Mondo Solidale

Cinema, l'Africa al festival di Verona: nuove identità e moderne mescolanze

La rassegna dei cineasti africani che operano fuori dai confini nazionali, una galleria di opere "afropolitane" al centro di questa edizione

1 minuti di lettura

VERONA
- A Verona, ritorna il Festival del Cinema Africano, arrivato alla sua trentaquattresima edizione e porta sugli schermi, fino al 16 novembre, le ricche produzioni di quei registri africani polivalenti, "afropolitani" per definizione, nuove identità sinonimo di moderne mescolanze tra linguaggi e culture.

New waves. Sono 32 i film in concorso per dieci giorni all'insegna dell'Africa e ad arricchire il programma anche proiezioni, incontri, mostre e teatro. L'appuntamento organizzato dal Centro Missionario Diocesano, Progetto Mondo Mlal, Fondazione Nigrizia e la Pia Società di don Nicola Mazza quest'anno è dedicato al tema delle produzioni innovative, dove i vari stili e le culture, s'intrecciano per tentare di oltrepassare i "confini" del linguaggio cinematografico. Influenzati dai propri percorsi artistici e personali, i giovani realizzatori africani arricchiscono di elementi creativi i racconti delle vicende politiche che hanno segnato la storia dei loro paesi d'origine. Cedric Ido, regista burkinabè ospite al Festival con il suo cortometraggio Twaaga commenta: "nelle mie produzioni mescolo la simbologia tradizionale con quella moderna. M'ispiro alla mia esperienza tra le due culture in cui sono cresciuto e racconto per immagini qualcosa di personale; lo faccio utilizzando diversi stili e linguaggi creativi".

Le sezioni del festival. Diverse le contaminazioni cinematografiche, che prendono forma nei lungometraggi e cortometraggi di recente produzione africana presentati nelle sezioni Panoramafrica e Africa short. Da Nairobi a New York, da Toronto a Londra per ritornare a Dakar, i giovani talenti del cinema sono capaci di parlare dei mille volti dell'Africa e di esprimersi attraverso un'immagine a volte sperimentale. Non può mancare il racconto della migrazione, del viaggio e della diaspora che trova spazio nella sezione Viaggiatori & Migranti, aperta a registi di diverse nazionalità, molti dei quali di seconda generazione.

Oltre il cinema. In mostra al museo africano di Verona il foto racconto Je Reviens, un percorso a ritroso sulle rotte dei migranti attraverso Tunisia, Libia, Niger e Costa d'Avorio. Un'altra mostra interattiva omaggia Nelson Mandela e la sua visione di coraggio e perseveranza nella lotta contro l'apartheid in Sud Africa. ll progetto Mandela 27 si compone anche di un game interattivo e riproduce una  cella di Robben Island, in cui Mandela ha passato i suoi vent'anni di reclusione.

A scuola di cinema. Il festival continua anche nelle scuole e sono quest'anno più di 5000 gli studenti tra Verona e provincia a partecipare. Le molte realtà dell'Africa sono raccontate anche attraverso la locandina, l'immagine che arriva da Hulele in Monzambico è stata prodotta dal laboratorio di comunicazione realizzato grazie al progetto Mamma Discarica. Attraverso le sue mille pulsioni, il grande continente si racconta ed evolve, utilizza il cinema, l'arte e la cultura.