FANO - L'Arica Chiama Onlus annuncia le date del prossimo corso di preparazione al volontariato internazionale in Africa, un periodo di preparazione che l'associazione organizza due volte ogni anno, destinato a tutti coloro i quali desiderano svolgere un'esperienza conoscitiva in Kenya, Tanzania e Zambia. Il corso si svolgerà da venerdì 6 a domenica 8 novembre, presso l'Eremo di Montegiove, a Fano. Chiunque sia interessato a partecipare può richiedere la scheda d'iscrizione ed il programma scrivendo a [email protected], o telefonando allo 0721.865159. Sarà possibile accogliere un numero massimo di 30 partecipanti.
Ma non solo esperienze all'estero. Il corso, che si svolgerà "in modalità residenziale", non è destinato esclusivamente a chi voglia intraprendere un'esperienza di volontariato all'estero, ma a tutti coloro i quali vogliano scavare più a fondo nei meccanismi che generano povertà e sottosviluppo: dall'ingiustizia sociale alla crisi finanziaria, dalla migrazione alla globalizzazione, dagli squilibri nord-sud del mondo, alle lacune dell'informazione mediatica, passando per proposte su nuovi stili di vita sostenibili ed educazione alla mondialità.
In 15 anni sono partite oltre 200 persone. E poi, ovviamente, si parla di Africa, dei progetti de L'Africa Chiama e del viaggio nei suoi aspetti pratici e meno pratici. Un viaggio che è innanzitutto dentro ciascuno dei corsisti, prima di essere intercontinentale e che, come si avverte ai partecipanti, "non inizia e non finisce con un volo aereo". Nei quindici anni di attività dell'associazione, sono partite oltre 200 persone, di ogni età e di ogni provenienza geografica: ciascuna di loro ha toccato con mano una realtà profondamente complessa ed ha vissuto sulla propria pelle, spesso rimanendone sbigottito, i contrasti e le contraddizioni di una terra affascinante e problematica.
Come nasce L'Africa Chiama Onlus. Ancora prima di costituire l'Associazione - si legge sul sito dell'organizzazione di volontari - dal 1990 un gruppo di famiglie di Fano decisero di aprire le proprie case ad una quindicina di bambini e ragazzi zambiani, affetti da malformazioni fisiche o da gravi malattie cardiache. Per lunghi periodi (da 6 mesi a 2 anni) sono stati ospitati a Fano per essere sottoposti a delicati interventi chirurgici e tutti sono potuti tornare nel loro paese guariti, o comunque in condizioni decisamente migliori.
Ma non solo esperienze all'estero. Il corso, che si svolgerà "in modalità residenziale", non è destinato esclusivamente a chi voglia intraprendere un'esperienza di volontariato all'estero, ma a tutti coloro i quali vogliano scavare più a fondo nei meccanismi che generano povertà e sottosviluppo: dall'ingiustizia sociale alla crisi finanziaria, dalla migrazione alla globalizzazione, dagli squilibri nord-sud del mondo, alle lacune dell'informazione mediatica, passando per proposte su nuovi stili di vita sostenibili ed educazione alla mondialità.
In 15 anni sono partite oltre 200 persone. E poi, ovviamente, si parla di Africa, dei progetti de L'Africa Chiama e del viaggio nei suoi aspetti pratici e meno pratici. Un viaggio che è innanzitutto dentro ciascuno dei corsisti, prima di essere intercontinentale e che, come si avverte ai partecipanti, "non inizia e non finisce con un volo aereo". Nei quindici anni di attività dell'associazione, sono partite oltre 200 persone, di ogni età e di ogni provenienza geografica: ciascuna di loro ha toccato con mano una realtà profondamente complessa ed ha vissuto sulla propria pelle, spesso rimanendone sbigottito, i contrasti e le contraddizioni di una terra affascinante e problematica.
Come nasce L'Africa Chiama Onlus. Ancora prima di costituire l'Associazione - si legge sul sito dell'organizzazione di volontari - dal 1990 un gruppo di famiglie di Fano decisero di aprire le proprie case ad una quindicina di bambini e ragazzi zambiani, affetti da malformazioni fisiche o da gravi malattie cardiache. Per lunghi periodi (da 6 mesi a 2 anni) sono stati ospitati a Fano per essere sottoposti a delicati interventi chirurgici e tutti sono potuti tornare nel loro paese guariti, o comunque in condizioni decisamente migliori.