ROMA - L'articolo 32 della Costituzione italiana istituisce il diritto alla salute dei cittadini indiscriminatamente, ma sempre più spesso la qualità delle cure e alcuni settori della medicina dipendono dalle possibilità economiche del paziente. Per supplire alle mancanze del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono nati gli ambulatori sociali, centri che offrono prestazioni sanitarie a prezzi contenuti e in tempi brevi.
Odontoiatria solidale. Le spese per il dentista di rado godono di esenzioni. Non sorprende che la maggior parte dei pazienti che si rivolgono agli ambulatori sociali richiedono proprio cure odontoiatriche. "Nel 2010 - afferma Marco Nesci, ideatore della Rete sanitaria ambulatori sociali - circa 3 italiani su 5 rinunciavano a curare i denti. Ora la situazione è ancora più grave, più del 70% della popolazione non può permettersi queste spese". All'ambulatorio di Genova, aperto da poco più di un anno, si sono rivolte circa 4,4 mila persone, soprattutto italiani. Anche a Savona la risposta è stata sorprendente con quasi 2 mila richieste.
Medici volontari. Nascendo senza fini di lucro, nelle strutture esercitano medici volontari che accettano compensi minimi, a volte puramente simbolici, per mettere a disposizione le loro cure. "È successo - continua Nesci - che il personale abbia operato pazienti particolarmente indigenti gratuitamente". Ma a fronte di una domanda crescente, è difficile accontentare tutti. "C'è sempre più bisogno - sottolinea Carlo Michele Izzo, responsabile del centro di solidarietà San Martino - ma le nostre disponibilità sono limitate. Non riusciremo a curare più di quanto non facciamo oggi".
Sempre più gli italiani che si rivolgono ai centri. La maggior parte degli ambulatori sociali è nata per curare soprattutto stranieri e senza tetto, ma nell'ultimo anno è cresciuto esponenzialmente il numero degli italiani che hanno chiesto di essere curati negli ambulatori. Con il 47% di nuovi poveri in più rispetto al 2010, non stupisce l'aumento della richiesta di cure sociali. "I destinatari dei nostri servizi - dice Nesci - sono le categorie più deboli che hanno difficilmente accesso al Ssn. Si rivolgono a noi soprattutto i pensionati e perone con redditi da lavoro dipendente molto basso".
Gli ambulatori in Italia. Per ora la realtà delle cure sociali è diffusa soprattutto nel nord e centro Italia. A Milano, città che ha dato vita all'idea della cura sostenibile, hanno sede due strutture. Il "Fratelli di San Francesco" e il "Centro solidarietà San Martino". In entrambi i casi le cure più richieste riguardano l'odontoiatria, ma largo spazio è dato anche alla medicina generale. A Roma ci sono "l'ambulatorio odontoiatrico dei Comboniani", Anteas di Centocelle e il camper del Medu (Medici per i diritti umani) una struttura mobile che va dalla capitale a Firenze e si occupa principalmente delle persone senza fissa dimora. Più recenti sono i centri di "San Giorgio Bosco" a Padova, l'ambulatorio sociale di Genova e di Savona.
Odontoiatria solidale. Le spese per il dentista di rado godono di esenzioni. Non sorprende che la maggior parte dei pazienti che si rivolgono agli ambulatori sociali richiedono proprio cure odontoiatriche. "Nel 2010 - afferma Marco Nesci, ideatore della Rete sanitaria ambulatori sociali - circa 3 italiani su 5 rinunciavano a curare i denti. Ora la situazione è ancora più grave, più del 70% della popolazione non può permettersi queste spese". All'ambulatorio di Genova, aperto da poco più di un anno, si sono rivolte circa 4,4 mila persone, soprattutto italiani. Anche a Savona la risposta è stata sorprendente con quasi 2 mila richieste.
Medici volontari. Nascendo senza fini di lucro, nelle strutture esercitano medici volontari che accettano compensi minimi, a volte puramente simbolici, per mettere a disposizione le loro cure. "È successo - continua Nesci - che il personale abbia operato pazienti particolarmente indigenti gratuitamente". Ma a fronte di una domanda crescente, è difficile accontentare tutti. "C'è sempre più bisogno - sottolinea Carlo Michele Izzo, responsabile del centro di solidarietà San Martino - ma le nostre disponibilità sono limitate. Non riusciremo a curare più di quanto non facciamo oggi".
Sempre più gli italiani che si rivolgono ai centri. La maggior parte degli ambulatori sociali è nata per curare soprattutto stranieri e senza tetto, ma nell'ultimo anno è cresciuto esponenzialmente il numero degli italiani che hanno chiesto di essere curati negli ambulatori. Con il 47% di nuovi poveri in più rispetto al 2010, non stupisce l'aumento della richiesta di cure sociali. "I destinatari dei nostri servizi - dice Nesci - sono le categorie più deboli che hanno difficilmente accesso al Ssn. Si rivolgono a noi soprattutto i pensionati e perone con redditi da lavoro dipendente molto basso".
Gli ambulatori in Italia. Per ora la realtà delle cure sociali è diffusa soprattutto nel nord e centro Italia. A Milano, città che ha dato vita all'idea della cura sostenibile, hanno sede due strutture. Il "Fratelli di San Francesco" e il "Centro solidarietà San Martino". In entrambi i casi le cure più richieste riguardano l'odontoiatria, ma largo spazio è dato anche alla medicina generale. A Roma ci sono "l'ambulatorio odontoiatrico dei Comboniani", Anteas di Centocelle e il camper del Medu (Medici per i diritti umani) una struttura mobile che va dalla capitale a Firenze e si occupa principalmente delle persone senza fissa dimora. Più recenti sono i centri di "San Giorgio Bosco" a Padova, l'ambulatorio sociale di Genova e di Savona.