ROMA - Almeno 2,2 miliardi di persone sono afflitte da gravi disturbi oculari o cecità. Un miliardo di persone ha condizioni oculari prevenibili. Secondo il World Report On Vision dell'OMS la crescita e l’invecchiamento della popolazione – insieme ai cambiamenti dello stile di vita e all’urbanizzazione – nei prossimi decenni “aumenteranno anche drammaticamente” il numero di persone con patologie oculari, disturbi della vista e cecità. Questa è la storia di una mamma un poco speciale che è riuscita a vincere il tracoma. Si chiama Mulu, ha 50 anni ed è nonna di Yabsera, 3 anni. Vive a Wolkite, nel sud dell’Etiopia, dove con la famiglia coltiva campi di caffè ed enset (“false banane”).
Sabbia negli occhi. Un anno fa, Mulu cominciò ad avere bruciore agli occhi. “Sentivo della sabbia dentro agli occhi che mi provocava un grande dolore, sempre più acuto, tanto che a un certo punto non ho più potuto seguire i lavori di casa e nei campi. Dato che mio marito è anziano, mio figlio è stato costretto a lasciare la scuola per aiutarmi. E i miei vicini mi accompagnavano al mercato, perché da sola non riuscivo più a muovermi”. Dato che Mulu continuava a non guarire, la figlia, Meseret, si mise alla ricerca di soluzioni e scoprì la possibilità di sottoporre la madre a una visita gratuita in un ospedale che si trova a cento chilometri di distanza, il Grarbet Tehadiso Mahber, centro oculistico partner di CBM nella città di Butajira.
L’ospedale GTM. Nel mondo, secondo il Rapporto Mondiale sulla Vista dell’OMS, una persona su due che ha problemi visivi non ha la possibilità di accedere ai servizi oculistici. Sono nel complesso oltre 1 miliardo di persone, concentrate soprattutto nei Paesi in via di Sviluppo. Eppure il 90% di tutti disturbi visivi sono prevenibili e curabili. Grazie ai progetti di CBM, organizzazione umanitaria impegnata nella prevenzione e cura delle disabilità visive nei Paesi del Sud del mondo, Mulu ha potuto andare in ospedale e restare viva: era affetta da tracoma, principale causa infettiva di cecità nel mondo. Il tracoma è una malattia batterica degli occhi che colpisce 1,9 milioni di persone. Fa parte delle Malattie Tropicali Dimenticate (NTD), un gruppo di 20 malattie infettive parassitarie, batteriche o virali, che – secondo i dati OMS - mettono a rischio oltre un miliardo di persone nel mondo, in particolare donne e bambini, prevalentemente nelle aree tropicali e subtropicali tra le popolazioni più vulnerabili ed emarginate. Era quindi vitale per lei sottoporsi ad un intervento.
Le malattie dimenticate. Sono antiche malattie della povertà che colpiscono chi vive nelle zone dove mancano acqua pulita e servizi medici e sanitari. Si diffondono per contatto umano, acqua contaminata, insetti, terreni infestati da uova o larve di vermi. Oltre il 40% del carico globale della NTD è concentrato nell'Africa sub-sahariana. Perché “dimenticate”? Perché per lungo tempo sono state poco considerate nei programmi sanitari nazionali rispetto a malattie ad alta mortalità come l'HIV/AIDS, malaria o tubercolosi. Eppure, oltre ai numeri importanti che registrano, sono malattie che causano anche dolore, stigma e discriminazione sociale; inoltre ostacolano la crescita economica perché intrappolano persone, famiglie e intere comunità in un ciclo di povertà-disabilità. Oggi sono citate nell’Obiettivo 3 dell’Agenda della Salute: “Entro il 2030, porre fine alle epidemie di AIDS, TBC, malaria e malattie tropicali neglette e combattere l'epatite, le malattie trasmesse dall'acqua e altre malattie trasmissibili”.
Mulu ha recuperato la vista. L’operazione di Mulu, visitata anche nei giorni successivi per assicurare l’assenza di infezioni, è stata un successo e lei è tornata a casa, a fare la mamma e la nonna come prima, occupandosi di nuovo di tutta la famiglia. “Chiunque incontrerò con questo problema – dice Mulu - lo manderò di certo qui a curarsi!”. La storia di Mulu è una delle tante di cui si occupa CBM che in Etiopia, così come in Sud Sudan, interviene seguendo la strategia SAFE raccomandata dall’OMS dal 1993: S sta per Surgery, ovvero chirurgia per trattare lo stadio avanzato del tracoma; A per Antibiotics, perchè gli antibiotici servono per eliminare l’infezione; F per Facial cleanliness, cioè pulizia e igiene del viso; E per Enrironmental improvement, ovvero miglioramento dell’ambiente con accesso all’acqua e ai servizi igienici.
Tre progetti per 260mila persone. In questo momento sono 260mila le persone che CMB Italia sta seguendo nella Regione di Amhara nel nord dell’Etiopia e nella Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli a sud: grazie a tre progetti, possono beneficiare della distribuzione di antibiotici, dell’accesso all’acqua pulita grazie alla costruzione di pozzi e sistemi idrici, di momenti di formazione dedicati all’igiene. Inoltre entro il 2025 saranno oltre 5.600 le persone che potranno essere operate di trichiasi, ovvero la deviazione delle ciglia che sfregano contro il bulbo oculare, conseguenza dolorosa del tracoma che provoca opacità irreversibili e la conseguente cecità.
In un anno, 492 progetti in 46 Paesi. CBM Italia fa parte di CBM - Christian Blind Mission, organizzazione internazionale riconosciuta dall’OMS per il suo impegno da oltre 110 anni nel garantire cure oculistiche accessibili e di qualità. L’ultima nata in casa CBM è la campagna “Fuori dall’ombra, per il diritto di vedere ed essere visti” che punta a garantire cure oculistiche per più di un milione di persone, in un solo anno, in nove Paesi del Sud del mondo, con un approccio integrato tra prevenzione, cura e riabilitazione delle disabilità visive e inclusione nella comunità. Nell’ultimo anno CBM ha realizzato 492 progetti in 46 Paesi di tutto il mondo, di cui dieci in Italia, raggiungendo 5 milioni di beneficiari, in linea con la strategia 2030 In Sight di IAPB (Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità). Tre gli obiettivi: dare a tutti l'opportunità di fare un esame della vista, ricevere cure oculistiche a prezzi accessibili, avere gli occhiali quando ne hanno bisogno.