TRAPANI - Cammini per chilometri e vedi soltanto distese di olivi. Lì, chinati per ore e ore, ci sono centinaia e centinaia di migranti che lavorano per pochi euro. Campobello di Mazara, nel Trapanese, è una delle mete dei tanti stagionali che girano l'Italia: Foggia, Rosarno, Caserta, Pachino. Qui, un ex oleificio confiscato ai fratelli Indelicato, prestanome del boss Francesco Luppino, è diventato un campo di accoglienza grazie a Libera, Liberofuturo, Libertarea e alla Croce Rossa. "Non potevamo far finta di niente - spiega Salvatore Inguì, coordinatore di Libera Trapani - Fino all'anno scorso li vedevamo vivere in condizioni inumane, senza acqua, gas, elettricita. Erano ai marigini della città e questo creava anche tensioni con i cittadini".
Il centro "Ciao Ousmane". In questa struttura, al momento, dormono 500 migranti. Ognuno ha portato qualcosa: chi le docce, chi la luce, chi le coperte. "Abbiamo speso soltanto 5mila euro. Ci vuole poco per dare un po' di umanità", spiega Inguì. In questa zona lavorano anche mille migranti: arrivano dal Senegal, dal Sudan, dalla Tunisia, dal Marocco. Vengono pagati 3 euro e 50 centisimi a cassetta, tante ore per pochi euro. Il centro lo hanno chiamato "Ciao Ousmane". Ousmane, come il ragazzo di 25 anni che, tra queste campagne, perse la vita nell'ottobre dell'anno scorso. Fu ucciso dall'esplosione di una bombola del gas, mentre riscaldava un pentolino d'acqua. Tra pochi giorni la stagione finirà e i migranti partiranno verso una nuova meta. "E' stata proprio una bella esperienza", conclude Inguì.