ROMA - Trasformare il simbolo della guerra nel simbolo della bellezza femminile: è quello che sta accadendo in Francia, nello stabilimento Akt, dove fucili e mitragliatrici recuperati nei Paesi in guerra prendono nuova vita. Diventano gioielli da indossare per aiutare Emergency. Un'idea solidale e originale, con un valore aggiunto: lo strumento di morte diventa non solo strumento di bellezza ma anche di solidarietà per salvare delle vite sostenendo team medici in Afghanistan, dove 40 anni di conflitto hanno causato un milione e mezzo di morti e quattro milioni di profughi.
Come funziona la rinascita. E'davvero un concetto di rinascita la base della trasformazione fisica del più orribile strumento mai creato dall'uomo. I passaggi sono i seguenti: la fondazione svizzera per la lotta contro le mine raccoglie e distrugge le armi nei Paesi dilaniati dalla guerra, come l'Afghanistan, il Sudan, il Tagikistan. Una volta recuperato il "materiale", lo spedisce nello stabilimento francese di Akt, che si trova vicino Ginevra. Da lì, il metallo viene poi trasportato nel laboratorio dei materiali della Scuola Nazionale di Arti e Mestieri che ha sede nell'Abbazia di Cluny in Borgogna dove la materia prima delle armi viene trasformata in un metallo adatto a creare gioielli, disegnati a Parigi e creati in un laboratorio nel sud della Francia.
La prima collezione. E'stata la designer Delphine Nardin a realizzarla, utilizzando le armi raccolte in Tagikistan, ex zona di guerra. Dodici modelli unisex - bracciali, anelli e collane - tutti realizzati a mano. Testimonial Elisa Provaso, modella, blogger e attivista per l'Anlaids. Madrina, Alena Seredova.
"Mettete dei fiori nei vostri cannoni". Lo diceva una vecchia canzone: in un certo senso, sta accadendo. "Ogni volta che uno dei gioielli della collezione viene acquistato, una persona ferita da un'arma può essere salvato da gruppi di medici di Gino Strada", annuncia Akt. Ogni gioiello venduto include infatti una donazione per finanziare il lavoro di una èquipe medica per le vittime della guerra e delle mine antiuomo in Afghanistan. Akt ha appena iniziato un intervento a sostegno delle attività umanitarie di Emergency che dal 1999 ad oggi ha curato in Afghanistan più di quattro milioni e mezzo di persone e che sta ora costruendo un nuovo centro di maternità ad Anabah, dedicato a Valeria Solesin, la ragazza vittima dell'attentato di Parigi.
Come funziona la rinascita. E'davvero un concetto di rinascita la base della trasformazione fisica del più orribile strumento mai creato dall'uomo. I passaggi sono i seguenti: la fondazione svizzera per la lotta contro le mine raccoglie e distrugge le armi nei Paesi dilaniati dalla guerra, come l'Afghanistan, il Sudan, il Tagikistan. Una volta recuperato il "materiale", lo spedisce nello stabilimento francese di Akt, che si trova vicino Ginevra. Da lì, il metallo viene poi trasportato nel laboratorio dei materiali della Scuola Nazionale di Arti e Mestieri che ha sede nell'Abbazia di Cluny in Borgogna dove la materia prima delle armi viene trasformata in un metallo adatto a creare gioielli, disegnati a Parigi e creati in un laboratorio nel sud della Francia.
La prima collezione. E'stata la designer Delphine Nardin a realizzarla, utilizzando le armi raccolte in Tagikistan, ex zona di guerra. Dodici modelli unisex - bracciali, anelli e collane - tutti realizzati a mano. Testimonial Elisa Provaso, modella, blogger e attivista per l'Anlaids. Madrina, Alena Seredova.
"Mettete dei fiori nei vostri cannoni". Lo diceva una vecchia canzone: in un certo senso, sta accadendo. "Ogni volta che uno dei gioielli della collezione viene acquistato, una persona ferita da un'arma può essere salvato da gruppi di medici di Gino Strada", annuncia Akt. Ogni gioiello venduto include infatti una donazione per finanziare il lavoro di una èquipe medica per le vittime della guerra e delle mine antiuomo in Afghanistan. Akt ha appena iniziato un intervento a sostegno delle attività umanitarie di Emergency che dal 1999 ad oggi ha curato in Afghanistan più di quattro milioni e mezzo di persone e che sta ora costruendo un nuovo centro di maternità ad Anabah, dedicato a Valeria Solesin, la ragazza vittima dell'attentato di Parigi.