Mondo Solidale

Coabitazione solidale, ecco come vivere sotto lo stesso tetto per superare le difficoltà, ma senza improvvisare

Coabitazione solidale, ecco come vivere sotto lo stesso tetto per superare le difficoltà, ma senza improvvisare

È uno strumento del Welfare utile a persone fragili per trarre beneficio nel condividere la vita quotidiana.

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ROMA – Coabitare con spirito solidale vuol dire semplicemente e banalmente applicare un progetto per cui alcune persone decidono di vivere assieme nella stessa casa secondo una logica di reciproco sostegno. Lo spiega bene Giuliana Costa ad Antonella Patete, autrice di un articolo pubblicato da “La Difesa del Popolo”, settimanale della Diocesi di Padova. Costa è docente associata di Sociologia generale presso il Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano.

Mettere assieme risorse e risposte. Il modello di coabitazione cui si allude però non ha molto a che fare con l’idea di una semplice condivisione di uno spazio, come – ad esempio – fanno gli studenti fuori sede. “Affinché si possa parlare di coabitazione solidale – precisa la docente, che da molti anni ha concentrato la propria attenzione sulle politiche abitative a valenze sociale all’interno delle politiche di welfare. – è necessario decidere di condividere le fatiche del quotidiano, mettendo insieme risorse e risposte, proprio a partire dalla vita comune”. Il fenomeno della coabitazione solidale è oggi presente in diverse aree dei pubblici servizi dedicati alla persona. Si ricorre alla coabitazione sia – banalmente – per abbattere i costi ma anche “come strumento per dare risposte a bisogni complessi”. C’è da aggiungere che al momento non si conosce esattamente quanto siano diffuse nel nostro Paese le coabitazioni solidali, le esperienze più organizzate si mescolano nelle una miriade di migliaia di altre piccole esperienze che nascono e muoiono nel giro di poco tempo.

“E’ ancora una soluzione eccentrica”. “Insomma, è una forma dell’abitare ancora abbastanza eccentrica, la cui rilevazione richiede di fare una sorta di ‘bricolage geografico’ – commenta la docente, nell’articolo de “La Difesa del Popolo” – condividere gli spazi domestici non è né facile né semplice. E perfino le coabitazioni promosse dai servizi hanno bisogno della presenza di due elementi indispensabili: le persone devono essere convinte di andare ad abitare con altri e devono possedere delle caratteristiche tali da dare un senso e, nello stesso tempo, da rendere più facile la vita in comune”. Su questo argomento avrà luogo oggi, 26 febbraio, alle 17.30, un webinar promosso dalla Rete Nazionale del Coabitare Solidale.

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