ROMA - Per i suoi cinquant'anni di attività, la Lega del Filo d'Oro lancia una campagna di raccolta fondi con SMS solidale. Fino al 16 febbraio, basterà inviare un messaggio al 45505 per sostenere le attività di fisioterapia ed idroterapia per i bimbi sordo ciechi. Obiettivo: aiutare per un anno il suo centro di Osimo, in provincia di Ancona, dove operano il Centro di Riabilitazione, il Centro Diagnostico e il Centro di Ricerca.
I cinque Centro del "Filo". Nata nel 1964 per volontà di Sabina Santilli, sordocieca dall'età di sette anni, la Lega del Filo d'Oro indica nel nome "il filo prezioso che unisce le persone sordocieche con il mondo esterno". Da allora, l'obiettivo dell'associazione è stato sempre quello di migliorare la qualità della vita delle persone che non vedono, non sentono e sono affette da gravi disabilità. Il cuore di tutto il sistema - che comprende strutture specializzate, formazione di operatori qualificati, attività di ricerca e sperimentazione, cosensoriale - si trova appunto ad Osimo, ma l'associazione si articola su cinque centri e lavora con Enti e Organizzazioni nazionali ed estere, fa parte del Deafblind International (Associazione internazionale che raggruppa quanti lavorano con e per i sordociechi) ed è componente del gruppo MDVI Euronet, (per l'educazione di bambini e ragazzi pluriminorati psicosensoriali).
Il grande aiuto che da immergersi in acqua. "Chi passa molto tempo in carrozzina o disteso su un letto - spiegano dalla Lega - ha problemi da carico e spesso non è in grado di farci capire fino a che punto possiamo sfruttarne le potenzialità. In acqua questo non accade, perché soprattutto il bambino, ma anche l'adulto, si decontrae, si sente più sciolto e può compiere spontaneamente movimenti che a terra risulterebbero difficili o addirittura penosi. I bambini sono più disponibili al contatto con l'elemento liquido. Un'esperienza per qualcuno addirittura divertente, tant'è vero che sfruttiamo proprio il lato ludico per far loro superare la paura dell'acqua. Molti, abituati da piccoli all'acqua, se ci si pone a breve distanza e si chiede loro di venirci incontro, lo fanno accennando ai movimenti del nuoto".
I cinque Centro del "Filo". Nata nel 1964 per volontà di Sabina Santilli, sordocieca dall'età di sette anni, la Lega del Filo d'Oro indica nel nome "il filo prezioso che unisce le persone sordocieche con il mondo esterno". Da allora, l'obiettivo dell'associazione è stato sempre quello di migliorare la qualità della vita delle persone che non vedono, non sentono e sono affette da gravi disabilità. Il cuore di tutto il sistema - che comprende strutture specializzate, formazione di operatori qualificati, attività di ricerca e sperimentazione, cosensoriale - si trova appunto ad Osimo, ma l'associazione si articola su cinque centri e lavora con Enti e Organizzazioni nazionali ed estere, fa parte del Deafblind International (Associazione internazionale che raggruppa quanti lavorano con e per i sordociechi) ed è componente del gruppo MDVI Euronet, (per l'educazione di bambini e ragazzi pluriminorati psicosensoriali).
Il grande aiuto che da immergersi in acqua. "Chi passa molto tempo in carrozzina o disteso su un letto - spiegano dalla Lega - ha problemi da carico e spesso non è in grado di farci capire fino a che punto possiamo sfruttarne le potenzialità. In acqua questo non accade, perché soprattutto il bambino, ma anche l'adulto, si decontrae, si sente più sciolto e può compiere spontaneamente movimenti che a terra risulterebbero difficili o addirittura penosi. I bambini sono più disponibili al contatto con l'elemento liquido. Un'esperienza per qualcuno addirittura divertente, tant'è vero che sfruttiamo proprio il lato ludico per far loro superare la paura dell'acqua. Molti, abituati da piccoli all'acqua, se ci si pone a breve distanza e si chiede loro di venirci incontro, lo fanno accennando ai movimenti del nuoto".