Egitto, gli affamati nel freddo del Cairo soccorsi dai giovani con le coperte e i viveri
di ALESSIO POLVERONIBreve reportage dai vicoli della capitale egiziana, dove le crisi economica e politica del Paese sta spingendo sempre più persone verso la povertà assoluta e la disperazione. Per combattere la piaga della disoccupazione, l'associazione Ma'Ba'ed formata da giovani volontari ha messo su un piccolo servizio di collocamento e mettono in contatto diretto i disoccupati con le ditte in cerca di personale
IL CAIRO - Senza dubbio quest'inverno è stato uno dei più freddi di sempre in Egitto. Erano ben 374 anni che la neve non imbiancava le piramidi. Quella che dall'Europa può sembrare una suggestiva cartolina è stata una vera e propria calamità per il popolo egiziano; stremato dalla povertà sempre più nera e da tre anni di rivoluzione e contro rivoluzione, che ha trasformato la terra del Nilo in un lago di sangue. Al Cairo, su 20 milioni di abitanti, uno su cinque vive al disotto della soglia di povertà assoluta. La crisi economica e politica di questo paese sta spingendo sempre più persone verso la fame e la disperazione.
La povertà dilaga. Nelle strade della capitale, nei suoi vicoli, sui marciapiedi delle grandi piazze, la miseria ha tanti volti. I bambini che provano a vendere i fazzoletti o le noccioline, in cambio di pochi spiccioli, con i quali assicurarsi almeno un pasto al giorno. I mendicanti, i venditori amb…
La povertà dilaga. Nelle strade della capitale, nei suoi vicoli, sui marciapiedi delle grandi piazze, la miseria ha tanti volti. I bambini che provano a vendere i fazzoletti o le noccioline, in cambio di pochi spiccioli, con i quali assicurarsi almeno un pasto al giorno. I mendicanti, i venditori amb…
IL CAIRO - Senza dubbio quest'inverno è stato uno dei più freddi di sempre in Egitto. Erano ben 374 anni che la neve non imbiancava le piramidi. Quella che dall'Europa può sembrare una suggestiva cartolina è stata una vera e propria calamità per il popolo egiziano; stremato dalla povertà sempre più nera e da tre anni di rivoluzione e contro rivoluzione, che ha trasformato la terra del Nilo in un lago di sangue. Al Cairo, su 20 milioni di abitanti, uno su cinque vive al disotto della soglia di povertà assoluta. La crisi economica e politica di questo paese sta spingendo sempre più persone verso la fame e la disperazione.
La povertà dilaga. Nelle strade della capitale, nei suoi vicoli, sui marciapiedi delle grandi piazze, la miseria ha tanti volti. I bambini che provano a vendere i fazzoletti o le noccioline, in cambio di pochi spiccioli, con i quali assicurarsi almeno un pasto al giorno. I mendicanti, i venditori ambulanti che vendono qualsiasi genere di prodotto, ragazzini e accattoni, la povertà la si può respirare in ogni angolo della strada. Anche nei quartieri più ricchi, è impossibile nasconderla.
La storia di Nada. Nada è una ragazza di 27 anni, viene da una famiglia benestante e possiede un'ottima istruzione. Fa parte di quella élite borghese e intellettuale che non ha mai sofferto la povertà e la fame. Eppure, dopo la rivoluzione del 2011, dopo aver vissuto la Piazza e la strada, non è mai riuscita a separarsene. Lei, come moltissimi suoi coetanei provenienti dalle classi più ricche, sono scesi per le strade ad urlare "Pane, libertà e giustizia sociale", assieme alla marea umana di disperati e diseredati pronti a morire pur di abbattere un regime che li aveva derubati di ogni speranza per un qualsiasi futuro.
Quando tutto ebbe inizio. Era il 25 gennaio del 2011 quando tutto ebbe inizio. Quei giorni di rivolta e di follia hanno creato legami di sangue, talmente forti da abbattere qualsiasi differenza di classe, di religione o di fede politica. I ragazzi della classe medio alta si sono resi conto di cosa significasse vivere per strada, avere freddo, avere fame. Essere totalmente privi di prospettive. Così Nada ha pensato fosse necessario fare qualcosa, impegnarsi personalmente per aiutare i disgraziati che abitano per le strade del Cairo. Spendersi in prima persona per migliorare le condizioni di vita del suo popolo ferito.
L'aiuto ai senzatetto. Così insieme ad una decina di amici ha acquistato coperte e vestiti pesanti e con le tre macchine a loro disposizione, hanno iniziato a distribuirli ai senzatetto che abitano nella loro immensa città. Nada e i suoi amici hanno deciso di fondare un'associazione: "Ma'Ba'ed", che in arabo significa "insieme". Hanno creato una pagina su facebook e successivamente un evento, intitolato "salviamoli dal freddo", chiedendo ai giovani egiziani di "essere il cambiamento che vogliono vedere nel mondo" e di impegnarsi in prima persona, con una donazione o mettendosi a diposizione per la distribuzione dei beni di prima necessità.
