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CaroAnto, dove la disabilità è davvero un problema collettivo

L'associazione CaroAnto si occupa da anni di qualsiasi forma di disabilità, ma anche delle conseguenze che tale handicap crea all'interno della famiglia, coinvolta tutta nella difficoltà. Domenica 11, a Roma, un incontro affronta la questione in modo ampio e in cerca di soluzioni comuni  
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ROMA - In Italia i disabili in famiglia sono circa 3 milioni, pari al 5% della popolazione. La nascita di un figlio portatore di handicap porta con sé un carico di sofferenza che condiziona tutte le dinamiche familiari. In questa contesto, i fratelli sani sono costretti a compromessi difficili. Spesso obbligati a gestire violenti conflitti interni: gelosia, rabbia, paura, unite a un legame intenso verso il fratello disabile.  L'Associazione CaroAnto pensa anche a loro: un lavoro di anni con e per i disabili, le loro famiglie, i loro fratelli. E l'11 ottobre celebra la disabilità familiare in un convegno.

Il metodo CaroAnto. Esistono fondazioni, corsi e metodi di aiuto per le famiglie, intese in senso lato o, più specificamente, per i genitori. Ma i fratelli delle persone disabili vengono inglobati in generiche forme di soccorso e non è facile conoscere specifici centri d'aiuto per queste persone, che hanno particolari e precise difficolt&a…
ROMA - In Italia i disabili in famiglia sono circa 3 milioni, pari al 5% della popolazione. La nascita di un figlio portatore di handicap porta con sé un carico di sofferenza che condiziona tutte le dinamiche familiari. In questa contesto, i fratelli sani sono costretti a compromessi difficili. Spesso obbligati a gestire violenti conflitti interni: gelosia, rabbia, paura, unite a un legame intenso verso il fratello disabile.  L'Associazione CaroAnto pensa anche a loro: un lavoro di anni con e per i disabili, le loro famiglie, i loro fratelli. E l'11 ottobre celebra la disabilità familiare in un convegno.

Il metodo CaroAnto. Esistono fondazioni, corsi e metodi di aiuto per le famiglie, intese in senso lato o, più specificamente, per i genitori. Ma i fratelli delle persone disabili vengono inglobati in generiche forme di soccorso e non è facile conoscere specifici centri d'aiuto per queste persone, che hanno particolari e precise difficoltà, condivisibili spesso  soltanto con altri fratelli di portatori di handicap. E invece, tra i più interessanti, si sta diffondendo, a Roma e non solo,  il metodo CaroAnto,  nato con lo scopo di  osservare, ascoltare, venire in soccorso dei disagi dei disabili, dei loro famigliari e dei loro fratelli, figli anche loro, ma fatalmente messi in secondo piano.

Dare una forma alla disabilità. Il CaroAnto Studio è un centro di potenziamento emotivo; svolge sessioni di sostegno familiare in presenza di disabili e presto sarà un centro di formazione per educatori e altre figure professionali. Carolina Amelio, la fondatrice, laureata in Psicologia presso l'Università Hunter College di New York, ha conseguito la specializzazione in Psicologia clinica al City College University di New York e fa consulenze di sostegno individuale, familiare e di gruppo.
Dal 2012 effettua valutazioni psicologiche, potenziamento emotivo e cognitivo del disabile e sostegno familiare. Promuove incontri per genitori di "diversamente abili" e corsi di formazione per educatori negli Stati Uniti e in Italia.

La paura di aver paura. "A noi, fratelli di ragazzi disabili, viene spesso dato fin da piccoli un ruolo adulto, il che crea involontariamente molte paure e preoccupazioni - spiega la psicologa Carolina Amelio, lei stessa sorella di un ragazzo disabile - Spesso abbiamo paura di causare ancora più problemi in una famiglia già enormemente preoccupata; così, tentando di essere maturi a un'età troppo giovane, rischiamo di diventare degli adulti difficili. Cerchiamo di accelerare il processo naturale di crescita e, anche quando abbiamo dei genitori che ci amano e rispettano, le nostre paure e le nostre preoccupazioni persistono. Cresciamo avendo i nostri fratelli costantemente in mente".

Uno squarcio di possibilità. "Il CaroAnto Method è importante per noi fratelli e per tutta la famiglia - racconta Francesca Burlando, 13 anni, sorella di un bimbo di 9 anni con la sindrome di Down -  Al centro del metodo c'è l'intera famiglia, le dinamiche che si creano quando nasce un figlio disabile. E ci siamo noi fratelli, lasciati un po' indietro per le preoccupazioni date dalla disabilita.  Con CaroAnto ci vengono riconosciute le nostre emozioni, il nostro vissuto, le preoccupazioni. É stimolante trovarsi con gli altri fratelli, confrontarsi con loro e raccontarsi. Non c' è nulla di simile e non ti sentì solo". I
 genitori sono spesso sostenuti da psicologi, neurologi e psichiatri che dovranno pagare di tasca propria, dal momento che lo Stato non dà quasi alcun aiuto a queste famiglie.  E intanto, spesso accade che i fratelli dei figli con handicap, accumulino rinunce, imbarazzi, sensi di colpa, fatali per le loro vite future.

Il metodo CaroAnto per capire e proteggere. Facilitare l'introspezione personale, le relazioni tra fratelli e le dinamiche familiari in presenza di un diversamente abile: questi gli scopi dell'associazione, i cui corsi sono divisi tra genitori e fratelli "normali". Per i genitori, il percorso studiato da Carolina Amelio è capire, individuare e proteggere. Capire le dinamiche emotive e  di relazione tra i figli non disabili rispetto ai fratelli con disabilità. Individuare i bisogni di ogni membro della famiglia, tenendo conto del ruolo che questo ricopre all'interno della stessa. Proteggere i genitori, affinché imparino a scegliere un sostegno adeguato per dare spazio alle loro emozioni e per affrontare con consapevolezza il mondo esterno;  proteggere anche i figli non disabili, insegnando loro a sostenere lo sguardo, a volte indiscreto e indagatore, del mondo, su di loro.

Per affrontare il problema. A Roma, l'11 ottobre, al Parco Appia Antica in Via Appia 42, si tiene un così detto workshop, per capire la disabilità e la personalità del figlio disabile;  conoscere l'importanza di ogni terapia comprese terapie e attività inusuali;  confrontare pensieri e paure di chi vive malesseri fisici e mentali (tutti i familiari); cercare  soluzioni. Il convegno riflette sul futuro dei disabili e delle loro famiglie e possono partecipare genitori e fratelli, tutti assieme, a partire dai 13 anni di età. Durante il dibattito,  i figli e fratelli più piccoli (disabili e non) possono giocare con i volontari nel Parco dell'Appia antica: due animatori li intrattengono con il teatrino dei burattini. Non è necessaria la presenza di tutta la famiglia: quest' incontro vuole dare ai fratelli sani l'opportunità di guardare al futuro con occhi meno "spaventati". Lo spazio in cui si svolge il convegno non ha barriere architettoniche.

Per informazioni:  Chiara Zanini; chiara.zanini71@gmail.com - (+39) 329 606 3253