Dove i cani aiutano gli uomini a recuperare la loro autonomia
di ELVIRA NASELLILa mostra fotografica presso WeFood (via della Lega Lombarda 28 a Roma). Anziani fragili, bambini autistici, persone con handicap o con disagio mentale. E, soprattutto loro, i cani, protagonisti delle foto e della vita quotidiana di tante persone
ROMA - Sono sessantadue scatti di un fotografo molto particolare: Alessandro Cerrito, infatti, non è un professionista ma un uomo che, a 39 anni, dopo aver sconfitto un linfoma non Hodgkin, ha deciso di reinventarsi. Ha cominciato a fotografare e ha ripreso a nuotare, finendo nella squadra dell’Aquaniene di Roma. Gli scatti sono esposti in una mostra che inaugurata venerdì 15 aprile a Roma, presso WeFood (via della Lega Lombarda 28). Anziani fragili, bambini autistici, persone con handicap o con disagio mentale. E, soprattutto loro, i cani, protagonisti delle foto e della vita quotidiana di tante persone.
Momenti di intensa comunicazione. Addestrati dall’associazione Aieccs (associazione internazionale educazione cinofila e cani sociali) onlus, e Csen (centro sportivo educativo nazionale) , i cani aiutano gli uomini e le donne a riconquistare piccoli spazi di autonomia, di fiducia verso il mondo. Li aiuta ad aprirsi. Sono foto scattate in belle giornat…
Momenti di intensa comunicazione. Addestrati dall’associazione Aieccs (associazione internazionale educazione cinofila e cani sociali) onlus, e Csen (centro sportivo educativo nazionale) , i cani aiutano gli uomini e le donne a riconquistare piccoli spazi di autonomia, di fiducia verso il mondo. Li aiuta ad aprirsi. Sono foto scattate in belle giornat…
ROMA - Sono sessantadue scatti di un fotografo molto particolare: Alessandro Cerrito, infatti, non è un professionista ma un uomo che, a 39 anni, dopo aver sconfitto un linfoma non Hodgkin, ha deciso di reinventarsi. Ha cominciato a fotografare e ha ripreso a nuotare, finendo nella squadra dell’Aquaniene di Roma. Gli scatti sono esposti in una mostra che inaugurata venerdì 15 aprile a Roma, presso WeFood (via della Lega Lombarda 28). Anziani fragili, bambini autistici, persone con handicap o con disagio mentale. E, soprattutto loro, i cani, protagonisti delle foto e della vita quotidiana di tante persone.
Momenti di intensa comunicazione. Addestrati dall’associazione Aieccs (associazione internazionale educazione cinofila e cani sociali) onlus, e Csen (centro sportivo educativo nazionale) , i cani aiutano gli uomini e le donne a riconquistare piccoli spazi di autonomia, di fiducia verso il mondo. Li aiuta ad aprirsi. Sono foto scattate in belle giornate di sole all’aperto, ma anche nelle stanze di residenze protette o case famiglia. Ci sono momenti di comunicazione intensa e altri di pura gioia. E c’è la foto di una mano che stringe la zampa, a simboleggiare l’assoluta interdipendenza tra cane e uomo. Lo scopo della mostra è di reperire fondi per l’associazione L’Arcobaleno della speranza onlus, che aiuta il reparto di Oncoematologia del policlinico Tor Vergata di Roma, dove il fotografo è stato ricoverato per circa un mese. L’obiettivo è costruire uno spazio di accoglienza e ascolto, un supporto psicologico sia all’equipe sanitaria che a famiglie e pazienti. Con E il suo messaggio è chiaro: non sempre, ma dal cancro si può guarire. Basta crederci, per poter ricominciare.
Momenti di intensa comunicazione. Addestrati dall’associazione Aieccs (associazione internazionale educazione cinofila e cani sociali) onlus, e Csen (centro sportivo educativo nazionale) , i cani aiutano gli uomini e le donne a riconquistare piccoli spazi di autonomia, di fiducia verso il mondo. Li aiuta ad aprirsi. Sono foto scattate in belle giornate di sole all’aperto, ma anche nelle stanze di residenze protette o case famiglia. Ci sono momenti di comunicazione intensa e altri di pura gioia. E c’è la foto di una mano che stringe la zampa, a simboleggiare l’assoluta interdipendenza tra cane e uomo. Lo scopo della mostra è di reperire fondi per l’associazione L’Arcobaleno della speranza onlus, che aiuta il reparto di Oncoematologia del policlinico Tor Vergata di Roma, dove il fotografo è stato ricoverato per circa un mese. L’obiettivo è costruire uno spazio di accoglienza e ascolto, un supporto psicologico sia all’equipe sanitaria che a famiglie e pazienti. Con E il suo messaggio è chiaro: non sempre, ma dal cancro si può guarire. Basta crederci, per poter ricominciare.