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Scuola e integrazione sociale, un laboratorio musicale scolastico racconta l’integrazione attraverso lo sport

Si chiama S.T.O.P il progetto musicale e didattico dell’Istituto Superiore Lombardo Radice a Roma. L’ultima canzone si chiama “Un posto nell’universo” e racconta il calcio solidale
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ROMA - Un esperimento interessante quello dell’ITS romano Lombardo Radice, dove un laboratorio musicale è diventato uno strumento di espressione artistica per molti ragazzi e ragazze. Si uniscono scrittura, dialogo, riflessione. E ovviamente musica: l’ultima canzone realizzata si chiama “Un posto nell’universo” e racconta l’integrazione sociale attraverso lo sport. Il video del brano è stato realizzato con il contributo della Fondazione Roma Solidale, nell’ambito del progetto Giovani in Campo.

Laboratorio musicale, strumento didattico, incontro generazionale Il progetto nasce tre anni fa, promosso da due insegnanti, Federico Lama e Marco Maurizi. “Io insegno filosofia e il mio collega matematica, però siamo anche musicisti”, racconta Maurizi. “All’inizio era solo un laboratorio musicale. Poi ci siamo accorti che alcuni dei ragazzi scrivevano canzoni e l’abbiamo fatto diventare un progetto creativo a tutto tondo”. All’attivo già diversi singoli, molti dei quali commentano l’attualità con occhio critico e consapevole. C’è “el virus no pasa”, che parla di pandemia, diritti dei lavoratori, sanità pubblica. Un altro pezzo si chiama “I can’t speak” e riflette sul cambiamento climatico. Video e canzoni si trovano sul canale YouTube.

Un posto nell’universo: il calcio solidale con la Fondazione Roma Solidale L’ultimo singolo realizzato si chiama “Un posto nell’universo”. Il video è stato realizzato insieme alla Fondazione Roma Solidale: “Ci hanno chiesto una canzone che fosse un inno al calcio solidale per il progetto Giovani in Campo”, spiega Maurizi. “A dicembre uscirà il primo disco del collettivo, interamente autoprodotto”, aggiunge. A partecipare a S.T.O.P. sono ragazzi e ragazze di tutte le classi. Colpisce il livello musicale e di scrittura: “Non siamo una scuola di musica, questo è talento naturale. È un peccato che la musica sia così in secondo piano nelle scuole italiane, il potenziale come qui c’è ovunque”, commenta Maurizi.

Il valore educativo del progetto S.T.O.P. S.T.O.P. è un progetto musicale, ma è anche un esperimento dal forte valore educativo. “Molti ragazzi che in classe hanno difficoltà e vivono situazioni difficili qui sono usciti fuori. Noi facciamo musica, ma facciamo anche scuola e ci teniamo che venga riconosciuto come un progetto scolastico a tutto tondo”. Educazione, infatti, significa anche mettere in comune, condividere. “Ci sono ragazzi e ragazze che hanno terminato gli studi e sono all’università e tornano per suonare con noi. I prossimi passi? Il disco, continuare a scrivere e suonare insieme. E poi stiamo cercando di lavorare con il Municipio per essere riconosciuti come Centro di Aggregazione Giovanile”, conclude Maurizi. Un esperimento su cui riflettere e da cui prendere spunto. Il canale youtube del progetto.