ROMA - Sono in Italia e trascorreranno un mese di vacanza in Sardegna: sono 14 bambini giapponesi della Prefettura di Fukushima. Sopravvissuti al terribile incidente nucleare dell'11 marzo 2011, che causò un devastante tsunami: sono morte ufficialmente 15.880 persone e più di 2 mila risultano a tutt'oggi disperse.
Seminare il futuro. Ma ci sono anche migliaia di sopravvissuti, tra cui molti bambini, per i quali la vita va avanti. Ma tra mille difficoltà. "Persino giocare all'aria aperta è diventato un problema, e i bambini non possono mai toccare la terra - racconta Morimi Kobayashi, una delle fondatrici della associazione Orto dei sogni - abbiamo pensato che fosse indispensabile immaginare un progetto che permettesse ai più piccoli di tornare a contatto con la natura, di conoscerla, di toccarla, di manguare in modo sano. In modo da rafforzarsi sia dal punto di vista psicologico che fisico".
Vacanze in Sardegna. E' nata così l'associazione Orto dei sogni: per il secondo anno, grazie anche al patrocinio del Comune di Milano, l'associazione è riuscita a selezionare 14 bambini che passeranno le loro vacanze in Italia fino al 22 agosto, ospiti nell'ostello di Zuradili a Marrubiu, in Provincia di Oristano, immerso in un parco naturale vicino al mare. I bambini avranno la possibilità di andare a cavallo, vivere in mezzo alla natura, coltivare un orto, partecipare a laboratori artistici. Ma prima di tutto avere di nuovo la possibilità di respirare la natura, e conoscerla. Uno degli scopi del progetto, infatti, è proprio quello di permettere ai ragazzi di ritornare in contatto con i ritmi naturali, di imparare che la natura è bellezza, ma anche rischi. "Abbiamo raccolto racconti incredibili in Giappone - dicono dall'associazione - l'impreparazione a reagire agli eventi naturali ha causato molte vittime. Ad Okawa, per esempio, subito dopo l'incidente nucleare un giovane insegnante ha radunato i bambini fuori da scuola aspettando l'autobus, e non ha pensato di portarli al riparo sulla collinetta che sorgeva proprio accanto alla scuola. Quando è arrivato lo tsunami, sono morti tutti".
Toccare la terra. Ora per le persone che vivono nel distretto di Fukushima il rapporto con la terra e la natura è diventato estremamente complicato. Leggere le testimonianze dei bambini che hanno preso parte al soggiorno in Sardegna lo scorso anno è impressionante: "Sull'isola della Sardegna, in Italia, potrò fare tante cose: andare a cavallo (che adoro), toccare la terra dell'orto e andare al mare, perché a Fukushima ormai queste cose non si possono più fare", scriveva l'anno scorso una bambina di 11 anni. "Vorrei mangiare tutto senza fare capricci e vorrei giocare all'aria aperta, perché lì ci sono meno radiazioni", scriveva invece un bambino di 9 anni.
"Noi non potremo mai avere figli". "Una bambina l'anno scorso mi disse: 'noi non potremo mai avere figlì - racconta Kobayashi - questo fa capire a quali pressioni siano sottoposti. Noi cerchiamo di dare loro prima di tutto serenità". Dal Giappone non arrivano buone notizie: con la Tepco, la società che gestisce l'impianto, che ha ammesso la contaminazione della parte dell'oceano Pacifico vicino ai reattori, e ha ammesso che 2 mila dipendenti sono a rischio tumore tiroideo. "Pensiamo che ci siano ancora tante cose da sapere - dice Kobayashi - e che intanto bisognerebbe evacuare tutte le persone che vivono ancora in quella Prefettura, come i bambini che ospitiamo in Italia". Per aiutare il progetto, è sufficiante collegarsi con il sito di Orto dei sogni
Seminare il futuro. Ma ci sono anche migliaia di sopravvissuti, tra cui molti bambini, per i quali la vita va avanti. Ma tra mille difficoltà. "Persino giocare all'aria aperta è diventato un problema, e i bambini non possono mai toccare la terra - racconta Morimi Kobayashi, una delle fondatrici della associazione Orto dei sogni - abbiamo pensato che fosse indispensabile immaginare un progetto che permettesse ai più piccoli di tornare a contatto con la natura, di conoscerla, di toccarla, di manguare in modo sano. In modo da rafforzarsi sia dal punto di vista psicologico che fisico".
Vacanze in Sardegna. E' nata così l'associazione Orto dei sogni: per il secondo anno, grazie anche al patrocinio del Comune di Milano, l'associazione è riuscita a selezionare 14 bambini che passeranno le loro vacanze in Italia fino al 22 agosto, ospiti nell'ostello di Zuradili a Marrubiu, in Provincia di Oristano, immerso in un parco naturale vicino al mare. I bambini avranno la possibilità di andare a cavallo, vivere in mezzo alla natura, coltivare un orto, partecipare a laboratori artistici. Ma prima di tutto avere di nuovo la possibilità di respirare la natura, e conoscerla. Uno degli scopi del progetto, infatti, è proprio quello di permettere ai ragazzi di ritornare in contatto con i ritmi naturali, di imparare che la natura è bellezza, ma anche rischi. "Abbiamo raccolto racconti incredibili in Giappone - dicono dall'associazione - l'impreparazione a reagire agli eventi naturali ha causato molte vittime. Ad Okawa, per esempio, subito dopo l'incidente nucleare un giovane insegnante ha radunato i bambini fuori da scuola aspettando l'autobus, e non ha pensato di portarli al riparo sulla collinetta che sorgeva proprio accanto alla scuola. Quando è arrivato lo tsunami, sono morti tutti".
Toccare la terra. Ora per le persone che vivono nel distretto di Fukushima il rapporto con la terra e la natura è diventato estremamente complicato. Leggere le testimonianze dei bambini che hanno preso parte al soggiorno in Sardegna lo scorso anno è impressionante: "Sull'isola della Sardegna, in Italia, potrò fare tante cose: andare a cavallo (che adoro), toccare la terra dell'orto e andare al mare, perché a Fukushima ormai queste cose non si possono più fare", scriveva l'anno scorso una bambina di 11 anni. "Vorrei mangiare tutto senza fare capricci e vorrei giocare all'aria aperta, perché lì ci sono meno radiazioni", scriveva invece un bambino di 9 anni.
"Noi non potremo mai avere figli". "Una bambina l'anno scorso mi disse: 'noi non potremo mai avere figlì - racconta Kobayashi - questo fa capire a quali pressioni siano sottoposti. Noi cerchiamo di dare loro prima di tutto serenità". Dal Giappone non arrivano buone notizie: con la Tepco, la società che gestisce l'impianto, che ha ammesso la contaminazione della parte dell'oceano Pacifico vicino ai reattori, e ha ammesso che 2 mila dipendenti sono a rischio tumore tiroideo. "Pensiamo che ci siano ancora tante cose da sapere - dice Kobayashi - e che intanto bisognerebbe evacuare tutte le persone che vivono ancora in quella Prefettura, come i bambini che ospitiamo in Italia". Per aiutare il progetto, è sufficiante collegarsi con il sito di Orto dei sogni