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Saharawi, all'asta la maglietta di Iniesta per acquistare pannelli solari destinati ai campi profughi 

L'operazione di solidarietà sostenuta da Girotondoforafrica onlus e Radio Manà Sport. Una delegazione italiana ha incontrato il primo Ministro AbdelKadel Taleb Omar: "Per noi questo sarà un anno decisivo, grazie alle nuove posizioni di Stati Uniti e Francia, disponibili a valutare altre soluzioni per lala Repubblica araba democratica Sahrawi
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TINDOUF - "Gracias Iniesta" è la scritta che compare sullo striscione tenuto dai bambini Saharawi per ringraziare il campione del Barcellona che, donando una sua maglia, ha sostenuto un progetto di micro cooperazione destinato ai campi profughi algerini a sud di Tindouf. Grazie al ricavato dell'asta di beneficenza, è stato possibile acquistare dei pannelli solari donati ad alcune famiglie povere. A consegnare il materiale, una delegazione guidata da Alessandro Battilocchio, exsindaco di Tolfa ed europarlamentare, capofila dell'operazione di solidarietà sostenuta da Girotondoforafrica onlus e Radio Manà Sport.

"Vogliamo tornare da dove siamo venuti".
La delegazione è stata ricevuta dal Primo Ministro AbdelKadel Taleb Omar, che ha affermato: "Per noi questo sarà un anno decisivo, grazie alle nuove posizioni di Stati Uniti e Francia, disponibili a valutare altre soluzioni per la RASD - la Repubblica araba democratica Sahra…
TINDOUF - "Gracias Iniesta" è la scritta che compare sullo striscione tenuto dai bambini Saharawi per ringraziare il campione del Barcellona che, donando una sua maglia, ha sostenuto un progetto di micro cooperazione destinato ai campi profughi algerini a sud di Tindouf. Grazie al ricavato dell'asta di beneficenza, è stato possibile acquistare dei pannelli solari donati ad alcune famiglie povere. A consegnare il materiale, una delegazione guidata da Alessandro Battilocchio, exsindaco di Tolfa ed europarlamentare, capofila dell'operazione di solidarietà sostenuta da Girotondoforafrica onlus e Radio Manà Sport.

"Vogliamo tornare da dove siamo venuti".
La delegazione è stata ricevuta dal Primo Ministro AbdelKadel Taleb Omar, che ha affermato: "Per noi questo sarà un anno decisivo, grazie alle nuove posizioni di Stati Uniti e Francia, disponibili a valutare altre soluzioni per la RASD - la Repubblica araba democratica Sahrawi proclamata nella notte tra il 26 e il 27 febbraio 1976 a Bir Lehlu (n.d.r.) - rispetto all'autonomia voluta dal Marocco. Nei prossimi mesi - ha aggiunto Taleb Omar - l'inviato Onu Cristopher Ross dovrà presentare la sua proposta in merito all'autodeterminazione". Nella sede del Fronte Polisario a Rabuni, il segretario Bachir Moustafa Sayed ha descritto il suo popolo "così fertile nel sentimento d'unità, quanto arido è il terreno in cui vive. L'obiettivo per il nostro partito, che unisce tutti i colori politici - ha detto - è tornare da dove siamo venuti. Chiediamo solo il referendum per l'autodeterminazione. Ci teniamo a ringraziare la Spagna e l'Italia che, nonostante la crisi economica, continuano ad inviare aiuti".

La memoria di un popolo esule.
A mettere in discussione invece la presenza della Minurso (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale) è la popolazione, tra cui una ex militante del villaggio di Auza. La donna ha spiegato che "la missione Onu ha un mandato troppo limitato e frena i margini di azione dei Saharawi. Sono più di vent'anni che aspettiamo il referendum, siamo stanchi di essere depredati e torturati dai marocchini, umiliati e mortificati dalla concessione di un semplice sussidio". La moglie del Presidente della Repubblica Saharawi Mohamed Abdelaziz, Kadhija Hamdi, è il Ministro della Cultura. L'esponente del governo è custode della memoria di un popolo esule dal 1975, anno della "Marcia verde" delle truppe marocchine nei territori del Sahara occidentale. La Ministra ha chiesto ai Paesi a nord del Mediterraneo di sostenere i progetti dei Saharawi e, in particolare all'Italia, di partecipare al Festival Internazionale del Cinema organizzato nei campi profughi.

Mantenere vivo il senso della comunità. Battilocchio, parlando con la Ministra, ha ricordato che la comunità di Tolfa ospita d'estate una decina di piccoli ambasciatori di pace Saharawi e ha raccontato: "Quando finiscono le vacanze, i bambini hanno un grande voglia di tornare a casa. Per loro è il posto più bello del mondo". La politica del governo Saharawi si basa sull'alfabetizzazione e sulla memoria per mantenere vivo il senso di comunità che lotta pacificamente per rivedere un giorno il proprio mare. I tempi potrebbero essere maturi per un cambiamento - ha aggiunto l'ex sindaco di Tolfa -  grazie alla contingenza geopolitica favorevole e alla scelta di un'intifada pacifica. I problemi da affrontare sono ancora tanti, tra cui la presenza del 'muro della vergogna', circa duemila chilometri disseminati di mine antiuomo, costruito dal Marocco al confine con i territori occupati".