ROMA - Il film "Storie d'Africa" di Piero Cannizzaro sarà proiettato il 16 settembre al Cinema Farnese alle 21.30, nell'ambito della rassegna "Venezia a Roma". E' un film sul tema dell'emigrazione, girato tra Senegal, Costa d'Avorio, Guinea. Un viaggio durato circa tre mesi seguendo l’itinerario di "CinemArena" per poi incontrare nei villaggi le persone, i protagonisti delle storie di emigrazione "clandestina".
I sogni e i fallimenti. "L’idea è stata quella di dare un volto a quelle persone che hanno tentato l’ avventura di venire in Europa attraverso viaggi di sofferenze, soprusi, umiliazioni, stupri ma anche di riscatto e voglia di ricominciare - dice il regista - ho voluto dare un volto, un’anima, e vedere le persone nella loro quotidianità, anziché nella massa indistinta dei barconi e delle immagini che in genere ci giungono dai media. Storie di speranze - ha aggiunto Cannizzaro - di sogni rimasti tali, di fallimenti ma anche di successi. Storie di chi vorrebbe partire verso l'Europa nonostante tutto, e storie di chi è tornato subendo magari una sconfitta ma che è riuscito a ricostruirsi una vita nel villaggio creando una una piccola economia e una vita dignitosa nel proprio paese".
Il ruolo della musica. Anche la musica nel film è molto importante come del resto lo è quasi sempre nei film di Cannizzaro. Registrata dal vivo nei luoghi dove si svolgeva, sia con improvvisazioni di strada nei vollaggi ma anche con importanti musicisti come il Senegalese Aliou Ndiaye, cantante e suonatore di xalam e membro dell’orchestra nazionale del Senegal. Il film è stato finanziato dalla Cooperazione Italiana per lo Sviluppo (AICS) in collaborazione con l’OIM. Il soggetto, la sceneggiatura e la regia è di Piero Cannizzaro, il montaggio di Leonardo Cinieri Lombroso.
I sogni e i fallimenti. "L’idea è stata quella di dare un volto a quelle persone che hanno tentato l’ avventura di venire in Europa attraverso viaggi di sofferenze, soprusi, umiliazioni, stupri ma anche di riscatto e voglia di ricominciare - dice il regista - ho voluto dare un volto, un’anima, e vedere le persone nella loro quotidianità, anziché nella massa indistinta dei barconi e delle immagini che in genere ci giungono dai media. Storie di speranze - ha aggiunto Cannizzaro - di sogni rimasti tali, di fallimenti ma anche di successi. Storie di chi vorrebbe partire verso l'Europa nonostante tutto, e storie di chi è tornato subendo magari una sconfitta ma che è riuscito a ricostruirsi una vita nel villaggio creando una una piccola economia e una vita dignitosa nel proprio paese".
Il ruolo della musica. Anche la musica nel film è molto importante come del resto lo è quasi sempre nei film di Cannizzaro. Registrata dal vivo nei luoghi dove si svolgeva, sia con improvvisazioni di strada nei vollaggi ma anche con importanti musicisti come il Senegalese Aliou Ndiaye, cantante e suonatore di xalam e membro dell’orchestra nazionale del Senegal. Il film è stato finanziato dalla Cooperazione Italiana per lo Sviluppo (AICS) in collaborazione con l’OIM. Il soggetto, la sceneggiatura e la regia è di Piero Cannizzaro, il montaggio di Leonardo Cinieri Lombroso.