Mondo Solidale

LA PRESENTAZIONE

Croce Rossa, Il rapporto annuale
"Nelle guerre e nella vita quotidiana"

La relazione dell'Ente che annovera un esercito di persone e mezzi: 149.177 volontari; 27.377 soci ordinari; 594 comitati; 4.044 dipendenti; 8 Delegazioni internazionali; 400 corsi di accesso al volontariato; 54 progetti di cooperazione in 33 Paesi; 9.990 mezzi di trasporto

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ROMA - "Se volete sapere cosa fa la Croce Rossa Italiana, pensate a chi ha bisogno di qualcosa. Lì ci siamo noi". La direttrice generale della Croce Rossa italiana Patrizia Ravaioli, in occasione della presentazione dell'Annual Report, ha spiegato così l'impegno. Il Rapporto si può scaricare dal sito della Cri: come in un album fotografico racconta le tante aeree di intervento dell'ente che ha ormai più di cento anni. Dai migranti, alla violenza contro le donne, dall'educazione e soccorso stradale, alle persone senza fissa dimora. Un impegno, insomma, a 360 gradi. Non soltanto nelle zone di conflitto e nel soccorso dei "militari e feriti in guerra", come recita la Convenzione di Ginevra del 1864 che l'ha istituita. Certamente le guerre negli ultimi anni sono tornate prepotentemente a interessare l'azione della Croce Rossa: anche in Siria, dove opera la Mezzaluna Rossa (che proprio a gennaio ha perso il suo direttore, ucciso in una sparatoria), la Cri ha testimoniato il proprio impegno versando 350 mila euro per sostenere la popolazione.

Le guerre a bassa intensità.
Ma la Croce rossa interviene ogni giorno nelle situazioni di "guerra a bassa intensità", che devono affrontare le persone più deboli nelle nostre città. E non è un caso se nel corso della presentazione, moderata dal giornalista Giovanni Floris, la prima richiesta avanzata dal presidente della Cri, Francesco Rocca, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin non è stata sul fronte internazionale: "Vorremmo che il governo si impegnasse per un serio intervento sulla ludopatia - ha detto - gioco d'azzardo e slot machines stanno rovinando molte famiglie, già indebolite dalla crisi economica".
 
I numeri. D'altronde la Croce Rossa può contare su un vero esercito di persone e mezzi: 149.177 volontari; 27.377 soci ordinari; 594 comitati; 4.044 dipendenti; 8 Delegazioni internazionali; 400 corsi di accesso al volontariato; 54 progetti di cooperazione in 33 Paesi; 9.990 mezzi di trasporto. "La nostra forza  -  ha detto Rocca  -  è soprattutto la professionalità e l'organizzazione: quando c'è da affrontare disastri, la Cri è sempre pronta e in prima linea". Come è accaduto con l'emergenza neve, il terremoto in Emilia Romagna, dove sono stati impiegati 1.692 volontari e serviti 2 mila pasti. Ma anche eventi come il naufragio della Costa Concordia, quando 250 volontari e operatori hanno subito preso in carico i sopravvissuti.
 
Crescono i volontari. "Quando succede qualcosa nel paese i nostri centralini sono intasati: tutti vogliono darci una mano. E' bellissimo: ma dico a chi vuole avvicinarsi all'associazione di farlo subito. Perché per operare con la Cri sono necessari corsi di formazione, non ci si improvvisa, è questo uno dei nostri punti di forza", ha spiegato Ravaioli. E sarà per questo che i volontari della Cri, ha dimostrato una ricerca realizzata con il Censis, sono molto "fedeli" all'organizzazione di cui fanno parte. E in crescita, nonostante la crisi: ormai sfiorano le 150 mila unità.
 
La riforma. Una organizzazione che cresce ma che, come ha sottolineato il ministro Lorenzin "richiede anche una manutenzione straordinaria, come è ovvio per chi ha una così lunga storia". Lorenzin ha ricordato che "senza la gamba del volontariato il nostro welfare non regge" e ha riconosciuto "il ruolo fondamentale svolto dalla Croce Rossa: tutti la conosciamo, è una associazione che la gente sente vicina". La Croce Rossa sta attraversando un grande momento di trasformazione: da ente di diritto pubblico a ente di diritto privato (dal 1 gennaio 2014), un passaggio su cui il ministro ha garantito piena collaborazione.

Il nuovo statuto.
"Siamo grati dell'attenzione che il governo ci riserva", ha detto Rocca, evidenziando però che "si potrebbe fare di più dal punto di vista occupazionale". Forte di un nuovo Statuto, la Croce Rossa è impegnata proprio in questi giorni nella assemblea nazionale che dovrà approvarlo a Solferino. E' il luogo che ha visto la nascita, nei fatti, della idea della Croce Rossa, là dove - nel 1859, durante il sanguinoso scontro tra l'esercito Franco-Piemontese e quello Austriaco - furono lasciati a loro stessi 40 mila soldati. "E' un luogo simbolico per noi - ha detto Rocca - avremo un confronto serrato, difficile, ma certamente proficuo per il nostro futuro".