
Testimone di attacchi suicidi. Come quasi tutti nel Paese, Asir è stato testimone di attacchi suicidi, esplosioni e minacce da parte dei gruppi islamisti. Questo non l’ha distolto dal suo obiettivo: far dimenticare al popolo afghano l’orrore, seguendo l’esempio di tanti altri sosia di Charlie Chaplin nel mondo. Asir si esibisce per le strade della capitale, dove gli attacchi dei talebani e dell’Isis sono quasi quotidiani. Riceve anche delle minacce, perché le sue performance sono “anti-islamiche”. Nonostante ciò, il Charlie Chaplin afghano si esibisce nei parchi pubblici, negli orfanotrofi, a feste private e ad eventi organizzati da agenzie di aiuto internazionale. Asir sa di correre rischi, e le paure di essere attaccato non mancano. Ma, come il giovane stesso afferma, “questi problemi non possono impedirmi di essere Charlie Chaplin”.
"Ha il coraggio dei martiri". P. Giuseppe Moretti, ex-cappellano presso l’ambasciata italiana a Kabul, è colpito e ammirato dal coraggio di Asir: “Ha il coraggio dei martiri, è così convinto della sua idea, così entusiasta della libertà, che è pronto a dare la vita. È da ammirare: non rischia la vita per una ‘scemenza’, ma per quell’ideale che l’Afghanistan insegue da 40 anni”. “Il fatto che possa andare nelle scuole – conclude p. Moretti – è un segno positivo. Allenta lo spiraglio verso la pace. A volte basta una persona coraggiosa e simpatica, che agisca in questa maniera a dispetto dei ‘cattivi’”.