Mondo Solidale

Medici in prima linea, i pensieri a caldo di una dottoressa dell'ospedale Grassi di Ostia

"La gratitudine per l'infermiere che ti aiuta a togliere i calzari, quando barcolli. E pensi ai malati, che due minuti prima stanno discretamente bene e poi precipitano in pochi secondi"

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ROMA - Una riflessione a caldo pubblicata su Facebook un'anestesista impegnata assieme a tanti altri medici e infermieri all'ospedale Giavan Battista Grassi di Ostia, che fa da supporto all'hub ospedaliero San Camillo-Spallanzani

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Ieri ho trascorso la prima giornata davvero difficile, dal punto di vista professionalmente in questo periodo della pandemia. Finora sono stata fortunata e ho avuto a che fare con il Covid a giorni alterni e in dosi abbastanza ridotte. Ieri no. Ieri ho respirato otto ore dentro la fp3, ho sudato dentro la tuta, senza bere, mangiare, fare pipi. Ma non mi lamento; molti colleghi lo fanno da un mese, ogni giorno. Ho pensato però che questa malattia finché non la vedi da vicino, da molto vicino, non la puoi capire. Non puoi capire la gratitudine che provi per l'infermiere che ti aiuta a togliere i calzari, perché vede che barcolli, per quelli che condividono le otto ore di tuta e casco assieme a te, o che telefonano da fuori a casa per dire che va tutto bene, anche se non ti sentiranno per tutto il giorno.

E poi i malati, che due minuti prima stanno discretamente bene e poi in pochi secondi precipitano. E incrociare lo sguardo di uno dei tuoi prof. di specializzazione che dirige il centro Covid e ti riconosce anche con lo scafandro. E leggi che le aziende di Milano non si possono fermare. Che ancora c'è chi fa polemica sul fatto che il Papa abbia parlato dalla piazza vuota, o chi pensa che dovrà vendere una delle sue sei case per recuperare il danno della quarantena.

Non so. Penso invece alla letterina di una bambina di 7 anni al suo papà intubato. Penso ai figli di una cara amica, che sono a casa da soli da una settimana perché entrambi i genitori hanno la polmonite. Penso all'infermiere che come primo incarico dopo la scuola ha accettato di dedicarsi a questi pazienti e ti sorride dietro la maschera. E pensi che forse non andrà tutto bene, non può più andare tutto bene. Però magari un po' sarà meglio.

* Cristina Babetto, anestesista dell'Ospedale G:B: Grassi di Ostia