Mondo Solidale

Rosarno Film Festival, lo sguardo sulla condizione dei braccianti in uno dei luoghi simbolo dello sfruttamento: la Piana di Gioia Tauro

Rosarno Film Festival, lo sguardo sulla condizione dei braccianti in uno dei luoghi simbolo dello sfruttamento: la Piana di Gioia Tauro

La rassegna avrà luogo dal 26 al 29 ottobre nella città calabrese. Cortometraggi dedicati ai temi del lavoro

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ROMA – ll Rosarno Film Festival Fuori dal Ghetto – che avrà luogo dal 26 al 29 ottobre nella città calabrese – è una rassegna di cortometraggi dedicata ai temi del lavoro e dello sfruttamento. L’intenzione è concentrare l’attenzione sulla condizione dei braccianti ma non solo. Un evento che si svolge in uno dei luoghi simboli di questa condizione: la Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. Nelle vesti dei giurati ci saranno i migranti impiegati negli agrumeti della zona.

QUI IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

Il cinema non è solo una fabbrica di sogni. E’ anche strumento di indagine e supporto alle pratiche sociali, di critica e denuncia delle tante forme di sfruttamento. Data la particolarità dell’evento i film vincitori non riceveranno premi in denaro ma casse di arance. Nonostante questa modalità sono stati molti gli autori che hanno voluto partecipare. La rassegna si svolge presso il comune di Rosarno che ha dato il patrocinio così come il comune di San Ferdinando.

ECCO IL CORTO CHE HA VINTO L’ANNO SCORSO

L’idea di rompere il ghetto. L’idea di questo festival nasce dall’idea di ‘rompere’ il ghetto, disarticolare le categorie classiche con cui si affrontano e si raccontano le vicende di Rosarno e dei braccianti -È importante costruire processi che mettano insieme cultura e pratiche sociali legate ai diritti dei lavoratori, il riscatto non riguarda solo i lavoratori braccianti ma l’intero territorio in cui operiamo. Questa prima rassegna va in questa direzione”. L’iniziativa ha ricevuto anche l’incoraggiamento del regista e attivista inglese Ken Loach, da sempre impegnato sui temi sociali, che ha inviato un messaggio di saluto a questa nuova iniziativa.

Il festival ha avuto la collaborazione di Mediterranean Hope, il programma migranti e rifugiati della ”Federazione delle Chiese evangeliche in Italia”, che ha promosso l’iniziativa in collaborazione con la Rete delle comunità solidali, assieme ad altre associazioni che hanno aderito.

La pornografia dello sfruttamento. “Il bracciante – si legge sul sito del Festival - è sempre stato utilizzato per qualcosa e mai ascoltato. È filmato, intervistato, esposto. Venduto. Se a Lampedusa c’è la pornografia del dolore a Rosarno c’è la pornografia dello sfruttamento”. Il concorso è riservato a cortometraggi (durata massima 20’) “che affrontino il tema della resistenza ecosociale, delle lotte ambientali, delle mobilitazioni, delle testimonianze, delle terre avvelenate o riscattate“. “Anche quest’anno, come nella prima edizione che si è svolta nel 2022” – spiegano gli organizzatori - “il Rosarno Film Festival sarà articolato come “una rassegna di corti che, superata la selezione, verranno proiettati in un momento pubblico e valutati da una giuria ‘senza confini’, alla quale parteciperanno anche i lavoratori braccianti della Piana di Gioia Tauro”.

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