Moldavia, al confine con l'Ucraina i racconti degli orrori di una guerra che non vuole finire
di Marco Palombi , di Marco PalombiPALANCA (Moldavia) - Non cè fine. Dal 24 Febbraio il giorno della guerra, c'è chi sta contando a fatica il numero di morti e feriti tra i bambini. Sono più di un migliaio. Molti di più. Ma dietro i numeri, si sa, ci sono le storie di famiglie spezzate, vite stravolte e sogni distrutti per sempre. E' l’orrore della guerra. Siamo a Palanca, in Moldavia, alla frontiera con l’Ucraina a pochi chilometri c'è Odessa. Anche qui la paura si respira nell'aria, perché la guerra arriverà presto anche qui si sente dire in giro. E lo si sente dire sia dai filo russi che dafli ucraini. Il terrore è lo stesso.
Moldavia, al confine con l'Ucraina i racconti degli orrori di una guerra che non vuole finire
Borse del supermercato cariche di ricordi. Le persone arrivano alla dogana con i trolley e con enormi buste di plastica, quelle che si trovano nei supermercati. Contengono di tutto, persino oggetti della famiglia carichi di ricordi. E ci sono pure cani, gatti, anche loro in fuga dai missili che continuano a rimbombare da lontano. Per questa gente i viaggi durano giorni e giorni, donne che tengono per mano i figli o i genitori anziani. Ma la maggior parte dei vecchi è rimasta in Ucraina. Altri fanno il percorso inverso, tornano in Ucraina affrontando la paura, nela speranza di ritrovare intatto il luogo dove sono nati.
Le testimonianze. Numerose Associazioni di volontari e ONG internazionali si sono attivate allestendo banchi con generi di primo soccorso e alimentari: focacce calde e te’, ma soprattutto garantendo un indispensabile supporto psicologico a chi ha perso tutto. Da Palanca partono i bus per tutta la Moldavia, dove i profughi vengono accompagnati in luoghi sicuri, molti proseguiranno per altre destinazioni europee, alcuni hanno fratelli e amici che li aspettano, altri non hanno nessuno. Una donna, piangendo, racconta : "Iniziare una vita da zero e non sapere nemmeno chi ti ospita è davvero difficile, credetemi. Ho mia madre malata che ha bisogno di cure, ma dove la porto? Un'altra vorrebbe far tornare la figlia a scuola, ma nnon sa proprio dove.
I disegni col gessetto sulla strada bagnata. La maggior parte dei bambini, soprattutto i più piccoli, non si rende conto di quanto sta succedendo: un pallone, un gessetto per disegnare sulla strada bagnata, giocare a nascondino, basta poco…Racconta Vittoria: "Alla fine ci si abitua a tutto, al boato delle bombe e dei missili, alla terra che trema. Mio figlio piccolo prima voleva dormire assieme a me, ora se ne sta nel suo letto, per lui tutto questo è la normalità. E' terribile, io ho davvero paura. Ecco, questa è la guerra.