilo né rientrare nel proprio, hanno l’opportunità di ricominciare e quindi re-insediarsi per cominciare una nuova vita. Una soluzione che rappresenta anche un atto di solidarietà nei confronti di quei paesi che, attualmente, accolgono il maggior numero di persone in fuga, come il Libano con oltre un milione di rifugiati su una popolazione di 4 milioni. Un altro indiscutibile vantaggio di questo strumento sta nel fatto che i rifugiati vengono trasferiti da un paese all’altro in modo sicuro, senza correre il rischio di affidarsi a trafficanti senza scrupoli.

L'inpegno dei rifugiati e delle comunità accoglienti. I paesi di reinsediamento, come l’Italia, garantiscono ai rifugiati protezione fisica e legale, che include anche un accesso ai diritti civili, politici, economici, sociali e culturali simile a quello riconosciuto ai propri cittadini. Arrivare in un paese nuovo con lingua, cultura e stili di vita completamente diversi è una sfida per i rifugiati ma, allo stesso tempo, è anche un’opportunità per ricominciare a vivere. Per questo, assicurare un’accoglienza dignitosa e un percorso d’integrazione efficace è un aspetto fondamentale che richiede impegno da entrambe le parti, rifugiati e comunità ospitante. Per facilitare l’integrazione i governi e le organizzazioni non governative partner offrono servizi come orientamento culturale, formazione linguistica e professionale e programmi per favorire l’accesso a istruzione e lavoro.

L'aspetto che non viene considerato nel respingerli. Alcuni rifugiati non possono o non vogliono tornare a casa perché sarebbero sottoposti a continue persecuzioni. E' questo un aspetto che spesso non viene considerato, quando con troppa facilità e seguendo protocolli di identificazione sommari, si respingono alle frontiere persone sconosciute nei confronti delle quali scatta - prima di tutto - un atteggiamento diffidente. Molti di loro, inoltre, vivono in situazioni rischiose o hanno necessità specifiche che non possono essere soddisfatte nel paese in cui hanno cercato protezione. In simili circostanze l’UNHCR, come unica soluzione durevole sicura e percorribile, assiste i rifugiati nel reinsediamento in un paese terzo. Soltanto circa l’uno per cento dei 10,5 milioni di rifugiati che rientrano nella competenza dell’UNHCR in tutto il mondo viene individuato dall’agenzia come possibile beneficiario di reinsediamento.

Solo pochi paesi attuano programmi di reinserimento. Gli Stati Uniti sono il principale paese ad attuare simili programmi, ma anche Australia, Canada e i paesi del nord Europa garantiscono ogni anno un ragguardevole numero di posti. Negli ultimi anni in Europa e in America Latina è aumentato il numero dei paesi coinvolti nei programmi di reinsediamento. I paesi di reinsediamento garantiscono ai rifugiati protezione fisica e legale, che include anche un accesso ai diritti civili, politici, economici, sociali e culturali simile a quello riconosciuto ai propri cittadini. Essi dovrebbero inoltre consentire ai rifugiati di diventare cittadini naturalizzati.

E' un’esperienza che cambia la vita. È una vera e propria sfida, ma è anche gratificante. Spesso i rifugiati sono reinsediati in un paese con una società, una lingua e una cultura completamente diverse e nuove rispetto alle loro. Fornire un’accoglienza dignitosa ed un percorso d’integrazione efficace porta beneficio sia ai rifugiati che al paese che li riceve. Il contrario di questo produce fatalmente una spirale di dinamiche negative, dannose e pericolose per la società nel suo insieme. Per facilitare l’integrazione i governi e le organizzazioni non governative partner offrono servizi come orientamento culturale, formazione linguistica e professionale, e programmi per favorire l’accesso ad istruzione e lavoro.