ROMA - Un caregiver familiare è colui o colei che si prende cura, a titolo gratuito e non professionale, di un familiare con disabilità, anziano, malato e in generale non autosufficiente. Non esistono dati precisi a riguardo, perché si tratta di una figura volontaria, non inquadrata a livello lavorativo e non tutelata. Si può provare a ricostruire il quadro a partire da una ricerca dell’ISTAT del 2018 sul tema della conciliazione tra lavoro e famiglia. Dai dati emerge che 2,8 milioni di persone si prendono cura di familiari con più di 15 anni non autosufficienti. Esistono inoltre 646mila persone che si occupano di minori di 15 anni e familiari non autosufficienti. In generale, il 34,6% della popolazione svolge attività di cura di qualche tipo (figli piccoli, parenti anziani, persone non autosufficienti). Ciò che è interessante è che ben il 40% degli occupati nella fascia 18-64 anni svolge un’attività di cura parallelamente al proprio lavoro. Il fenomeno riguarda in maggior numero le donne.
Il quadro europeo. Secondo le statistiche fornite da Eurocarers, circa l’80% del lavoro di cura a persone non autosufficienti è fornita da amici e familiari. Si tratta di circa 100 milioni di persone su territorio europeo. In Paesi come Germania, Spagna, Grecia, Francia, Regno Unito, Romania e Polonia esistono norme a tutela dei caregiver. Per esempio, in Francia chi ha interrotto la propria carriera per accudire una persona non autosufficiente per almeno 30 mesi di seguito accede alla pensione piena a 65 anni. Nel Regno Unito, a partire dagli anni ’90 varie leggi hanno riconosciuto e supportato i caregiver a livello professionale, personale ed economico.
Il quadro legislativo italiano. In Italia, manca invece una legge organica, che pure è in discussione da anni: Cittadinanzattiva ripercorre le fasi che hanno portato alla presentazione del DDL 1461 nel 2019. I lavori si erano fermati nel 2020 e sono ripartiti all’inizio del 2022, come riporta il quotidiano Avvenire, ma procedono con difficoltà. Alcune regioni, come l’Emilia Romagna e il Lazio, si sono date ordinamenti e linee guida che inquadrano diritti e doveri del caregiver familiare.
I bisogni dei caregiver. Uno studio condotto da ricercatrici e ricercatori italiani evidenzia le principali necessità di chi si trova ad assistere un familiare non autosufficiente: da un lato, la formazione “professionale” circa la malattia, le incombenze quotidiane e la comunicazione con il personale medico. Dall’altro, il supporto emotivo e sociale, necessari per mantenere il proprio equilibrio.
Organizzazione spontanea. In mancanza di supporto istituzionale, sono sorte numerose Associazioni civili di supporto al lavoro di caregiver, e comunità come quella di Caregiver familiare che offrono consigli, formazione, confronto e aiuto. Una risorsa utile a capire la situazione italiana è il libro promosso dall’associazione Genitori tosti in tutti i posti, “L’esercito silenzioso. I caregiver familiari”, a cura di Alessandra Corradi e Giovanni Barin.