Mondo Solidale

Vestiti ritrovati: abiti pensati e cuciti per il disagio, belli comodi, eleganti

Hanno sfilato a Villa Lais, a Roma, come realizzazione della prima tappa di un progetto più ampio volto all'inclusione socio-lavorativa di portatori di patologie psichiche e fisiche. Un modo di prendersi cura del disagio, a testimoniare che integrazione vuol dire inserimento reale e lavoro come vera e propria impresa

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ROMA
- Abiti belli, comodi, eleganti. Perché no, se a indossarli sono persone con disabilità fisica, temporanea o permanente, quando il corpo comunque conserva inalterata la sua dignità e quindi la sua esigenza di bellezza? E perché no, quando a disegnare, tagliare, cucire questi abiti sono un gruppo di donne intelligenti e fantasiose che nel lavoro creativo e artigianale hanno trovato la forza di uscire dalla malattia psichica o di renderla meno intrusiva, in nome di una salute mentale intesa non come obiettivo sempre procrastinabile ma come conquista? Pensati per chi vive in carrozzina, o per chi ha problemi articolari, per persone con temporanee immobilità o avanti con gli anni o che fanno fatica ad indossare gli abiti generalmente proposti dal mercato,
La sfilata. I vestiti ritrovati hanno sfilato a Villa Lais, a Roma, come realizzazione della prima tappa di un progetto più ampio volto all'inclusione socio-lavorativa di portatori di patologie psichiche e fisiche. Un modo di prendersi cura e non solo di prendere in cura il disagio, a testimoniare che integrazione vuol dire inserimento reale attraverso il lavoro inteso come vera e propria  impresa.

A colpi di creatività. A fare da capofila a questa iniziativa, il laboratorio Lakruna e l'Associazione di volontariato Immensa.. Mente, assieme al Consorzio Sol. Co. (Solidarietà e Cooperazione ONLUS). Le sarte del laboratorio, attivo dal 2011, sono 6, di cui 4 utenti in cura presso il Centro di Salute Mentale del Municipio. Queste sarte esperte hanno avuto la volontà di trasformare l'attività di sartoria, svolta per anni nel Centro Diurno Sperimentale "Gattamelata" come forma di terapia dei problemi psichici e di valorizzazione dei talenti, in una vera e propria impresa, in forma di cooperativa sociale di tipo "B", che ha permesso loro di aprire un laboratorio e proporre sul mercato i propri prodotti artigianali e la propria creatività, in nome dell'autonomia economica e della realizzazione personale. Il processo di start up dell'attività del Laboratorio è stato possibile anche grazie al finanziamento dell'Assessorato Promozione dei Servizi Sociali e della Salute di Roma Capitale e dal sostegno di BIC Lazio. L'associazione Immensa Mente che affianca il progetto, nasce invece sin dal 2006 da un gruppo di auto mutuo aiuto (a. m. a.) per l'applicazione della legge 180 (Basaglia), intesa come progetto di integrazione del malato psichico nella società.

Un designer che pensa anche a i più deboli. Le sarte di "Lakruna" sono coordinate e guidate, da due mesi, dal designer di moda Massimo Falegnami, che ha lavorato con i più grandi nomi italiani ed esteri: "Qualche anno fa - spiega lo stilista - abbiamo fatto un progetto di abiti dal design moderno, realizzati applicando opportuni interventi sartoriali, come aperture particolari, pensati per chi ha problemi motori o articolari, realizzati su misura e facilmente indossabili. Ma che guardino anche al discorso moda e stile". La collezione realizzata comprende vari capi, sia estivi sia invernali, che conservano le qualità di linea e di colore. Secondo lo stilista infatti, le persone con disabilità costituiscono un'ampia fetta del mercato della moda a cui occorre prestare ascolto.

Il finanziamento della Provincia di Roma. Questa prima produzione è intesa quindi come progetto pilota da cui partire per strutturare una vera e propria iniziativa imprenditoriale volta alla realizzazione di una linea di prodotti dedicati alla moda e al disagio fisico. A rendere possibile questa prima fase del progetto è stato anche il finanziamento della provincia di Roma, che ha permesso di organizzare una rete con altri quattro laboratori di sartoria dei Centri diurni preformativi della Salute Mentale presenti nel territorio cittadino coordinati dal Laboratorio Lakruna. Questi centri, sotto la guida esperta dei loro maestri d'arte, hanno lavorato insieme e realizzato 6 prototipi di abito: 4 soluzioni donna (giovane, sportiva, elegante), 2 soluzioni uomo (sportivo e elegante). Molte delle sarte coinvolte hanno anni di esperienza pregressa in atelier e maison di sartorie di vario livello.

Non un mondo a parte ma parte del mondo. "La disabilità - afferma la deputata PD Ileana Argentin presente all'evento - non è un mondo a parte, ma fa parte del mondo: per questo ai disabili va garantita una vita uguale agli altri senza tralasciare aspetti importanti come quello della moda e dell'estetica"."Una delle battaglie che combatto da sempre", ha aggiunto, "è proprio quella contro le barriere culturali: per questo spero che questa iniziativa desti il giusto interesse e metta in moto anche sinergie nel mondo della moda. Insomma, che sia solo l'inizio di un percorso verso un futuro dove la diversità non è un limite ma un orizzonte pieno di opportunità".

La serata di presentazione. Ha visto numerosi ospiti, oltre a Ileana Argentin, Tiziana Biolghini (dirigente dell'area Impresa sociale e servizio civile della regione Lazio) e Luca Panichi, che anche dopo un incidente in bici, continua con la sua carrozzina a scalare salite e piste anche al Giro d'Italia professionisti. Parteciperanno anche i presidenti delle associazioni e delle cooperative coinvolte nel progetto, oltre a rappresentanti delle istituzioni.