Mondo Solidale

Repubblica Democratica del Congo: 450 mila sfollati nelle ultime sei settimane a per l’inasprimento del conflitto

Repubblica Democratica del Congo: 450 mila sfollati nelle ultime sei settimane a per l’inasprimento del conflitto

UNHCR e UNICEF: la situazione è aggravata dall’impossibilità di portare aiuti umanitari nelle zone di conflitto soprattutto nel Nord Kivu

2 minuti di lettura

ROMA – La crisi in corso nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo sta diventando sempre più grave. Una serie di scontri molto violenti tra i gruppi armati non statali e le forze governative hanno provocato lo sfollamento forzato di oltre 450 mila persone nelle ultime sei settimane nei territori di Masisi e Rutshuru nella provincia del Nord Kivu.

Il contesto umanitario. L’UNHCR e l’UNICEF sottolineano che la gravità della situazione è peggiorata dall’impossibilità di portare aiuti a chi ne ha bisogno perché in queste zone ci sono molte difficoltà di movimento legate soprattutto a ragioni di sicurezza. Attualmente si contano circa 200 mila sfollati interni intrappolati nelle aree dei combattimenti e senza possibilità di accedere agli aiuti. E le previsioni per le prossime settimane sono nefaste, perché altre centomila persone subiranno restrizioni e dunque resteranno senza beni essenziali, tra cui cibo e acqua, senza un cessate il fuoco.

Gli aiuti. L’interruzione delle strade non solo impedisce la consegna di aiuti umanitari fondamentali, ma aumenta anche la vulnerabilità delle popolazioni sfollate, perché le lascia senza risorse essenziali e senza protezione. Sebbene negli ultimi mesi l’UNHCR abbia costruito rifugi per oltre 40 mila persone vicino a Goma e distribuito più di 30 mila kit contenenti teloni, pentole e coperte, UNICEF e UNHCR sollecitano la comunità internazionale ad affrontare con urgenza i problemi connessi all’interruzione dell’accesso umanitario per garantire che quasi 7 milioni di persone colpite dal conflitto nella parte orientale della RDC ricevono gli aiuti urgenti di cui hanno bisogno.

Le voci degli sfollati. La gravità della situazione è marcata dal racconto angosciante delle migliaia di profughi arrivati a Sake, a 35 chilometri a ovest di Goma. Dopo essere stati sfollati in zone in cui gli aiuti non erano accessibili, hanno raccontato agli osservatori dell’UNHCR di aver fatto scelte difficili per sopravvivere, tra cui uomini che rischiavano la morte per nutrire i bambini affamati e donne che rischiavano lo stupro per raccogliere legna da ardere. Le statistiche rafforzano la drammaticità di queste storie. I rapporti sul monitoraggio della protezione stilati dall’UNHCR nel mese di ottobre mostrano, nella RDC, oltre tremila violazioni dei diritti umani, quasi il doppio rispetto al mese precedente. Stupri, uccisioni arbitrarie, rapimenti, estorsioni, distruzione di proprietà sono alcuni degli abusi più comuni perpetrati contro la popolazione civile.

I bambini. L’intensificarsi della violenza sta avendo un impatto devastante sulla vita dei più piccoli. Il numero complessivo di violazioni denunciate contro i bambini tra luglio e settembre 2023, raccolto da UNICEF, mostra un aumento del 130 per cento rispetto ai casi del 2018 e un notevole incremento anche rispetto al numero già elevato di abusi denunciati nella prima metà di quest’anno. I bambini sono sempre più vulnerabili al reclutamento e all’utilizzo da parte di gruppi armati, con oltre 450 casi verificati da luglio a settembre: un aumento del 50 per cento rispetto alla prima metà dell’anno. Le Nazioni Unite e le organizzazioni non governative che lavorano sul territorio stanno intensificando l’assistenza umanitaria per far fronte ai problemi derivanti dal sovraffollamento e dagli alloggi inadeguati nei siti delle province orientali, dove sono sorti dei campi informali, con limitato accesso al cibo e all’acqua pulita.

I finanziamenti. Da giugno 2023 a oggi l’UNICEF ha raggiunto quasi 700 mila persone con aiuti salvavita, tra cui acqua pulita e servizi igienico-sanitari, prodotti alimentari e kit per la salute e l’istruzione. Con il recente deterioramento della situazione della sicurezza nel Nord Kivu, le organizzazioni stanno procedendo a identificare, documentare e sostenere il ricongiungimento familiare nei territori di Masisi e Rutshuru. La risposta umanitaria nella RDC è notevolmente sotto-finanziata. Per il 2023, il piano coordinato di risposta umanitaria, che comprende le esigenze finanziarie sia dell’UNHCR che dell’UNICEF, è fissato a 2,3 miliardi di dollari, ma a oggi è finanziato solo per il 37 per cento.

I commenti dei lettori