Ogni giorno sempre più bisognosi. Ogni giorno sempre più persone si avvicinano a Nada e alla sua associazione, chiedendo di partecipare con donazioni, idee e con il proprio volontariato. Molte figure professionali, tra cui insegnanti, medici e avvocati si sono messi a disposizione di "Ma'Ba'ed", insieme stanno progettando servizi sempre più incisivi e risolutivi per cercare di cauterizzare le ferite di un tessuto sociale ormai a brandelli. Per combattere la piaga della disoccupazione, l'associazione di Nada ha messo su un piccolo servizio di collocamento fatto "in house", mettendo in contatto diretto i disoccupati che si rivolgono alla sua associazione con le ditte e le piccole imprese in cerca di personale.
L'altra faccia della rivoluzione. Girando con loro di notte in macchina, nei quartieri più poveri del Cairo, mentre distribuiscono coperte ai poveracci morti di freddo. Ascoltando le loro storie, osservandoli da vicino. Nei loro volti si può vedere un'altra faccia della rivoluzione egiziana, diversa da quella che siamo abituati a vedere fatta di sangue, di follia e di gesti disperati. E' il volto solidale del nuovo Egitto.
La povertà dilaga. Nelle strade della capitale, nei suoi vicoli, sui marciapiedi delle grandi piazze, la miseria ha tanti volti. I bambini che provano a vendere i fazzoletti o le noccioline, in cambio di pochi spiccioli, con i quali assicurarsi almeno un pasto al giorno. I mendicanti, i venditori ambulanti che vendono qualsiasi genere di prodotto, ragazzini e accattoni, la povertà la si può respirare in ogni angolo della strada. Anche nei quartieri più ricchi, è impossibile nasconderla.
La storia di Nada. Nada è una ragazza di 27 anni, viene da una famiglia benestante e possiede un'ottima istruzione. Fa parte di quella élite borghese e intellettuale che non ha mai sofferto la povertà e la fame. Eppure, dopo la rivoluzione del 2011, dopo aver vissuto la Piazza e la strada, non è mai riuscita a separarsene. Lei, come moltissimi suoi coetanei provenienti dalle classi più ricche, sono scesi per le strade ad urlare "Pane, libertà e giustizia sociale", assieme alla marea umana di disperati e diseredati pronti a morire pur di abbattere un regime che li aveva derubati di ogni speranza per un qualsiasi futuro.
Quando tutto ebbe inizio. Era il 25 gennaio del 2011 quando tutto ebbe inizio. Quei giorni di rivolta e di follia hanno creato legami di sangue, talmente forti da abbattere qualsiasi differenza di classe, di religione o di fede politica. I ragazzi della classe medio alta si sono resi conto di cosa significasse vivere per strada, avere freddo, avere fame. Essere totalmente privi di prospettive. Così Nada ha pensato fosse necessario fare qualcosa, impegnarsi personalmente per aiutare i disgraziati che abitano per le strade del Cairo. Spendersi in prima persona per migliorare le condizioni di vita del suo popolo ferito.
L'aiuto ai senzatetto. Così insieme ad una decina di amici ha acquistato coperte e vestiti pesanti e con le tre macchine a loro disposizione, hanno iniziato a distribuirli ai senzatetto che abitano nella loro immensa città. Nada e i suoi amici hanno deciso di fondare un'associazione: "Ma'Ba'ed", che in arabo significa "insieme". Hanno creato una pagina su facebook e successivamente un evento, intitolato "salviamoli dal freddo", chiedendo ai giovani egiziani di "essere il cambiamento che vogliono vedere nel mondo" e di impegnarsi in prima persona, con una donazione o mettendosi a diposizione per la distribuzione dei beni di prima necessità.
Ogni giorno sempre più bisognosi. Ogni giorno sempre più persone si avvicinano a Nada e alla sua associazione, chiedendo di partecipare con donazioni, idee e con il proprio volontariato. Molte figure professionali, tra cui insegnanti, medici e avvocati si sono messi a disposizione di "Ma'Ba'ed", insieme stanno progettando servizi sempre più incisivi e risolutivi per cercare di cauterizzare le ferite di un tessuto sociale ormai a brandelli. Per combattere la piaga della disoccupazione, l'associazione di Nada ha messo su un piccolo servizio di collocamento fatto "in house", mettendo in contatto diretto i disoccupati che si rivolgono alla sua associazione con le ditte e le piccole imprese in cerca di personale.
L'altra faccia della rivoluzione. Girando con loro di notte in macchina, nei quartieri più poveri del Cairo, mentre distribuiscono coperte ai poveracci morti di freddo. Ascoltando le loro storie, osservandoli da vicino. Nei loro volti si può vedere un'altra faccia della rivoluzione egiziana, diversa da quella che siamo abituati a vedere fatta di sangue, di follia e di gesti disperati. E' il volto solidale del nuovo Egitto.