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Lo sport in carcere per tutti: siglato l'accordo fra Coni e ministero, due progetti-pilota a Rebibbia e a Bologna

Siglato l'accordo fra Coni e ministero. L'Uisp: "La nostra esperienza al servizio del programma" La sperimentazione proseguirà in altri sette istituti

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ROMA - Siamo stati da sempre abituati a vedere nelle grandi produzioni cinematografiche di Hollywood scene di carceri in cui i detenuti sono intenti a praticare ogni tipo di sport, dal basket al rugby alla pesistica. La situazione nei penitenziari italiani è invece sempre stata ben lontana dalle rappresentazioni che sulla  pellicola viene fatta della realtà penitenziaria statunitense. Ma le cose potrebbero cambiare presto. Il ministero della Giustizia ha infatti siglato un protocollo d'intesa con il Coni dal titolo "Sport in carcere". Un'iniziativa che mira a tradurre in fatti le norme sulla funzione rieducativa e sociale della pena previste dalla nostra Costituzione.

Il protocollo.
L'intesa siglata fra i due enti mira a portare "l'attività sportiva stabile e organizzata in tutti gli istituti di pena. Si partirà con due progetti pilota: il carcere femminile di Rebibbia e la Casa circondariale di Bologna. Entro sei mesi la prova si estenderà ad altri sette istituti per poi passare alla totalità delle strutture.

L'esperienza di Uisp. Il protocollo fra ministero e Coni però non è una rosa nata nel deserto. Dalla metà degli anni '80 l'Uisp (Unione italiana sport per tutti) si batte per portare nei carceri di tutta Italia questo straordinario mezzo di socializzazione, con iniziative prima isolate e ora sempre più stabili. "Nel 1990 - racconta Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp - abbiamo deciso di creare un unico grande progetto nazionale, lo abbiamo chiamato Porte Aperte. Poi abbiamo portato Vivicittà in carcere, coinvolgendo nell'iniziativa 16 istituti penitenziari. Quest'anno è partito anche "Terzo tempo", un programma dedicato agli istituti minorili sostenuto dal ministero della Giustizia insieme alla Fondazione con il Sud e a Enel Cuore.

La proposta di collaborazione. Quella dell'Uisp con lo sport nelle carceri è una storia decennale, attraverso la quale si sono costruiti rapporti di collaborazione con l'amministrazione penitenziaria e di fiducia con la popolazione dei carceri di tutta Italia. Un know how che il presidente Masco vorrebbe mettere a disposizione della nuova intesa: "Siamo sicuri che il Coni prima di procedere ad eventuali proposte terrà conto delle nostre esperienze. Il nostro è un patrimonio che mettiamo volentieri a disposizione di questo nuovo Protocollo, soprattutto nella composizione del previsto Comitato paritetico che avrà la funzione di predisporre proposte e programmi di attività per la popolazione carceraria".