Mondo Solidale

Amnesty premia "Lucky devils" al Giffoni film festival: "Sorridere è un diritto"

I bambini delle strade di San Pietroburgo sono i protagonisti del documentario premiato dal festival cinematografico. Il riconoscimento della Ong va anche al cortometraggio "Piume" di Adriano Giotti

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ROMA -  È "Lucky Devils" di Verena Endtner il film vincitore dell'undicesima edizione del premio "Amnesty Giffoni Film Festival". A scegliere il lungometraggio che ha meglio affrontato e rappresentato il tema dei diritti umani è stata una giuria di soci e sostenitori di Amnesty International campani. "Lucky Devils  -  afferma la giuria -  ci dimostra ancora una volta come l'arte e la cultura possano svolgere un ruolo fondamentale e più incisivo della stessa politica nel progresso reale di una nazione. I bambini di San Pietroburgo ritrovano nel circo Upsala il diritto di sperare e sorridere, forse il vero primo e fondamentale diritto umano".

Un viaggio negli slum russi. Il documentario di Verena Endtner, regista svizzera classe 1973, racconta la storia dell'Upsala Circus, un'organizzazione che raccoglie i bambini dalle strade di San Pietroburgo e offre loro un'alternativa allo squallore che sfocia spesso in criminalità e violenze. I protagonisti del film sono Larissa, direttrice del circo, l'astro nascente Danja di sei anni, Misha, l'eterno ragazzo di strada Nastya e l'inquieto Igor, la cui madre sola deve mantenere quattro figli tra stenti e privazioni. "Con la selezione dei nostri protagonisti  -  afferma Verena Endtner -  abbiamo cercato di rappresentare la più ampia gamma di bambini socialmente vulnerabili. Il destino di molti non sarebbe stato lo stesso senza l'Upsala. Se Mischa non fosse stato scoperto dal circo, probabilmente oggi vivrebbe ancora per strada".

L'ottimismo della strada. Il film mostra che con costanza e forza di volontà quasi tutto è possibile. Il motto della scuola circense è: "Dove c'è la volontà, c'è una strada anche se si dovranno fare deviazioni". "Quello che mi affascina di più dell'Upsala Circus  -  afferma la regista -  è la volontà di rendere possibile l'impossibile attraverso la comprensione di se stessi. Il circo è sopravvissuto dieci anni cambiando e rinnovandosi, rischiando di chiudere e poi riprendendosi. E questo atteggiamento lo vedo anche nei nostri protagonisti impegnati in una battaglia costante per una vita migliore. Spesso per loro l'Upsala diventa un'ancora di salvezza".

Il coraggio dei buoni. Premiato dalla sezione italiana di Amnesty International anche "Piume" di Adriano Giotti con il riconoscimento Amnesty Corto Giffoni Film Festival. Il corto è stato scelto dalla giuria "per la capacità di descrivere con poesia le forme inaspettate con cui il coraggio dei buoni può emergere anche nelle condizioni di vita più frustranti. Per il lieto fine realistico, che ci ricorda che l'umanità degli ultimi è più forte degli schemi sociali su cui affonda le proprie radici il razzismo". Il corto racconta la storia di Samuele che per lavoro uccide polli. Ha poco più di trent'anni ed è l'unico italiano che lavora in quel settore della grande azienda alimentare. Di quel lavoro che disprezza ha un bisogno disperato  per mantenere il figlio di 6 anni Elvis. Il protagonista odia gli stranieri, ma le cose cambiano quando un n giovane collega senegalese gli salva la vita dando vita a un excursus interiore che porterà Samuele a cambiare il proprio punto di vista.