ROMA - Cosa si intende per filosofia africana? Quali sono i pensatori più importanti che animano il dibattito filosofico nel continente africano? Quali le correnti di pensiero più diffuse o quelle più criticate? Domande alle quali i nostri studenti (e nella maggior parte dei casi anche i nostri studiosi) di filosofia difficilmente saprebbero rispondere. Perché per secoli il continente africano è stato ritenuto un immenso territorio completamente sterile alla possibilità che vi germogliasse qualcosa di anche lontanamente paragonabile alla storia del pensiero filosofico occidentale. E perché qualsiasi tradizione di studi o di pensiero ne fosse emersa, poteva essere soltanto il frutto di una "emulazione" nei confronti dell'Occidente, oppure espressione di un mondo tradizionale, fatto di miti e credenze, buono per essere studiato dagli antropologi, ma di sicuro non tale da essere considerato un interlocutore valido dal pensiero Occidentale.
Tradizioni millenarie. Eppure il continente africano ha espresso per millenni tradizioni di studi e di pensiero che hanno proliferato all'ombra di grandi civiltà (da quella egiziana all'impero etiopico) e che non erano sconosciute a molti dei pensatori che avrebbero gettato le basi per il pensiero filosofico occidentale, a partire da quelli greci. Tradizioni oscurate e svilite da secoli di dominio coloniale, che solo nella confusa epoca postcoloniale stanno trovando un posto nel panorama degli studi filosofici.
L'incontro. La libreria GRIOT vuole proporre - domenica 23 alle 18.30, nella sua sede di via Santa Cecilia 1/A, a Trastevere - un incontro-seminario sulla filosofia africana, durante il quale si affronteranno alcune questioni cruciali, prima fra tutte quella relativa alla definizione stessa di questo ambito di pensiero. Si parlerà dei numerosi intellettuali che da decenni hanno contribuito ad animare questo dibattito, dalle Accademie continentali e da quelle occidentali, e dei principali nodi teorici attorno ai quali il dibattito filosofico africano si è concentrato. Ad animare l'incontro ci saranno Benedetta Lanfranchi, studiosa e docente di filosofia africana presso la SOAS di Londra, e Filomeno Lopes, filosofo e giornalista originario della Guinea Bissau e da anni residente in Italia.
Tradizioni millenarie. Eppure il continente africano ha espresso per millenni tradizioni di studi e di pensiero che hanno proliferato all'ombra di grandi civiltà (da quella egiziana all'impero etiopico) e che non erano sconosciute a molti dei pensatori che avrebbero gettato le basi per il pensiero filosofico occidentale, a partire da quelli greci. Tradizioni oscurate e svilite da secoli di dominio coloniale, che solo nella confusa epoca postcoloniale stanno trovando un posto nel panorama degli studi filosofici.
L'incontro. La libreria GRIOT vuole proporre - domenica 23 alle 18.30, nella sua sede di via Santa Cecilia 1/A, a Trastevere - un incontro-seminario sulla filosofia africana, durante il quale si affronteranno alcune questioni cruciali, prima fra tutte quella relativa alla definizione stessa di questo ambito di pensiero. Si parlerà dei numerosi intellettuali che da decenni hanno contribuito ad animare questo dibattito, dalle Accademie continentali e da quelle occidentali, e dei principali nodi teorici attorno ai quali il dibattito filosofico africano si è concentrato. Ad animare l'incontro ci saranno Benedetta Lanfranchi, studiosa e docente di filosofia africana presso la SOAS di Londra, e Filomeno Lopes, filosofo e giornalista originario della Guinea Bissau e da anni residente in Italia.