Profughi in UK rispediti in Ruanda: la Corte d’Appello britannica parla di provvedimenti illegali, ma il primo ministro Sunak farà ricorso
di Carlo CiavoniROMA – I giudici della Corte d'appello britannica hanno stabilito che è illegale inviare richiedenti asilo in Ruanda per far esaminare le loro richieste. E’ stato sancito con una sentenza che, di fatto, assesta un poderoso colpo di martello sulla politica del governo, come viene sottolineato da un lungo articolo del Guardian. La questione chiave sottoposta ai giudici era se il Ruanda fosse o no in grado di fornire risultati affidabili sulle richieste di asilo e se vi fosse il rischio che i profughi venissero poi allontanati con la forza nei loro Paesi d'origine, dopo essere arrivati in Ruanda, anche con fondate ragioni per chiedere protezione. La Corte ha ritenuto che l'invio di richiedenti asilo nel Paese africano costituirebbe una violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani.
Le informazioni dell’UNHCR. La Corte aveva avuto informazioni dall'UNHCR secondo le quali il Ruanda aveva precedenti di violazio…
ROMA – I giudici della Corte d'appello britannica hanno stabilito che è illegale inviare richiedenti asilo in Ruanda per far esaminare le loro richieste. E’ stato sancito con una sentenza che, di fatto, assesta un poderoso colpo di martello sulla politica del governo, come viene sottolineato da un lungo articolo del Guardian. La questione chiave sottoposta ai giudici era se il Ruanda fosse o no in grado di fornire risultati affidabili sulle richieste di asilo e se vi fosse il rischio che i profughi venissero poi allontanati con la forza nei loro Paesi d'origine, dopo essere arrivati in Ruanda, anche con fondate ragioni per chiedere protezione. La Corte ha ritenuto che l'invio di richiedenti asilo nel Paese africano costituirebbe una violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani.
Le informazioni dell’UNHCR. La Corte aveva avuto informazioni dall'UNHCR secondo le quali il Ruanda aveva precedenti di violazioni dei diritti umani nei confronti dei rifugiati all'interno dei suoi confini, tra cui il respingimento – allontanamento forzato verso paesi in cui sono a rischio – espulsioni e detenzione arbitraria. L'Agenzia ONU per i rifugiati ha affermato che il Ministero dell'Interno ruandese non sarebbe in grado di garantire la sicurezza dei richiedenti asilo lì deportati. Non a caso, del resto, dieci profughi richiedenti asilo, provenienti da Siria, Iraq, Iran, Vietnam, Sudan e Albania, appena arrivati nel Regno Unito, con mezzi irregolari e attraversando la Manica su piccole imbarcazioni, hanno sottoposto il loro caso all'ente di beneficenza Asylum Aid nel tentativo di farsi tutelare.
L’ispiratrice, indiana, della linea dura. Ispiratrice e concreta attuatrice della linea dura contro i profughi è Sue-Ellen Cassiana Braverman, d’origine indiana, esponente del partito conservatore e avvocatessa, che aveva definito il progetto di spedire in Ruanda i profughi “un sogno”, anzi “un’ossessione”. Braverman ha ricoperto due volte la carica di Segretario degli Interniː durante il governo di Liz Truss e poi con l’attuale governo di Rishi Sunak, anche lui di origini indiane.
La replica del governo: “Ricorreremo”. Il primo ministro britannico ha subito risposto alla sentenza della Corte d’Appello, affermato che il governo ora chiederà il permesso di presentare ricorso contro la decisione presso la Suprema Corte di giustizia britannica. Ha poi insistito sul fatto che il Ruanda è un Paese sicuro ed ha affermato che la Corte era d'accordo con questo.
Il rischio di tornare da dove si era fuggiti. La sentenza fa seguito ad un’altra udienza dell’aprile scorso contro una decisione dell'Alta Corte – avvenuta nel dicembre 2022 - secondo la quale era legittimo inviare alcuni richiedenti asilo in Ruanda per far esaminare le loro richieste di asilo. Il tribunale ha stabilito che, per le carenze del sistema ruandese, c'era il serio rischio che le persone lì inviate venissero rimpatriate nei Paesi d'origine, dove avrebbero dovuto affrontare persecuzioni o altri trattamenti disumani.
“Il Ruanda non è sicuro”, ma Sunak insiste. La conclusione della corte è stata che il Ruanda non era un "paese terzo sicuro" anche se le assicurazioni fornite dal governo ruandese erano state fornite in buona fede. "Anche se rispetto la Corte ha detto il primo ministro - sono fondamentalmente in disaccordo con le loro conclusioni. Credo fermamente che il governo ruandese abbia fornito le assicurazioni necessarie per garantire che non vi sia alcun rischio reale che i richiedenti asilo trasferiti vengano erroneamente rimpatriati in Paesi terzi". Ed ha aggiunto: “La nostra politica è molto semplice: è il governo di questo Paese che decide chi varca i nostri confini e chi non deve farlo, e non saranno certo le bande criminali. Farò tutto il necessario perché ciò accada”.
I laburisti: un piano "impraticabile, immorale, estorsivo". Il disegno di legge sull'immigrazione clandestina, ora in fase di approvazione del Parlamento, afferma che tutti i richiedenti asilo che arrivano con "mezzi irregolari" rischiano di essere allontanati con la forza in Ruanda. I laburisti, a questo proposito, hanno affermato che la politica del governo sulle cosiddette piccole imbarcazioni che attraversano la Manica si stava "completamente disfacendo". Il ministro degli Interni ombra, Yvette Cooper, ha affermato che il piano del Ruanda era "impraticabile, immorale ed estorsivo".
Il punto di vista del governo ruandese. Un portavoce del governo di Kigali ha detto che: “Sebbene questa sia in definitiva una decisione del sistema giudiziario del Regno Unito, da parte nostra non possiamo che contestare la sentenza secondo la quale il Ruanda non sarebbe un Paese sicuro per richiedenti asilo e rifugiati. Il Ruanda – ha sottolineato il portavoce - è invece uno dei Paesi più sicuri al mondo e siamo stati riconosciuti dall'UNHCR e da altre istituzioni internazionali per il nostro trattamento esemplare dei rifugiati. Restiamo dunque pienamente impegnati a far funzionare questa partnership con il governo britannico. Il sistema migratorio globale in crisi non riesce a proteggere i vulnerabili e dà potere alle bande criminali con enormi costi umani. Quando i migranti arriveranno – ha concluso il portavoce – li accoglieremo e forniremo loro il supporto di cui avranno bisogno”.
La replica dell’UNHCR. Nonostante sia il governo britannico che quello ruandese citino l'appoggio dell'UNHCR al Ruanda come “rifugio sicuro” per i migranti, l'Agenzia ONU ribadisce invece la sua opposizione implacabile al programma e insiste nel ritenere che vi sia un alto rischio di respingimento, se o quando i rifugiati saranno trasferiti in Ruanda.