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Adozioni, “Filus de anima”, il valore dei legami al di là del sangue: come favorire una nuova cultura dell’adozione fin dai banchi di scuola

Adozioni, “Filus de anima”, il valore dei legami al di là del sangue: come favorire una nuova cultura dell’adozione fin dai banchi di scuola

I numeri sulle poche nascite in Italia ci annunciano come cambierà la composizione della società. Oggi le famiglie con figli sono il 31,9%; nel 2042 sarano il 25,3%

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ROMA – Si chiamano “Fillus de anima” e sono, nell’antica civiltà sarda, i bambini affidati ad una famiglia diversa da quella biologica. Mentre oggi in Italia l’adozione per le donne e gli uomini single è ancora vietata, a differenza della Spagna, per esempio, la Sardegna ci racconta una storia antica ma quanto mai attuale: il valore dei legami al di là del sangue.

Sempre più famiglie senza figli. Secondo gli ultimi dati Istat, le coppie senza figli entro il 2042 saranno più di una su cinque. Si prevedono, da qui al 2080, circa ventuno milioni e mezzo di nascite, a fronte di 44,9 milioni di decessi. L’immigrazione dovrebbe portare 18,3 milioni di persone, mentre a emigrare potrebbero essere 8,2 milioni. Dai numeri sembra chiaro come cambierà la composizione della società. Oggi le famiglie con figli sono il 31,9%, circa cinque milioni, mentre nel 2042 potrebbero essere quattro milioni, il 25,3% del totale. Di contro, le coppie senza figli aumenteranno da 5,2 a 5,7 milioni, con un incremento del 9% e una quota sul totale che salirà dal 20,6 al 21,7%. La tendenza, in prospettiva, è che sul lungo termine le famiglie senza figli supereranno quelle con figli.

L’adozione. A questo punto, l’antica pratica sarda ritorna più che di attualità. Scrive l’AIBI, Amici dei bambini: “Pensate a quando una coppia comunica in famiglia la volontà di adottare: spesso i primi ad avere un sussulto sono i futuri nonni sanno che la linea familiare di sangue sarà interrotta. È qualcosa di ancestrale, il sangue, quasi l’appartenenza al clan che riemerge dopo millenni e generazioni. Poi, tutto passa, svanisce: l’amore per quei bambini, che prima dell’incontro si conoscono nei lunghi tempi vuoti dell’attesa, ristabilisce un’altra linea, un’altra appartenenza. Altre viscere che anche madri e padri imparano a sentire, nel processo formativo di accompagnamento all’adozione”.

La famiglia. L’Italia non ha ancora fatto i conti con questi numeri e con la possibilità di aprire anche ai single la possibilità di adottare. Se le leggi rispecchiano la società e la società oggi vede una maggioranza di single piuttosto che di coppie, la legislazione dovrà adeguarsi per tutelare i diritti dei bambini che sono soli negli orfanotrofi ed aspirano almeno ad una madre e di tutte quelle donne e di quegli uomini single ma desiderosi di adottare. Manca in Italia manca l’incontro tra la domanda di amore e l’offerta di amore, basterebbe una legge per cambiare la vita di molti uomini e donne e proteggere i minori. Un win win che non si sta realizzando e che non ha ancora investito il Parlamento.

Il concorso per le scuole. Intanto riparte il concorso nazionale “L’adozione fra i banchi di scuola”, giunto alla sua nona edizione, per favorire una migliore cultura dell’adozione fin dai banchi di scuola, superando stereotipi e pregiudizi ed affrontando tematiche trasversali a tutte le discipline significative nell’ambito dell’educazione alla cittadinanza: l’accoglienza, l’inclusione, la valorizzazione delle reciproche diversità. C’è tempo fino al 31 marzo 2024 per le scuole statali e paritarie di tutti gli ordini e grado compilando il modulo on line di ItaliaAdozioni.

Gli obiettivi. L’obiettivo è raggiungere chi di adozione non ha esperienza diretta per far conoscere e condividere le peculiarità e i valori che fanno parte di questo percorso che porta alla nascita di una famiglia. Per ogni altra informazione: concorso.italiaadozioni@gmail.com. In palio per i vincitori stampanti 3D, libri per la biblioteca, materiale per la palestra, laboratori e viaggi d’istruzione.

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