Bambini, ogni desiderio realizzato è una cura straordinaria per chi è malato
di FLAVIA CARLORECCHIOLa direttrice di Make-a-Wish®Italia parla della missione e delle difficoltà sorte in questo anno difficile, ancora più difficile per i bambini affetti da gravi malattie
ROMA - “Make a wish”, esprimi un desiderio. L’associazione non profit Make-a-Wish®Italia nasce nel 2004 con un obiettivo ben preciso: realizzare sogni e desideri di bambine e bambini gravemente malati tra i 3 e i 17 anni. “In Italia siamo l’unica associazione con una missione così specifica. Chi non ci conosce rimane sorpreso”. A raccontarla è la sua direttrice, Sune Frontani. “Non è solo un regalo. È molto di più”. Fare un viaggio, realizzare un’esperienza, incontrare l’attore o l’attrice preferita, “moltissimi sognano di andare a Disneyland”. Spiega Sune, “E non è una terapia, lo consideriamo un trattamento psicologico complementare”. Bambine e bambini vengono coinvolti in un percorso che inizia con la motivazione della loro richiesta e prosegue con molte attività propedeutiche. “In questo modo li aiutiamo a distrarsi e ad affrontare co…
ROMA - “Make a wish”, esprimi un desiderio. L’associazione non profit Make-a-Wish®Italia nasce nel 2004 con un obiettivo ben preciso: realizzare sogni e desideri di bambine e bambini gravemente malati tra i 3 e i 17 anni. “In Italia siamo l’unica associazione con una missione così specifica. Chi non ci conosce rimane sorpreso”. A raccontarla è la sua direttrice, Sune Frontani. “Non è solo un regalo. È molto di più”. Fare un viaggio, realizzare un’esperienza, incontrare l’attore o l’attrice preferita, “moltissimi sognano di andare a Disneyland”. Spiega Sune, “E non è una terapia, lo consideriamo un trattamento psicologico complementare”. Bambine e bambini vengono coinvolti in un percorso che inizia con la motivazione della loro richiesta e prosegue con molte attività propedeutiche. “In questo modo li aiutiamo a distrarsi e ad affrontare con più forza e speranza il percorso di cura e l’isolamento.”
Per molti di loro l’isolamento non è una novità. “È molto più di un semplice regalo.” L’80% dei ricavati investito nella missione “Una cosa a cui teniamo molto è la trasparenza”, continua Frontani. “Destiniamo non meno dell’80% alla missione, abbiamo pochissimi dipendenti e teniamo i costi generali bassi.” E poi aggiunge: “Senza la rete di volontari non potremmo fare nulla. Volontari e volontarie sono circa 250 in tutta Italia e si occupano dei contatti con le famiglie, delle interviste e delle attività complementari”. L’associazione è presente in tutte le regioni ed è in contatto con i maggiori ospedali pediatrici del Paese, i quali segnalano i desideri dei bambini.
La pandemia rallenta i sogni ma non li ferma. Che impatto ha avuto il COVID-19 sulle attività dell’associazione? “Avevamo famiglie con il biglietto in mano, pronte a partire. Abbiamo dovuto interrompere tutto, è stato molto triste. Durante l’isolamento ci siamo messi in pausa con le campagne e le raccolte fondi perché il Paese aveva bisogno di altro”. In estate Make-a-Wish è ripartita con una nuova campagna di raccolta fondi e sensibilizzazione, ma la situazione non è ancora tornata alla normalità. “Abbiamo circa 200 pazienti in lista d’attesa, purtroppo quasi tutti fermi. Molti desideri prevedono trasferimenti in aereo o in treno e i nostri bambini sono troppo vulnerabili per affrontarli”, spiega Sune.
La nuova campagna di raccolta fondi. Adesso è arrivato il momento di uscire dal guscio e di far capire che bambine e bambini sono ancora lì. “Abbiamo deciso di uscire con una campagna d’impatto, che faccia capire ancora meglio la nostra missione”. Il video realizzato in collaborazione con l’agenzia TITA mostra un “superdesiderio”, un collage di desideri diversi. Lo spot non nasconde la sofferenza, ma fa vedere quanta gioia può portare un sogno realizzato. La campagna è uscita quest’estate sui canali social e sarà in televisione dal 21 settembre al 3 ottobre, su La7, che ha offerto gratuitamente i propri spazi pubblicitari.
Un desiderio che può cambiare la vita. Per approfondire, sul sito ci sono testimonianze di molti genitori o di volontari che hanno partecipato alla realizzazione dei progetti. “Ci sono bambini cui abbiamo realizzato i desideri dieci anni fa che ora sono i nostri testimonial e volontari e raccontano come questa esperienza abbia cambiato la loro vita. È importante far conoscere la nostra missione. Poi succede tutto naturalmente, credo che venga voglia di aiutarci”, conclude Sune Frontani.
Per molti di loro l’isolamento non è una novità. “È molto più di un semplice regalo.” L’80% dei ricavati investito nella missione “Una cosa a cui teniamo molto è la trasparenza”, continua Frontani. “Destiniamo non meno dell’80% alla missione, abbiamo pochissimi dipendenti e teniamo i costi generali bassi.” E poi aggiunge: “Senza la rete di volontari non potremmo fare nulla. Volontari e volontarie sono circa 250 in tutta Italia e si occupano dei contatti con le famiglie, delle interviste e delle attività complementari”. L’associazione è presente in tutte le regioni ed è in contatto con i maggiori ospedali pediatrici del Paese, i quali segnalano i desideri dei bambini.
La pandemia rallenta i sogni ma non li ferma. Che impatto ha avuto il COVID-19 sulle attività dell’associazione? “Avevamo famiglie con il biglietto in mano, pronte a partire. Abbiamo dovuto interrompere tutto, è stato molto triste. Durante l’isolamento ci siamo messi in pausa con le campagne e le raccolte fondi perché il Paese aveva bisogno di altro”. In estate Make-a-Wish è ripartita con una nuova campagna di raccolta fondi e sensibilizzazione, ma la situazione non è ancora tornata alla normalità. “Abbiamo circa 200 pazienti in lista d’attesa, purtroppo quasi tutti fermi. Molti desideri prevedono trasferimenti in aereo o in treno e i nostri bambini sono troppo vulnerabili per affrontarli”, spiega Sune.
La nuova campagna di raccolta fondi. Adesso è arrivato il momento di uscire dal guscio e di far capire che bambine e bambini sono ancora lì. “Abbiamo deciso di uscire con una campagna d’impatto, che faccia capire ancora meglio la nostra missione”. Il video realizzato in collaborazione con l’agenzia TITA mostra un “superdesiderio”, un collage di desideri diversi. Lo spot non nasconde la sofferenza, ma fa vedere quanta gioia può portare un sogno realizzato. La campagna è uscita quest’estate sui canali social e sarà in televisione dal 21 settembre al 3 ottobre, su La7, che ha offerto gratuitamente i propri spazi pubblicitari.
Un desiderio che può cambiare la vita. Per approfondire, sul sito ci sono testimonianze di molti genitori o di volontari che hanno partecipato alla realizzazione dei progetti. “Ci sono bambini cui abbiamo realizzato i desideri dieci anni fa che ora sono i nostri testimonial e volontari e raccontano come questa esperienza abbia cambiato la loro vita. È importante far conoscere la nostra missione. Poi succede tutto naturalmente, credo che venga voglia di aiutarci”, conclude Sune Frontani.