Mondo Solidale

Mandela, le buone camminate in Umbria di Ndileka, nipote del leggendario leader

E' la prima delle tante nipoti del presidente sudafricano, una delle colonne della fondazione intitolata a lui. In Umbria partecipa ai percorsi religiosi, gli “Italian wonder ways”, che dalla terra di San Francesco si dipanano verso Toscana, Marche e Alto Lazio

2 minuti di lettura
PERUGIA - Il vecchio Madiba l’ha voluta al suo fianco negli ultimi anni di vita, e non solo per il passato da infermiera in terapia intensiva. Ndileka Mandela, la prima delle innumerevoli nipoti del leader sudafricano, ha la stessa fronte nobile e intelligente di papà Thembi, morto a soli 24 anni in un incidente stradale, nel quale perse la vita anche una giovane turista italiana, Irene Similani. Era il 13 luglio 1969 e Nelson Mandela trascorreva le sue giornate chiuso in carcere a Robben Island. Il governo di allora non si lasciò sfuggire l’occasione e infierì sul prigioniero, impedendogli di partecipare ai funerali del primogenito.

Lungo i cammini religiosi in Umbria. Ndileka è diventata così, dapprima una figlia acquisita e, in ultimo, la custode del corpo e del pensiero di Nelson Mandela, tanto da diventare una delle colonne della fondazione intitolata al premio Nobel. In questi giorni è stata in Umbria per partecipare ai cammini religiosi, gli “Italian wonder ways”, che dalla terra di San Francesco si dipanano verso Toscana, Marche e Alto Lazio (“una sorta di battesimo per quella che un giorno sarà la macroregione del centro Italia”, ha commentato orgoglioso l’assessore umbro Fabio Paparelli), sentieri condivisi con decine di blogger, instagrammers e giornalisti internazionali.

La regressione democratica del Sudafrica. Ndileka Mandela s’è molto occupata di diritti e di tutela sanitaria, specie per le ragazze, sudafricane e di tutto il continente. Quando le chiediamo quale Paese africano, oggi, stia conoscendo la più preoccupante regressione democratica, lei non esista un solo istante. E la risposta lascia l’amaro in bocca: “Il mio Sudafrica - dichiara - ultimamente non concede più il libero accesso agli studi. Ci sono decine di Università occupate da giovani che chiedono il ripristino di diritti che negli anni scorsi sembravano acquisiti. Ormai studiare da noi è solo una questione di censo. Per Madiba sarebbe un dispiacere enorme assistere a questo scempio”.

L'allarmante consizione femminile. La schiatta Mandela, tuttavia, traspare immediatamente nel ricordare a frase simbolo che il grande Nelson amava ripetere: “It always seems impossible until its done”. In altre parole, qualsiasi impresa risulta impossibile finché non la fai. Per cui niente lamentele e continuare a lavorare. “E’ fondamentale - insiste - praticare la democrazia, viverla, renderla concreta.  E’ questo continuo esercizio che rende possibile qualsiasi sogno”. Rispetto alla condizione femminile, le battaglie di Ndileka sono state di una semplicità a tratti disarmante. “Possiamo inondare di computer i college di tutte le scuole ma fino a quando le ragazze non potranno andare a scuola perché mestruate, saltando dunque una settimana al mese, tutto sarà inutile. Meglio qualche assorbente in più e qualche macroprocessore in meno”.

"Quel film che ci godemmo lui ed io da soli". Quando infine le chiediamo il ricordo più tenero e struggente del nonno-papà, la scelta è più difficile. “Desideravo tanto vedere, io e lui da soli, un documentario che avevano girato sulla sua vita e che trovavo bellissimo, intitolato ‘The Genius’. Alla fine dovetti prendere un appuntamento, come fossi uno dei suoi tanti impegni in agenda. La cosa un po’ mi ferì poi finalmente si sedette vicino a me e ci godemmo il film”.