COSENZA - Si chiama “Eyes in Color. Bimbi Indios dell’Amazzonia” la mostra-denuncia dedicata ai bambini dell’Amazzonia che Franco Azzinari, artista definito “il pittore del vento” ha inaugurato il 25 gennaio nel Museo dell’Alimentazione di Altomonte (Cosenza).
Una mostra manifesto. Azzinari definisce questa mostra un manifesto simbolico della fame nel mondo: “Ad Unicef chiedo solo di divulgare le facce sorridenti di questi piccoli eroi della foresta, che nascono in mezzo ai colori più disparati della natura e che da grandi muoiono, senza mai aver conosciuto il grigio. È questa la cosa che arrivato in Amazzonia mi ha fatto di più impazzire. C’è un popolo nel mondo, che non conosce cosa sia il grigio, tanti sono i colori accecanti e bellissimi che sono la loro casa e il loro mondo naturale”.
Papa Francesco. Il percorso di vita che ha portato Azzinari a dipingere i quadri di questa mostra è nato come reazione ai tanti messaggi che il Papa ha inviato ai bambini dell’Amazzonia, gli ultimi degli ultimi. E spiega: “Stimolato dalle parole di Papa Francesco, mi sono spinto in quelle lande inesplorate dove ho poi vissuto per mesi: caricandomi di nuove emozioni, ho imparato a vivere insieme agli indios sulle barche, ai margini della foresta, lungo i fiumi. Stando con loro, ne ho sposato la causa ed ho quindi deciso di dipingere i volti dei piccoli indios per farne un manifesto-denuncia sulla fame del mondo”.
Ritorno alle origini. In questa storia ontogenesi e filogenesi si intrecciano: dopo aver esplorato una natura che rappresenta il cuore della Terra, Azzinari, di natura apolide – è stato per molti anni ritrattista ufficiale del premio Nobel per la letteratura Gabriel Garcia Marquez, amico personale di Fidel Castro a cui ha dedicato una importante serie di ritratti in bianco e nero – vive ora un vero ritorno alle origini. Ha infatti scelto, come luogo per lanciare il suo “manifesto politico”, il suo “paese ombra”, Altomonte che si trova a due passi dal natale San Demetrio a Corone, da dove partì, poverissimo e ancora adolescente, per poi tornare una volta diventato protagonista internazionale nel mondo dell’arte. A 70 anni compiuti, appena finiranno le restrizioni Covid, volerà in Giappone per esporre i suoi quadri. “Ormai la mia casa è il mondo: questa è la mia condizione di apolide”.