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Nepal, Sanduk Ruit "Dio degli occhi" che ha salvato la vista a migliaia di persone

Le cronache delle sue gesta parlano della sua voglia di diventare medico nonostante le umili origini in un remoto villaggio dell'Himalaya, sorta dopo la precoce morte di una sorellina malata di diabete. Ma saranno gli occhi ai quali dedicherà la sua massima attenzione, scoprendo la tecnica di un tipo di incisione minima che permette di inserire una retina artificiale che costa tre dollari e mezzo contro i 30 e passa del prodotto realizzato nei laboratori specializzati di tutto il mondo. Come ogni impresa eroica non è stata priva di ostacoli

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KATMANDU
- In Nepal lo chiamano da tempo "il dio degli occhi", perché ha ridato la vista a chi non avrebbe mai più potuto guardare il mondo. Spesso per una semplice cataratta. Da quando ha cominciato la sua missione, Sanduk Ruit, 59 anni, ha operato gratuitamente, o a costi irrisori 100mila donne, vecchi e bambini. Già, perché in molti Paesi la perdita della vista colpisce anche in tenerà età, per malattie congenite acquisite da madri denutrite o per l'esposizione eccessiva ai raggi del sole in altitudine, come nel Nepal dov'è cominciato il lavoro di Sanduk.

Il remoto villaggio dell'Himalaya
. Narrano le cronache delle sue gesta, ormai immortalate da numerosi documentari, l'ultimo su Al Jazeera, che l'ispirazione a diventare medico nonostante le umili origini in un remoto villaggio dell'Himalaya, sia venuta dalla precoce morte di una sorellina malata di diabete. Ma saranno gli occhi ai quali dedicherà la sua massima attenzione, scoprendo la tecnica di un tipo di incisione minima che permette di inserire una retina artificiale che costa tre dollari e mezzo contro i 30 e passa del prodotto realizzato nei laboratori specializzati di tutto il mondo. Come ogni impresa eroica non è stata priva di ostacoli, frapposti dai baroni della medicina mondiale che agli esordi nel 1994 lo hanno accusato di praticare un'operazione troppo rischiosa costringendolo ad agire clandestinamente per diversi mesi. Ma i risultati del suo lavoro nei villaggi rurali del Nepal ha divelto ogni barriera burocratica e commerciale, e il dio degli occhi ha iniziato a insegnare ciò che sapeva ad altri chirurghi e studenti di medicina, trasportando il modello di intervento del suo Tilganga Eye Center in altri continenti e villaggi di ciechi per povertà.

Trattato da eroe nazionale. Come avevano fatto National Geographic e Bbc, anche Al Jazeera ha mostrato gli attimi in cui i pazienti del dottor Sanduk sono tornati a vedere. "Quanta gente c'è attorno", esclama una vecchia resa libera dalla schiavituà di starsene chiusa in casa senza poter far niente. "Adesso posso tornare nei campi", grida con l'entusiasmo di una bambina alla quale hanno regalato il giocattolo più bello del mondo. Le stesse scene, certamente non preparate ad arte per le telecamere, si sono ripetute in un villaggio delle coste indonesiane, dove le operazioni di Sanduk fanno accorrere centinaia di ciechi per indigenza che possono sperare in quella definita da molti pazienti "una seconda rinascita". Ma lui o i team di medici addestrati con la sua tecnica, operano ormai in Bhutan, Cina, Myanmar, in India e perfino in Nord Korea, dove viene trattato come un eroe nazionale e lodato dai massimi leader solitamente parchi di complimenti.

A causa di una banale infezione. Dei 39 milioni di ciechi del mondo censiti dall'Organizzazione mondiale della Sanità, il 90 per cento vive in regioni a basso reddito, e l'80 per cento di queste persone soffre di disturbi curabili. Ma quando ha fondato Tilganga grazie al supporto dell'oftalmologo australiano Fred Hollows e di sua moglie Nanda, il medico non aveva bisogno di leggere statistiche per realizzare la portata del fenomeno, specialmente nelle regioni rurali prive di strutture sanitarie degne di questo nome, dove - a parte la cataratta - una comune infezione curabile rende ciechi per sempre migliaia e migliaia di esseri umani. Sanduk veniva dalle stesse regioni, e conosceva i problemi dell'isolamento e dell'ignoranza. Per questo da più di venti anni cammina anche a piedi per raggiungere i villaggi dove la gente non ha modo nemmeno di spostarsi a valle per non abbandonare animali e disabili, o attraversa in auto centinaia di chilometri di strade sconnesse fino ai centri dove allestirà le sue sale operatorie da campo. In fondo, una volta sul posto e disposta l'attrezzatura, bastano cinque minuti di intervento per ridare la vista, e, talvolta, la felicità.