Messico, 19 corpi carbonizzati di migranti guatemaltechi diretti verso gli USA: dove comandano le bande di criminali che li sfruttano
Vittoria Romanello , Vittoria RomanelloCITTA' DEL MESSICO - Sono stati trovati 19 corpi carbonizzati: persone migranti fuggite dal Guatemala in marcia verso gli Stati Uniti. Un lungo viaggio segnato da immani sofferenze e reso ancora più rischioso dalla presenza di bande criminali senza scrupoli che chiedono soldi ai migranti e li puniscono anche con la morte se non riescono, o non vogliono pagare. Questa strage verrà ricordata come "il massacro di Camargo", municipalità dello stato di Tamaulipas, nella zona centrale del Paese, a circa 1.300 Km dalla capitale. L’ufficio del procuratore generale dello Stato di Tamaulipas ha aperto un'indagine. Pochi giorni fa il sindaco di Comitancillo, in Guatemala, il comune di provenienza delle vittime, afferma che alcuni sono miracolosamente sopravvissuti al massacro e si trovano già negli Stati Uniti.
I casi sono molti. Una tragedia che si ripete proprio a Tamaulipas, undici anni dopo il massacro di San Fernando, dove furono ritrovat…
CITTA' DEL MESSICO - Sono stati trovati 19 corpi carbonizzati: persone migranti fuggite dal Guatemala in marcia verso gli Stati Uniti. Un lungo viaggio segnato da immani sofferenze e reso ancora più rischioso dalla presenza di bande criminali senza scrupoli che chiedono soldi ai migranti e li puniscono anche con la morte se non riescono, o non vogliono pagare. Questa strage verrà ricordata come "il massacro di Camargo", municipalità dello stato di Tamaulipas, nella zona centrale del Paese, a circa 1.300 Km dalla capitale. L’ufficio del procuratore generale dello Stato di Tamaulipas ha aperto un'indagine. Pochi giorni fa il sindaco di Comitancillo, in Guatemala, il comune di provenienza delle vittime, afferma che alcuni sono miracolosamente sopravvissuti al massacro e si trovano già negli Stati Uniti.
I casi sono molti. Una tragedia che si ripete proprio a Tamaulipas, undici anni dopo il massacro di San Fernando, dove furono ritrovati i corpi di 72 migranti, il massacro di Cadereyta del 2012 e il massacro di Guemez del 2014. Questa volta sembra che un gruppo di circa 30 migranti sia partito il 12 gennaio per il Messico, per raggiungere il Rio Grande. Erano tre camion, e solo uno è riuscito a portare in salvo i suoi passeggeri. Il sindaco della città ha raccolto la testimonianza della madre di una delle vittime, che si presume sia stata assassinata in Camargo. La donna faceva la domestica in una casa a Zacapa, in Guatemala, aveva risparmiato e prima di partire aveva chiesto un prestito per il viaggio. La gente del Comitancillo emigra perché non ce la fa più a sopravviverei n condizioni di povertà estrema.
Il sogno americano. Il sogno statunitense continua, dunque, e continua ad essere molto pericoloso per chi cerca di realizzarlo. Vista la notizia dell'incontro dei resti carbonizzati in Camargo, Messico Unidos Contra la Delinquency ha inviato immediatamente sollecitato il presidente Andrés Manuel López Obrador a scoprire i responsabili e gli eventuali idipendenti pubblici eventualmente coinvolti. Il Ministero degli Esteri guatemalteco ha assicurato di essere in coordinamento con le autorità messicane per l'identificazione delle vittime di questo massacro, il quinto nel territorio messicano nell'arco di 10 anni.
Il viaggio della morte. E' comunque opinione diffusa che tragedie come questa abbiano molto a che fare con le gravi violazioni dei diritti umani di questa gente che fugge, povera e vulnerabile. Violazioni che quasi sempre restano impunite. I rischi che queste persone corrono, le sparizion, le esecuzioni sommarie, specialmente negli Stati messicani di confine, come quello del Tamaulipas, dimostrano la presenza soffocante di gruppi criminali che esercitano il controllo sul territorio e sfruttano con ricatti e violenze le persone, lungo queste rotte migratorie.