ROMA – Dal sito di Mondopoli sono pubblicati i dati relativi ai rifugiati e alle persone in qualche modo assimilate nei luoghi dove sono riusciti ad arrivare dopo la fuga dal loro Paese d’origine fino alla fine 2022. Il numero totale in tutto il mondo è aumentato del 35%, pari a 8,9 milioni di persone, arrivando a 29,4 milioni alla fine del 2022. L’aumento – secondo i dati rilanciati dal CeSPI, il Centro Studi di Politica Internazionale – è stato in gran parte dovuto ai rifugiati ucraini in fuga dal conflitto armato nel loro Paese e a stime aggiornate di afghani in Iran e Pakistan. Questo totale comprende quasi 24,3 milioni di milioni di rifugiati e 5,1 milioni di persone in situazioni simili a quelle dei rifugiati.
Le statistiche. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) pubblica due volte l’anno le statistiche ufficiali sulle migrazioni forzate nel mondo. I rifugiati comprendono le persone riconosciute ai sensi della Convenzione sullo status dei rifugiati del 1951. La popolazione in situazioni simili a quelle dei rifugiati identifica persone che si trovano al di fuori del loro Paese o territorio di origine e che affrontano rischi di protezione simili a quelli dei rifugiati, ma per i quali lo status di rifugiato non è stato accertato per ragioni pratiche o di altro tipo.
Protezione internazionale per 5 milioni di persone. Nel corso del 2022, quasi 5 milioni di persone hanno ottenuto la protezione internazionale, tra cui 717.300 persone che avevano richiesta d’asilo individuale, 336.800 con riconoscimento di gruppo e altri 3,8 milioni di persone che hanno ricevuto una protezione temporanea.
In Turchia il numero maggiore di rifugiati. Alla fine del 2022, la Turchia rimane il primo Paese al mondo per numero di rifugiati ospitati, con 3,6 milioni di rifugiati, pari ad oltre il 10% di tutti i rifugiati. L’Iran ospita circa 3,5 milioni di rifugiati, un dato aumentato significativamente rispetto all’anno precedente a seguito di un’operazione condotta dal governo che ha portato alla registrazione di 2,6 milioni di afghani, che hanno partecipato volontariamente, precedentemente privi di documenti, molti dei quali già presenti nel Paese da molti anni. In Europa, la Germania ha ospitato quasi 2,1 milioni, il 6% di tutti i rifugiati a livello globale ed è il terzo Paese al mondo per numero di rifugiati ospitati.
Gli sfollati interni a causa di conflitti e violenze. Il dato degli sfollati interni si riferisce al numero di spostamenti forzati di persone di persone all’interno dei confini del proprio Paese registrati nel corso dell’anno. Oggi si distingue tra sfollati interni a causa di conflitti e violenze rispetto agli sfollati interni a causa di calamità naturali. I dati più accreditati a livello internazionale sono pubblicati dall’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC), un’organizzazione internazionale non governativa fondata nel 1998 dal Consiglio norvegese per i rifugiati a Ginevra.
Sfollati interni: 62 milioni in 65 Paesi. Conflitti e violenze hanno costretto 62,5 milioni di persone a diventare sfollati interni in 65 Paesi e territori alla fine del 2022. Ciò significa un aumento del 17% del numero di sfollati interni a causa di conflitti e violenza dal 2021. E, in valori assoluti, è un numero senza precedenti, il doppio di 10 anni fa. Ucraina, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Myanmar e Somalia sono i Paesi che registrano i numeri assoluti più alti nel 2022.
Ucraina. Il 60% degli sfollamenti causati da conflitti globali sono stati registrati in Ucraina, dove le persone sono fuggite ripetutamente da linee del fronte che si spostano rapidamente.
Repubblica Democratica del Congo. 4 milioni di sfollamenti da conflitto sono avvenuti nella Repubblica Democratica del Congo, 1,5 volte di più rispetto al 2021.
Haiti. Si sono registrati 106,000 sfollati interni ad Haiti, un aumento di cinque volte rispetto al 2021 e la cifra più alta mai registrata per il Paese.
Le diverse tipologie di violenze. Disaggregando per tipologia di violenza, 17 milioni di sfollati interni sono stati causati da conflitti armati internazionali (principalmente, in Ucraina), quasi 9 milioni da conflitti armati internazionali, quasi 1 milione da violenza nelle comunità a livello locale, circa 350.000 da violenza legata ad attività criminali, 70.000 da conflitti tra apparati statali e civili e il resto da altre forme di violenza. In sostanza, 6 sfollati su 10 sono stati causati da conflitti armati internazionali, mentre si è registrato un aumento del 75% del numero di sfollati provocati da conflitti armati non internazionali negli ultimi tre anni, soprattutto a causa dell’escalation di violenza nella Repubblica Democratica del Congo, Etiopia e Somalia.
Gli sfollati interni per calamità naturali. Nel mondo, i dati pubblicati dall’IDMC documentano la presenza di 8,7 milioni di sfollati interni a seguito di calamità naturali in 88 Paesi e territori al 31 dicembre 2022. Questo dato corrisponde a un incremento del 45% del numero di sfollati interni a causa di disastri ambientali dal 2021.
Pakistan, Filippine, Cina, India e Nigeria. Sono i Paesi coi numeri più alti nel 2022. Il 25% degli sfollati a livello globale è stato causato dalle inondazioni monsoniche in Pakistan; 1,1 milioni di spostamenti sono stati registrati in Somalia, dove il Paese ha sperimentato la peggiore siccità degli ultimi 40 anni. Il 2% della popolazione di Tonga è stata costretta a trasferirsi dopo un’eruzione vulcanica molto rara. Gli spostamenti dovuti a calamità naturali nel 2022 sono stati del 41% superiori alla media annuale degli ultimi 10 anni.
Dati disaggregati. Disaggregando per tipologia di violenza, quasi 32 milioni di sfollati interni sono stati causati da eventi atmosferici: oltre 19 milioni di sfollati a causa di alluvioni, quasi 10 milioni da tempeste, quasi 7,6 milioni da cicloni, quasi 2,4 milioni da altri tipi di tempeste circa 2,2 milioni da siccità, quasi 400.000 da incendi. Agli eventi atmosferici si aggiungono, poi, cause geofisiche: quasi 700.000 sono stati gli sfollati interni a causa di terremoti e tsunami, 13.000 da eruzioni vulcaniche e 3.700 da frane.
Le inondazioni sono le cause primarie. In sostanza, 6 su 10 sfollamenti interni causati da calamità naturali sono stati provocati da inondazioni, superando le tempeste per la prima volta dal 2016. Il 98% degli sfollamenti interni causati da calamità naturali sono collegati a rischi legati alle condizioni meteorologiche, come le inondazioni, tempeste e siccità.