Unione Europea: 80 organizzazioni non governative chiedono il rispetto del diritto d’asilo e dello stato di diritto
ROMA – In vista della prima plenaria del neoeletto Parlamento europeo, oltre 80 organizzazioni umanitarie chiedono alla nuova Unione Europea di assumere una posizione ferma che rispetti il diritto di asilo e lo stato di diritto. Le organizzazioni, tra cui Amnesty International, il Consiglio danese per i rifugiati, Human Rights Watch e Oxfam, contestano i recenti e ripetuti tentativi di diversi Paesi dell’UE di scaricare su altri Stati le proprie responsabilità in materia di asilo, esternalizzando il controllo delle frontiere e delegando la protezione dei rifugiati a Paesi al di fuori l'Unione Europea. Tutte queste politiche – scrivono le ONG – puntano a smantellare il principio fondamentale della protezione internazionale, quello per cui le persone hanno il diritto di chiedere asilo e di vedere che la propria richiesta venga esaminata equamente. “Proprio mentre il piano Regno Unito-Ruanda sta, giustamente, crollando, l’UE e gli Stati membri dovrebbero smettere di fare false promesse e sprecare tempo e denaro in proposte costose, disumane e impraticabili. Con l’avvio di questo ciclo legislativo l’Unione Europea può e deve fare di meglio che abbandonare il proprio impegno nei confronti del regime globale di protezione dei rifugiati”, commenta Olivia Sundberg Diez, di Amnesty International.
Le criticità. Ovunque siano stati messi in atto questi schemi di esternalizzazione, sono emerse continue violazioni dei diritti, con le persone detenute arbitrariamente e a lungo, senza tutele né garanzie legali, con costi eccessivi per i contribuenti europei. In un momento in cui il 75 per cento dei rifugiati nel mondo è ospitato da Paesi a basso e medio reddito, queste proposte inviano un segnale pericoloso sulla mancanza di impegno dei singoli membri dell’UE nei confronti dello stato di diritto, dei trattati internazionali e dei rifugiati. In una dichiarazione pubblica le organizzazioni chiedono all’UE di abbandonare queste proposte che sono in netto contrasto con la stessa legislazione europea e con il Patto UE sulla migrazione.
Il contesto. La dichiarazione delle 80 ONG fa seguito a una lettera di 15 Stati membri che chiedono alla Commissione europea di esplorare le possibilità di delegare a Paesi esterni le richieste di asilo, anche attraverso modifiche alla legislazione dell’UE. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha scritto alla fine di giugno che queste "idee innovative meritano sicuramente attenzione nel nuovo ciclo politico". Queste proposte si basano su una lunga serie di misure volte a prevenire l’arrivo di richiedenti asilo nell’UE attraverso accordi con Paesi al di fuori dell’UE stessa, con poca o nessuna attenzione alla situazione dei diritti. Questi partenariati, inoltre, hanno già provocato molti abusi sulla pelle di migranti e richiedenti asilo e hanno messo in evidenza l’interesse limitato dell’UE nel monitorare o far rispettare gli standard sui diritti umani al di fuori del proprio territorio quando si tratta di migrazione.